università degli studi della basilicata

Non sempre la migliore università è quella che puoi trovare a centinaia di chilometri di distanza da casa: gli studenti lucani per anni hanno cercato fortuna (accademica) altrove, ma oggi l’offerta formativa in loco è diventata davvero competitiva: con l’Università degli Studi della Basilicata (Unibas) non dovrai necessariamente andare via o cambiare città per iniziare a costruire il tuo futuro

Basta scegliere questo Ateneo come prima tappa per cominciare a viaggiare nel tempo, tra archeologia, beni culturali e una terra che trasuda storia da ogni angolo, per poi spingerti nello spazio, grazie alle competenze dell'Ateneo nel settore aerospaziale e ai laboratori che guardano alle tecnologie del futuro

Le università di elevata qualità, ma di piccole dimensioni, hanno una sola strada per essere competitive: diventare dei top player nei settori di eccellenza del proprio territorio, mantenendo però lo sguardo sulle grandi sfide contemporanee come sostenibilità, transizione ecologica, innovazione digitale, salute, ambiente, impresa, formazione

In Basilicata c’è tutto questo. Solo per fare due esempi: a Matera troviamo sia un grande polo di ricerca e centro spaziale polivalente – al cui interno operano congiuntamente enti e istituzioni diverse –, sia la Casa delle Nuove Tecnologie. E non solo: in tutta la regione esistono distretti industriali ad alta specializzazione, nonché percorsi di estrazione integrati da impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili. Il tutto senza dimenticare l’immenso patrimonio artistico, ambientale e culturale

Ecco perché una laurea qui, sia in ambito STEM, sia umanistico, può portarti molto più lontano di quanto immagini, lasciandoti il segno. Secondo i dati AlmaLaurea 2026, il tasso di occupazione dei laureati Unibas supera il 90% e l’efficacia del titolo nel lavoro svolto arriva all’88%

Molti laureati, inoltre, lavorano nelle regioni del Sud, contribuendo a portare competenze qualificate nei territori meridionali: e questo è solo uno dei motivi per cui ben il 92,6% dei laureati Unibas si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria, un dato superiore alla media nazionale. 

Ciò significa che Unibas non è soltanto un posto in cui studiare. È un Ateneo in cui acquisire competenze, trovare una direzione e prepararsi al futuro, senza perdere il legame con il territorio da cui si parte. Un viaggio con più tappe, tutte collegate da una stessa domanda: che futuro vuoi costruire?

E allora, visto che noi di Skuola.net siamo sempre al tuo fianco nei momenti più delicati della tua vita da studente, in questa collab ti diamo 7 buoni motivi per scegliere Unibas dopo il diploma

Indice

  1. Una rotta per ogni talento: ecco perché scegliere Unibas dopo il diploma
    1. Un percorso certificato dal portale Almalaurea: verso il lavoro e l’occupazione, con competenze che contano
    2. Vai “in orbita” con l’aerospazio e i laboratori d’eccellenza
    3. Viaggia nel tempo, tra archeologia e cultura a Matera
    4. Alla scoperta del mondo green, tra sostenibilità, ricerca e nuove tecnologie
    5. Unisciti a una comunità universitaria tutta da vivere
    6. Lo studio è di tutti: tra diritto allo studio e inclusione, la persona al centro
    7. Una qualità della vita tra le più apprezzabili in Italia
  2. Come immatricolarsi a Unibas? Occhio alle scadenze 

Una rotta per ogni talento: ecco perché scegliere Unibas dopo il diploma

Prima ancora di parlare di futuro, bisogna scegliere la rotta da tracciare. E da questo punto di vista l’Università degli Studi della Basilicata offre un ventaglio di corsi molto ampio, che permette di muoversi tra aree scientifiche, tecnologiche, umanistiche, economiche, sanitarie e ambientali.

Nelle sedi di Potenza e Matera, Unibas – unico Ateneo della regione – propone corsi di laurea, lauree magistrali e lauree magistrali a ciclo unico che attraversano ambiti diversi: Ingegneria, Informatica, Scienze (Agrarie, Forestali, Alimentari, Chimiche, Geologiche, Matematiche, Umane, dell’Educazione e della Formazione), Economia, Architettura, Biotecnologie, Farmacia, Medicina e Chirurgia.

È un’offerta formativa che parla sia a chi ha già un’idea precisa, sia a chi sta ancora cercando la propria direzione. Chi si immagina nei laboratori può guardare alle aree scientifiche, ingegneristiche, biotecnologiche e sanitarie.

Un’attenzione particolare è riservata proprio all’area medica e sanitaria, con Medicina e Chirurgia e il Dipartimento di Scienze della Salute. È un ambito strategico sia per la formazione dei futuri professionisti della cura, sia per lo sviluppo di competenze sempre più richieste nei servizi sanitari, nella ricerca e nella prevenzione. Inoltre, nel 2026, l’Ateneo ha candidato l’attivazione di 4 Scuole di Specializzazione di area medico-sanitaria.

Chi sente più vicine la lingua, la cultura, la storia, la filosofia e l’economia può trovare d’interesse i percorsi umanistici e della formazione, archeologici, artistici ed economici. Chi vuole lavorare in settori relativi all’ambiente, al paesaggio, all’agricoltura sostenibile o alla gestione dei territori può orientarsi verso corsi legati all’architettura e al verde urbano, ai sistemi agroalimentari, alle scienze forestali e alla transizione ecologica.

Accanto ai corsi più tradizionali, l’Ateneo punta anche su percorsi interateneo, corsi internazionali e attività post laurea pensate per collegare università, imprese e territorio

È il caso dei master attivati nell’ambito dei Patti Territoriali dell’Alta Formazione per le Imprese, con proposte orientate a temi molto attuali: decarbonizzazione, transizione ecologica, circolarità dei territori, agricoltura digitale, biomasse, radioprotezione, turismo rurale e ambientale, diagnostica per il patrimonio culturale archeologico. 

Ma l’alta formazione può completarsi anche con altri master: ad esempio in Sceneggiatura per il cinema, il gaming e l’audiovisivo o Intelligenza artificiale, didattica digitale e nuove tecnologie per i processi inclusivi; né manca la possibilità di continuare a lavorare nella ricerca, con i 5 dottorati presenti in sede e vari altri consorziati.

A questo si aggiunge l’impegno dell’Ateneo nella formazione degli insegnanti, un ambito sempre più centrale per una scuola che deve confrontarsi con nuove tecnologie, inclusione, didattica digitale e cambiamenti nei modi di apprendere. Unibas propone, anche in collaborazione con altri atenei, percorsi dedicati alla formazione e abilitazione dei docenti, alla specializzazione per il sostegno e alla crescita professionale di chi lavora o vuole lavorare nel mondo dell’educazione.

Nella stessa direzione va anche la partecipazione al consorzio EduNext, la rete nata per innovare la formazione universitaria attraverso modelli didattici più flessibili, digitali e aperti. Per uno studente, questo significa trovare un Ateneo che non si limita a trasmettere conoscenze, ma prova ad aggiornare linguaggi, strumenti e modalità di apprendimento, restando al passo con le trasformazioni della scuola, dell’università e del lavoro.

In poche parole, il viaggio Unibas non ha un’unica destinazione. Può partire da una passione per la scienza, per la salute, per l’ambiente, per la cultura, per la tecnologia o per l’impresa. L’importante è trovare il percorso che ti permetta di trasformare quella passione anche in competenze spendibili nel mondo del lavoro.

Di seguito ti diamo 7 buoni motivi per scegliere Unibas nel tuo viaggio post-diploma!

#1 Un percorso certificato dal portale Almalaurea: verso il lavoro e l’occupazione, con competenze che contano

Un viaggio universitario si misura durante il percorso, ma anche dopo: quando finiscono gli esami, arriva la laurea e ci si affaccia davvero al mondo del lavoro.

Da questo punto di vista, i dati AlmaLaurea 2026 raccontano bene il valore della formula Unibas. Secondo il report – presentato proprio presso l’Ateneo lucano lo scorso 11 giugno – il 92,6% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria, un dato superiore alla media nazionale

Guardando agli sbocchi professionali, il quadro diventa ancora più interessante per i laureati di secondo livello. A un anno dal titolo, il tasso di occupazione dei laureati Unibas è pari al 76%; svolgono in larga parte professioni intellettuali, scientifiche e ad elevata specializzazione.

A cinque anni dalla laurea, i numeri crescono ulteriormente: il tasso di occupazione sale al 92% e l’88% degli occupati ritiene il titolo conseguito molto efficace o efficace per il lavoro svolto. Un dato, quest’ultimo, superiore alla media nazionale indicata nel report, pari al 75%.

A ciò si aggiunge il rapporto con il mondo produttivo. Unibas lavora con imprese e istituzioni del territorio attraverso master, dottorati, percorsi di orientamento e placement. Gli open badge per le competenze trasversali, ad esempio, permettono di certificare digitalmente conoscenze e abilità acquisite, rendendo più visibile ciò che sai fare in aggiunta al percorso tradizionale.

Molti laureati, inoltre, lavorano nelle regioni del Sud, contribuendo a portare competenze qualificate nei territori meridionali. Scegliere Unibas vuol dire entrare in un percorso che prova a tenere insieme studio, soddisfazione personale, legame con il territorio e possibilità professionali.

#2 Vai “in orbita” con l’aerospazio e i laboratori d’eccellenza

C’è una tappa del viaggio Unibas che guarda decisamente in alto: quella dell’aerospazio. E qui non bisogna pensare solo ai razzi o alle immagini spettacolari delle recenti missioni spaziali. L’aerospazio è una filiera molto più ampia, fatta di ingegneria, materiali, strutture, dati, simulazioni, sicurezza, progettazione, tecnologie e competenze avanzate.

In Basilicata questo settore è considerato uno degli ambiti strategici per lo sviluppo regionale. L’Università degli Studi della Basilicata si inserisce in questo scenario come attore chiave, anche grazie al dialogo tra ricerca, imprese e istituzioni. 

Un ruolo importante è svolto dal Consorzio TERN, che lavora proprio per mettere in relazione il mondo della ricerca con quello produttivo e favorire nuove opportunità di formazione e occupabilità.

Sembrano forse temi molto tecnici, ma in realtà spiegano bene il tipo di formazione che uno studente può acquisire: non solo teoria, ma strumenti, software, prove, dati, modelli e problemi reali da affrontare. Ed è proprio qui che il viaggio verso lo spazio diventa anche un viaggio nelle competenze del futuro.

Perché aerospazio significa anche imparare a ragionare su sistemi complessi, materiali resistenti, sicurezza, sostenibilità, precisione e innovazione. Tutte conoscenze che possono aprire strade diverse: dalla ricerca all’industria, dalla progettazione alla gestione di tecnologie avanzate, fino ai settori collegati alla transizione digitale e alla manifattura ad alto contenuto tecnologico.

Per uno studente, questo vuol dire entrare in un ecosistema in cui ciò che si studia può avere un’applicazione concreta: nei laboratori, nei progetti, nelle collaborazioni con il territorio e nelle competenze richieste da settori tecnologici in crescita.

Tra gli altri esempi che si possono citare – giusto per dirne un paio – c’è il laboratorio di Prove materiali e strutture, inserito nella rete ReLUIS, la Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica. È una realtà di rilievo nel panorama nazionale ed europeo, perché permette di studiare in modo avanzato il comportamento di materiali, elementi costruttivi e strutture sottoposti a sollecitazioni simili a quelle generate da un sisma.

Non si tratta solo di osservare “se una struttura regge”, ma di analizzarne le deformazioni, valutarne il danneggiamento, capire quali interventi possano migliorarne la sicurezza e simulare soluzioni di progettazione, consolidamento o adeguamento: in altre parole significa imparare a conoscere strumenti e procedure vicini al lavoro reale dell’ingegnere, soprattutto in un Paese come l’Italia, dove il tema della sicurezza sismica riguarda edifici, infrastrutture e interi territori.

Accanto a questo, ci sono laboratori che raccontano un altro pezzo dell’identità dell’Ateneo, legato alle filiere produttive e alle risorse del territorio. È il caso delle attività dedicate alla produzione vinicola, un ambito in cui ricerca scientifica, biotecnologie e agroalimentare si intrecciano. Lo studio dei microrganismi utilizzati nei processi fermentativi permette infatti di lavorare sulla qualità, sulla stabilità e sulla caratterizzazione dei prodotti, con ricadute dirette su un settore importante per molte aree del Sud. Anche in questo caso, il laboratorio diventa un ponte tra aula e mondo esterno: da una parte la formazione degli studenti, dall’altra la possibilità di sviluppare competenze utili per imprese, produzioni locali e innovazione di filiera.

In questo senso Unibas può raccontarsi come un Ateneo radicato nella propria regione, ma capace di agganciarsi a traiettorie decisamente più ambiziose. Si parte da Potenza e Matera, ma la rotta può essere diretta molto più lontano.

#3 Viaggia nel tempo, tra archeologia e cultura a Matera

Se da una parte Unibas è proiettata nello spazio, dall’altra scava nel tempo. E in Basilicata questa non è una metafora casuale.

Il territorio lucano è ricchissimo dal punto di vista archeologico, storico e culturale. Partendo da Matera, che custodisce uno dei cinque siti Unesco situati in Italia, un complesso urbano rupestre scavato e stratificato nella roccia, testimonianza di uno degli insediamenti umani più antichi al mondo, noto comunemente come “Sassi di Matera”. 

Non a caso, proprio a Matera ha sede la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, con percorsi legati all’archeologia classica e medievale, attività sul campo e campagne di scavo in Italia e all’estero.

È una tappa perfetta per chi pensa che studiare il passato non significhi restarvi ancorati, ma imparare a leggere meglio il presente. Archeologia, storia dell’arte, beni culturali e patrimonio artistico diventano strumenti per capire i territori, valorizzarli e immaginare nuove professioni legate alla cultura.

E c’è anche un dettaglio che racconta bene questa connessione tra università, arte e contemporaneità: Unibas dispone di una Collezione Universitaria d’Arte e nel Campus di Matera è installata in permanenza un’opera di Michelangelo Pistoletto, Terzo Paradiso, donata all’Ateneo nel 2019.

#4 Alla scoperta del mondo green, tra sostenibilità, ricerca e nuove tecnologie

Oggi scegliere un’università significa anche chiedersi che rapporto abbia con le grandi sfide del presente. La sostenibilità, per esempio, è una di queste: attraversa il modo in cui studiamo, lavoriamo, produciamo energia, abitiamo i territori, proteggiamo l’ambiente.

Unibas lavora proprio su questo incrocio tra formazione, ricerca e transizione ecologica. L’Ateneo partecipa a iniziative legate alle tecnologie per l’adattamento ai cambiamenti climatici, all’agricoltura sostenibile, alla qualità della vita e all’innovazione dei territori.

In questo caso, la ricerca costituisce uno dei pilastri della missione Unibas. L'Ateneo è partner di numerosi programmi nazionali e internazionali e ha assunto un ruolo di spicco all’interno delle principali iniziative sostenute dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Tra queste figurano l’ecosistema dell’innovazione TECH4YOU, dedicato alle tecnologie per l’adattamento ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità della vita, e il Centro Nazionale AGRITECH, focalizzato sulle tecnologie per l'agricoltura sostenibile

La premessa è che il futuro del lavoro chiederà sempre più persone in grado di unire conoscenze tecniche, attenzione all’ambiente e capacità di leggere i bisogni dei territori. Unibas prova a formare proprio questo tipo di profili.

#5 Unisciti a una comunità universitaria tutta da vivere

L’università non è fatta solo di lezioni, esami e appelli. È anche il posto in cui passi giornate intere, incontri persone, studi in biblioteca, ti fermi negli spazi comuni, fai gruppo, costruisci la persona che diventerai.

La buona notizia è che Unibas è anche un luogo da vivere. I campus, gli spazi verdi, le biblioteche, le attività culturali e associative fanno parte dell’esperienza universitaria tanto quanto l’aula.

L’Ateneo mette a disposizione servizi e luoghi pensati per accompagnare gli studenti nel percorso: dalla biblioteca connessa al Servizio Bibliotecario Nazionale, agli spazi di coworking del CominCenter, alle attività della Basilicata University Press, fino al Coro Unibas, nato in collaborazione con i Conservatori di Potenza e Matera

Anche questo conta nella scelta. Perché un’università può avere un’offerta interessante, ma diventa davvero “casa” quando riesci a viverla ogni giorno, non solo a frequentarla. Non è quindi un caso che ben il 92,6% dei laureati si dichiari soddisfatto dell’esperienza universitaria offerta da Unibas

E se poi volessi andare all’estero… in Unibas tutte le richieste di borse Erasmus per la mobilità internazionale vengono esaudite

#6 Lo studio è di tutti: tra diritto allo studio e inclusione, la persona al centro

Un altro punto forte riguarda l’accessibilità. Studiare deve essere un diritto, non un privilegio per pochi.

Unibas lavora su questo fronte con una politica contributiva attenta, una percentuale elevata di esoneri, borse di studio per gli aventi diritto, servizi per studenti con disabilità o bisogni specifici e strumenti di sostegno durante il percorso

Tra le iniziative da valorizzare c’è anche il Fondo Futuro Unibas, nato per sostenere la formazione di giovani meritevoli affetti da gravi patologie. È un progetto che dice molto dell’idea di università: non solo luogo in cui si trasmettono conoscenze, ma comunità che prova a rimuovere ostacoli e a non lasciare indietro chi ha più bisogno di supporto.

In questa direzione vanno anche le Stanze delle Necessità, una per ciascuno dei tre campus universitari, pensate per studentesse madri e per situazioni di fragilità, insieme alle iniziative del Comitato Unico di Ateneo, attento alle pari opportunità e ai servizi del Centro POLiS, dedicato a orientamento e lifelong learning. A ciò si aggiungono le attività del Consorzio ConUnibas, di supporto nell’inserimento lavorativo, nel volontariato nazionale e internazionale e in molto altro.

Scegliere un Ateneo significa anche capire se ti accompagnerà quando il percorso diventa complicato, attraverso servizi e spazi che sappiano migliorare la tua quotidianità. Unibas è attenta al benessere della sua comunità accademica

#7 Una qualità della vita tra le più apprezzabili in Italia

Studiare in Basilicata significa anche vivere in un contesto a misura di persona, dove la dimensione universitaria può intrecciarsi con ritmi più sostenibili, costi generalmente più accessibili e un livello di sicurezza percepito molto alto

Potenza e Matera offrono un ambiente raccolto, vivibile, meno dispersivo rispetto alle grandi città universitarie, senza rinunciare ai servizi essenziali per studenti e giovani che stanno costruendo il proprio percorso.

La regione si distingue anche per la qualità del suo patrimonio ambientale. La Basilicata conserva paesaggi naturali di grande valore, dalle aree montane ai parchi, dai borghi interni fino alla costa, con una presenza significativa di aree protette e territori ancora incontaminati.

Per chi sceglie di studiare qui, questo significa poter vivere l’università in un luogo dove natura, spazi aperti e qualità dell’ambiente non sono elementi di contorno, ma parte dell’esperienza quotidiana.

La qualità della vita, quindi, non riguarda solo sicurezza, costi o salubrità ambientale: passa anche per la possibilità di studiare e crescere in un territorio che offre bellezza, cultura e un rapporto più diretto con ciò che lo circonda.

Come immatricolarsi a Unibas? Occhio alle scadenze 

Se stai pensando di scegliere l’Università degli Studi della Basilicata dopo il diploma, la parte pratica è fondamentale: capire quando iscriversi, dove farlo e quali scadenze tenere d’occhio.

Per l’anno accademico 2026-2027, le immatricolazioni ai corsi di studio ad accesso libero sono aperte dal 1° luglio 2026 al 30 settembre 2026. La domanda va presentata online attraverso i servizi digitali dell’Ateneo. Oltre la scadenza ordinaria, è possibile immatricolarsi anche successivamente, ma con una tassa di mora:

  • entro il 31 ottobre 2026, con mora di 50 euro;

  • entro il 31 dicembre 2026, con mora di 100 euro.

Per i corsi ad accesso programmato, invece, bisogna seguire le scadenze e le modalità indicate nei singoli bandi di ammissione. Il consiglio, quindi, è semplice: prima di scegliere, controllare sempre la pagina del corso, verificare se è ad accesso libero o programmato e segnare subito le date importanti.

In generale, tutte le indicazioni ufficiali sono riportate nel portale dell’Ateneo. Per essere ammessi a un corso di laurea serve il diploma di scuola secondaria superiore; per una laurea magistrale, invece, serve un titolo universitario triennale o equivalente. Anche qui, ogni percorso può prevedere requisiti specifici, quindi meglio leggere con attenzione 

Durante la procedura è necessario caricare una foto tessera e un documento d’identità valido. L’immatricolazione si perfeziona con il pagamento dell’imposta di bollo da 16 euro tramite PagoPA e della tassa regionale per il diritto allo studio di 140 euro, da versare sul portale della Regione Basilicata con SPID e autocertificare durante la procedura

Entro cinque giorni lavorativi dall’immatricolazione online, lo studente riceverà via e-mail il numero di matricola. Una volta completata la procedura, tramite l’App MyUnibas sarà possibile scaricare il badge virtuale, valido come tesserino universitario per esami, servizi e agevolazioni. Facile, no?

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