Ci sono artisti che inseguono la cronaca e artisti che la precedono, e a guardare le piazze di queste settimane Marracash sembra appartenere alla seconda categoria.
Da anni, mette in rima le crepe di un Paese in cui lo stipendio non basta e il futuro sembra un lusso. Le sue canzoni degli ultimi anni descrivono con anticipo la rabbia, la solitudine e il senso di ingiustizia di chi oggi scende in strada. Ecco dove ritrovarli.
Una premessa necessaria: vandalismi, saccheggi e violenza contro le forze dell’ordine vanno condannati, senza ambiguità.
Questo articolo non riguarda chi ha devastato le strade, ma le ragioni di chi manifesta pacificamente: lavoratori, studenti e famiglie che chiedono risposte sul costo della vita, e che le canzoni di Marracash raccontano da anni.
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Marracash ha reagito agli scontri di Milano
Nel clima delle proteste di Milano, il rapper ha preso la parola, ma a modo suo. Ha spiegato di non aver mai creduto nella protesta fatta solo di post e storie, giudicandola troppo facile e senza costi, e di preferire che l’impegno si misuri nelle scelte e nel lavoro di ogni giorno.
Per lui i social restano una sorta di ufficio stampa, mentre i suoi canali veri sono i testi, la musica, i concerti e le interviste. Poi la rivendicazione: le diseguaglianze sociali sono la sua battaglia e alla ribellione ha dedicato la vita. Il rimando è alle canzoni, ed è lì che conviene andare a cercare
"È finita la pace" aveva anticipato il clima collettivo
Il 13 dicembre 2024, "È finita la pace" è arrivato a sorpresa come capitolo conclusivo della trilogia partita da Persona e passata per Noi, loro, gli altri.
Marracash ha spiegato che il titolo ha più livelli: riguarda lui, che ha concepito il disco, riguarda gli altri, a cui vuole lanciare un guanto di sfida, e riguarda un mondo diventato una polveriera.
Il disco - così come l'omonimo brano al suo interno - descrive una società frammentata e isterica, con una generazione alla deriva. Riletto dopo le proteste di queste settimane, quel titolo appare come la fotografia di un clima collettivo, non più soltanto di un umore personale.
"Factotum" e "Gli sbandati hanno perso" raccontano precarietà e rabbia
Factotum affronta il tema economico attraverso un lavoro che non nobilita l'uomo: l'idea di accumulare più impieghi insieme e arrivare comunque a fine mese con il fiato corto.
A Rolling Stone, Marracash ha definito il denaro la principale fonte delle disuguaglianze e ha notato che pochi ne discutono, tornando sull'idea di un'Italia "equa" ricorrente nella sua discografia.
Gli sbandati hanno perso descrive invece una generazione alla deriva dentro una società definita isterica, legando la frustrazione dei più giovani a contratti brevi, affitti insostenibili e alla sensazione di avere meno possibilità dei propri genitori.
“Persona”: il disagio che non fa notizia
Prima delle piazze, c’è la stanza chiusa. Con Persona, nel 2019, Marracash ha cambiato passo: il disco è il più visceralmente intimo, e apre a temi come la depressione, i farmaci e una scissione interiore tra Fabio e Marra.
Può sembrare lontano dai cortei, ma è un tassello importante. Lo stesso Marracash, presentando l’album del 2024, ha parlato di un grande disagio giovanile, vissuto spesso molto male e difficile da esporre.
“Noi, loro, gli altri”: un Paese diviso in fazioni
Il disco del 2021 è un concept sulla frammentazione. Lo stesso Marracash lo spiegò così in un’intervista: viviamo in una società frammentata, in cui ciascuno ha la propria verità in tasca (e non vuole sentire ragioni).
Il titolo dice già tutto, e il lavoro è stato premiato: l’album ha vinto la Targa Tenco 2022 come miglior disco.
Rileggerlo oggi è quasi inquietante. Il dibattito sulle proteste si è subito spaccato tra chi condanna senza se e senza ma le violenze, chi le contestualizza e chi accusa l’altra parte di strumentalizzare. Ognuno ha la sua verità e pochi ascoltano quella dell’altro. Quel “noi, loro, gli altri” non è più soltanto un titolo.