Studentessa prima dell'esame orale di Maturità

L’avvio del colloquio di Maturità 2026 cambia impostazione e sposta il baricentro dall’interrogazione pura alla persona. L’orale inizierà infatti con una riflessione dello studente sul proprio percorso scolastico, su ciò che ha imparato e su come è cambiato nel corso dei cinque anni di superiori.

Più che un racconto autobiografico improvvisato, è uno spazio pensato per valutare la maturità personale, non solo la preparazione disciplinare. 

In questo quadro entrano in gioco strumenti già noti, come il Curriculum dello studente e, potenzialmente, anche il Capolavoro. Quest’ultimo, in particolare, pur non essendo oggetto d’esame può diventare un punto d’appoggio per dare sostanza al discorso iniziale.

Indice

  1. Come inizierà l’orale: la riflessione sul percorso personale
  2. Il ruolo del Curriculum dello studente
  3. Il Capolavoro: non è oggetto d’esame, ma può aiutare
  4. Perché questa apertura cambia il senso dell’orale
  5. Orale di Maturità: le fasi del colloquio, una per una
    1. Riflessione iniziale dello studente
    2. Domande sulle quattro discipline oggetto d’esame
    3. PCTO / attività assimilabili
    4. Educazione civica
    5. Discussione delle prove scritte
    6. Caso specifico: voto di condotta pari a 6
  6. Cosa conviene preparare

Come inizierà l’orale: la riflessione sul percorso personale

L’orale cambia veste e non si aprirà più con lo spunto della commissione, bensì con una riflessione autonoma dello studente sul proprio percorso scolastico.

Prima delle domande, prima delle materie, lo studente è quindi chiamato a raccontare chi è diventato attraverso la scuola. Cosa ha imparato, quali competenze ha sviluppato, come sono cambiate le sue modalità di studio, di ragionamento, di relazione.

Non si tratta di ripercorrere cronologicamente i cinque anni, ma di dare senso al percorso, mostrando consapevolezza e capacità di lettura critica della propria esperienza.

Il ruolo del Curriculum dello studente

In questa fase iniziale pesa inevitabilmente il Curriculum dello studente, che raccoglie:

  • attività scolastiche e titoli conseguiti;

  • certificazioni (linguistiche, informatiche, ecc.);

  • esperienze extracurriculari svolte fuori dall’aula.

La riflessione può partire proprio da lì. Non perché il Curriculum venga “interrogato”, ma perché offre tracce concrete per parlare di sé senza restare sul generico. È uno strumento che aiuta a collegare studio, interessi e crescita personale, rendendo il discorso più credibile e meno astratto.

Il Capolavoro: non è oggetto d’esame, ma può aiutare

È importante chiarirlo senza ambiguità: il Capolavoro, non confluendo nel Curriculum, non è oggetto dell’esame di Maturità 2026. Non viene valutato, non viene discusso come prova formale, non assegna punti.

Detto questo, il decreto non vieta affatto che lo studente lo utilizzi come spunto. Anzi. Un progetto, un lavoro, un prodotto significativo può diventare un ottimo punto di partenza per spiegare:

  • cosa si è imparato;

  • come si è lavorato;

  • quali difficoltà sono state affrontate;

  • che tipo di crescita c’è stata.

In altre parole: il Capolavoro non si porta per essere giudicato, ma può essere usato per parlare di sé in modo concreto, evitando riflessioni vaghe o scollegate dall’esperienza reale.

Perché questa apertura cambia il senso dell’orale

Questa impostazione risponde a un obiettivo preciso dell’orale di Maturità: valutare la maturità dello studente nel suo insieme, non solo la preparazione sulle singole discipline.

La scuola non guarda soltanto a cosa sai, ma a come lo hai imparato, a come sai riflettere su ciò che hai fatto, a come colleghi studio, esperienza e crescita personale.

È un passaggio delicato, perché non si studia “a memoria”. Ma è anche uno spazio che può giocare a favore di chi sa mettere ordine nel proprio percorso.

Orale di Maturità: le fasi del colloquio, una per una

Riflessione iniziale dello studente

Il colloquio si apre con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso scolastico e personale, anche alla luce del Curriculum dello studente.

Domande sulle quattro discipline oggetto d’esame

La commissione propone domande e approfondimenti sulle quattro discipline individuate dal decreto, per verificare:

  • conoscenze e metodi disciplinari;

  • capacità di collegare e utilizzare i saperi;

  • maturità, responsabilità e autonomia argomentativa.

PCTO / attività assimilabili

Il candidato analizza e collega al proprio percorso di studi le esperienze di PCTO, tramite:

  • una breve relazione

  • oppure un elaborato/lavoro multimediale

Educazione civica

Nel corso del colloquio vengono verificate le competenze di educazione civica, sulla base:

  • del curricolo d’istituto

  • delle attività indicate nel documento del consiglio di classe

Discussione delle prove scritte

Il colloquio comprende anche la discussione degli elaborati delle prove scritte, senza una fase separata ma integrata nel dialogo.

Caso specifico: voto di condotta pari a 6

Se il candidato interno ha 6 in condotta, il colloquio include anche la trattazione di un elaborato critico su cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal consiglio di classe.

Cosa conviene preparare

Alla luce di questa impostazione, prepararsi all’orale non significa solo ripassare le materie. Significa anche:

  • chiarirsi cosa è stato centrale nel proprio percorso;

  • individuare esperienze significative;

  • saperle raccontare con ordine e misura;

  • collegare ciò che si è fatto a ciò che si è imparato.

L’apertura del colloquio chiede in definitiva consapevolezza. Ed è probabilmente su questo che, più di prima, si giocherà una parte importante dell’orale di Maturità.

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