
Il giorno della seconda prova di Maturità 2026 è arrivato. Venerdì 19 giugno, i maturandi tornano in aula per affrontare lo scritto più legato al proprio indirizzo di studio: quello che, nei tecnici e nei professionali, può creare qualche dubbio in più anche sul piano pratico.
La domanda da porsi, infatti, non è solo quale traccia uscirà. Per molti studenti il punto è un altro: quali strumenti si possono portare in aula? Manuali tecnici, prontuari, codice civile, manuale del geometra, calcolatrici, dizionari: non tutto vale per tutti e non tutto può essere usato liberamente.
La regola di partenza è semplice: gli strumenti ammessi dipendono dall’indirizzo, dalla tipologia di prova e dalle indicazioni della commissione. Quindi attenzione a infilare nello zaino libri, appunti o materiali “di supporto” senza aver prima controllato: durante l’esame si potranno usare solo gli strumenti consentiti.
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Indice
- Seconda prova Maturità 2026: il recap prima di entrare in aula
- Come funziona la seconda prova negli istituti tecnici e professionali
- Quali manuali e prontuari portare alla seconda prova
Quali manuali e prontuari portare alla seconda prova
Per gli studenti dei tecnici e dei professionali, la domanda più frequente riguarda manuali e prontuari. La risposta, però, non può essere unica per tutti: cambia in base all’indirizzo.
Negli indirizzi economici, come Amministrazione, Finanza e Marketing o Turismo, negli anni scorsi è stata consentita la consultazione del Codice civile non commentato. Per Turismo, in presenza di prove con lingua straniera, sono stati ammessi anche dizionari bilingue e monolingue di lingua generale.
Negli indirizzi tecnici più progettuali o tecnico-scientifici, invece, il discorso cambia. Per Costruzioni, Ambiente e Territorio, ad esempio, sono stati ammessi il manuale del geometra, manuali tecnici, prontuari e calcolatrici scientifiche o grafiche, purché non dotate di CAS e senza connessione internet.
In alcuni casi possono essere usati anche strumenti grafici o software specifici, ma solo secondo le modalità previste dalla scuola e dalla commissione.
Per percorsi come Elettronica ed Elettrotecnica, Meccanica, Meccatronica ed Energia, Informatica e Telecomunicazioni, Chimica, Materiali e Biotecnologie o Agraria, gli strumenti ammessi possono includere manuali tecnici, prontuari, tabelle, schede tecniche, riferimenti di linguaggi di programmazione o documentazione specifica.
Anche qui, però, non bisogna improvvisare: ciò che conta è l’elenco degli strumenti autorizzati per quella prova.
Per gli istituti professionali, le FAQ ministeriali chiariscono un punto importante: in alcuni indirizzi la commissione può fornire estratti di manuali, prontuari o documentazione tecnica; in altri può consentire l’uso di manuali tecnici.
Ma, se lo fa, la traccia deve essere costruita in modo che il manuale non contenga già la risposta pronta al compito.
In pratica: il manuale può aiutare a consultare dati, formule, tabelle o riferimenti tecnici, ma non deve trasformarsi in una scorciatoia per risolvere automaticamente la prova.
Da evitare, invece, tutto ciò che non è autorizzato: appunti personali, quaderni, libri non consentiti, dispense, smartphone, smartwatch, tablet, dispositivi connessi a internet o supporti digitali non previsti. Anche la calcolatrice, quando ammessa, deve rispettare i requisiti indicati: niente CAS e niente connessione internet.
Prima di entrare in aula, quindi, meglio controllare lo zaino con calma: documento, penne, eventuale calcolatrice ammessa e solo i materiali autorizzati per il proprio indirizzo. Per il resto, la regola è una sola: se non è previsto dalla traccia o dalla commissione, meglio lasciarlo fuori.
Seconda prova Maturità 2026: il recap prima di entrare in aula
La seconda prova si svolge dopo il primo scritto di italiano e riguarda le discipline caratterizzanti del percorso di studi. Per i licei e gli istituti tecnici, la prova viene costruita a partire dalle materie individuate dal Ministero per ciascun indirizzo.
Per gli istituti tecnici, quindi, la logica resta quella della materia d’indirizzo: ad esempio Economia aziendale per diversi percorsi dell’AFM, Discipline turistiche e aziendali per Turismo, Meccanica, Macchine ed Energia per Meccanica, Sistemi e reti per Informatica e Telecomunicazioni, e così via.
Per gli istituti professionali, invece, il funzionamento è diverso: non bisogna cercare una “materia uscita” come nei licei o nei tecnici. La prova è costruita sulle competenze del profilo professionale in uscita e sui quadri di riferimento nazionali.
Può quindi avere un taglio più pratico, laboratoriale o multidisciplinare, a seconda dell’indirizzo e del percorso svolto dalla classe.
In ogni caso, prima di iniziare, la commissione darà le indicazioni operative: durata, materiali utilizzabili, eventuali strumenti messi a disposizione dalla scuola e regole da rispettare durante lo svolgimento.
Come funziona la seconda prova negli istituti tecnici e professionali
Negli istituti tecnici, la seconda prova verifica soprattutto la capacità di usare le conoscenze dell’indirizzo per risolvere problemi, analizzare casi, sviluppare progetti o svolgere elaborazioni tecniche.
Per questo, in alcuni percorsi, possono essere previsti strumenti di consultazione specifici: manuali tecnici, prontuari, codici, tabelle, calcolatrici o materiali grafici.
Negli istituti professionali, invece, la prova è ancora più legata alle competenze operative. La commissione prepara la traccia sulla base del quadro di riferimento dell’indirizzo e del percorso effettivamente svolto dagli studenti.
Il compito può richiedere, ad esempio, una relazione professionale, l’analisi di una situazione concreta, la progettazione di un intervento, la soluzione di un problema tecnico o una parte laboratoriale.
Proprio per questo, nei professionali il tema degli strumenti ammessi va letto con particolare attenzione. In alcuni casi la commissione può fornire direttamente tabelle, dati, schemi o documentazione tecnica utili allo svolgimento.
In altri casi può consentire l’uso di manuali tecnici, ma non significa che ogni studente possa portare qualsiasi manuale da casa. Il consiglio, quindi, è di fare riferimento a tre cose: le indicazioni date dalla scuola prima della prova, le comunicazioni della commissione e le avvertenze presenti nella traccia.
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