
La Seconda Prova di Maturità 2026 è già abbastanza impegnativa senza bisogno di complicarsi la vita con idee da furbetti dell’esame.
Perché sì, tra smartphone sempre più potenti, smartwatch che sembrano mini computer e strumenti di intelligenza artificiale a portata di tap, la tentazione di cercare una scorciatoia può anche venire. Ma durante gli scritti della Maturità quella scorciatoia può costare carissima.
Il giorno della prova non conta se il dispositivo è acceso, spento, in modalità aereo. Se può collegarsi, consultare file, inviare immagini o ricevere informazioni, durante l’esame non va usato. E in molti casi è meglio proprio non portarlo con sé o consegnarlo secondo le indicazioni della commissione.
Perché la regola non riguarda solo il classico smartphone nascosto nello zaino. Nel mirino ci sono anche smartwatch, tablet, PC portatili, dispositivi connessi e strumenti che potrebbero permettere l’accesso all’AI.
Tradotto: niente ChatGPT, niente app di supporto, niente foto della traccia, niente messaggi al volo al gruppo classe.
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Indice
- Seconda Prova 2026: quando si svolge e cosa riguarda
- Smartphone e smartwatch: cosa dice il Ministero
- E l’intelligenza artificiale? Il divieto passa dai dispositivi
- Cosa succede a chi viola le regole
- Internet nelle scuole: collegamenti limitati durante gli scritti
- Calcolatrici: sì, ma solo quelle ammesse
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Seconda Prova 2026: quando si svolge e cosa riguarda
La Seconda Prova della Maturità 2026 si svolge venerdì 19 giugno, il giorno dopo la Prima Prova di Italiano. È lo scritto d’indirizzo, quindi cambia in base alla scuola frequentata e serve a verificare le competenze nelle discipline caratterizzanti del percorso di studio.
Al Liceo Classico, per esempio, la materia della Seconda Prova 2026 è Latino. Al Liceo Scientifico c’è Matematica. Al Liceo Linguistico la prova riguarda Lingua e cultura straniera 1, mentre al Liceo delle Scienze Umane tocca a Scienze Umane e all’opzione Economico-sociale a Diritto ed economia politica.
Negli istituti tecnici invece, la prova cambia in base all’indirizzo: può riguardare materie economiche, progettuali, tecniche, professionali o laboratoriali. In ogni caso, non è una prova “uguale per tutti” come Italiano: è costruita sul percorso specifico.
Discorso diverso per gli istituti professionali, dove la seconda prova verte su specifici quadri di riferimento predisposti dal MIM.
Anche la durata non è sempre identica. In molti indirizzi lo scritto si svolge nell’arco della mattinata, ma ci sono percorsi in cui la prova può avere tempi più lunghi o modalità particolari.
Proprio per questo, arrivare preparati non significa solo aver ripassato la materia, ma anche sapere cosa si può portare e cosa invece va lasciato fuori dall’aula.
Smartphone e smartwatch: cosa dice il Ministero
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, nella nota sugli adempimenti operativi per l’esame, è molto chiaro: nei giorni delle prove scritte è assolutamente vietato utilizzare a scuola telefoni cellulari, smartphone e smartwatch di qualsiasi tipo.
Il divieto si allarga poi a tutti i dispositivi in grado di consultare file, inviare o ricevere fotografie e immagini, oltre alle apparecchiature a luce infrarossa o ultravioletta. In pratica, non conta il nome dell’oggetto, ma cosa può fare.
Uno smartwatch, per esempio, non è solo un orologio se può ricevere notifiche, messaggi, file, immagini o collegarsi a un telefono. E uno smartphone non diventa automaticamente innocuo solo perché è in tasca o nello zaino.
Durante la prova, la commissione può chiedere di consegnare i dispositivi e vigilare sul rispetto delle regole.
Il consiglio più semplice è anche il più sicuro: portate solo ciò che serve davvero per la prova e seguite le indicazioni della scuola e della commissione. Se avete dubbi su un dispositivo, chiedete prima. Non durante.
E l’intelligenza artificiale? Il divieto passa dai dispositivi
L’AI, durante gli scritti, non è utilizzabile perché per accedervi servono dispositivi e connessioni che rientrano nei divieti.
Quindi no: non si può usare ChatGPT per farsi spiegare un passaggio della traccia, non si può chiedere a un’app di risolvere un problema, non si può fotografare il compito e inviarlo all’esterno, non si può ricevere una risposta su smartwatch o telefono.
L’intelligenza artificiale può essere uno strumento utile per studiare prima dell’esame, ripassare, simulare domande, farsi spiegare un argomento complicato.
Ma il giorno della prova la situazione cambia completamente: in aula si lavora con gli strumenti consentiti, non con un assistente digitale nascosto nel polso o nello zaino.
Cosa succede a chi viola le regole
Qui conviene essere molto chiari: non si tratta di una semplice ramanzina. Secondo le disposizioni ministeriali, chi viola il divieto può andare incontro all’esclusione da tutte le prove d’esame.
Significa che usare un dispositivo non consentito durante gli scritti non è una furbata. È un rischio enorme, soprattutto se pensiamo che la Maturità arriva dopo cinque anni di scuola superiore e a un passo dal diploma.
Per questo le commissioni sono chiamate a vigilare con attenzione. E il divieto riguarda anche Presidenti e Commissari, che devono rispettare le indicazioni e dare il buon esempio.
Internet nelle scuole: collegamenti limitati durante gli scritti
Non ci sono solo i dispositivi personali degli studenti. Il Ministero prevede anche un uso ristretto della rete Internet nelle scuole durante i giorni delle prove scritte.
Il collegamento serve per le operazioni legate al plico telematico, cioè il sistema attraverso cui vengono inviate, estratte e stampate le tracce.
Fino al completamento della stampa, l’accesso alla rete è consentito solo ai computer utilizzati da figure autorizzate, come il Dirigente scolastico, il DSGA se autorizzato e il referente o i referenti di sede.
Durante lo svolgimento delle prove, invece, di norma deve essere disattivato il collegamento a Internet degli altri computer presenti nelle sedi scolastiche interessate dagli scritti.
Il Ministero segnala inoltre che la propria struttura informatica vigilerà, in collaborazione con la Polizia postale e delle comunicazioni, per prevenire utilizzi irregolari della rete Internet e delle connessioni telefoniche.
Calcolatrici: sì, ma solo quelle ammesse
Capitolo a parte per le calcolatrici. In alcuni indirizzi sono strumenti fondamentali, soprattutto nelle prove scientifiche e tecniche. Ma anche qui non vale il porto quella che ho e speriamo bene.
Sono ammesse solo le calcolatrici scientifiche e/o grafiche presenti nell’elenco aggiornato del MIM. Per questo è importante controllare prima il modello e verificare che sia tra quelli consentiti. Se la calcolatrice ha funzioni non autorizzate o possibilità di collegamento non previste, può diventare un problema.
Il consiglio è pratico: non aspettare la mattina della prova per capire se la calcolatrice va bene. Controllate in anticipo, confrontatevi con i docenti e seguite le indicazioni della scuola.
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