
La scena è abbastanza facile da immaginare: entri in aula, aspetti la traccia della Seconda Prova 2026, apri il plico, inizi a leggere e dopo trenta secondi pensi che la traccia è troppo difficile e non riuscirai mai a svolgerla.
Succede. Anzi, succede spesso che la Seconda Prova faccia questo effetto, perché non è uno scritto qualsiasi: è la prova di indirizzo, quella che va dritta sulle materie caratterizzanti del tuo percorso.
Per molti maturandi è il momento più temuto dell’esame, anche più dell’orale, perché non puoi scegliere tra sette tracce come in Italiano: devi affrontare proprio quella prova, con i suoi esercizi, i suoi testi, i suoi documenti, i suoi casi o i suoi problemi.
La domanda, quindi, è legittima: cosa succede se la traccia è troppo difficile? La risposta breve è: non scatta nessun annullamento automatico, non esiste un bonus garantito per tutti e non bisogna aspettarsi che la prova venga cancellata solo perché molti studenti la trovano complicata.
Però, allo stesso tempo, una Seconda Prova difficile non significa esame compromesso.
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Indice
- Seconda Prova 2026: quando si svolge e cosa riguarda
- Una prova difficile può essere valutata con più attenzione?
- Quanti punti vale la Seconda Prova?
- E se non riesci a finire il compito?
- Cosa fare se nei primi minuti sembra impossibile
- Foglio in bianco: cosa succede?
- La Seconda Prova può compromettere l’ammissione all’orale?
- Seconda Prova difficile: le cose da non fare
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Seconda Prova 2026: quando si svolge e cosa riguarda
La Seconda Prova della Maturità 2026 è in programma venerdì 19 giugno, il giorno dopo la Prima Prova di Italiano. È lo scritto di indirizzo, quindi cambia in base alla scuola frequentata.
Al Liceo Classico, per esempio, la materia scelta per il 2026 è Latino. Al Liceo Scientifico c’è Matematica, anche per l’opzione Scienze applicate.
Al Liceo Linguistico la prova riguarda Lingua e cultura straniera 1, mentre al Liceo delle Scienze Umane tocca a Scienze Umane e all’opzione Economico-sociale a Diritto ed economia politica.
Negli istituti tecnici e professionali, invece, la prova dipende dall’indirizzo specifico: può riguardare materie economiche, progettuali, tecnico-scientifiche, professionali o laboratoriali.
In ogni caso, il senso è lo stesso: la Seconda Prova serve a verificare quanto sai usare le competenze centrali del tuo percorso scolastico. Non basta ricordare una definizione o ripetere un argomento studiato a memoria. Spesso bisogna applicare, collegare, ragionare, risolvere, progettare o argomentare.
Una prova difficile può essere valutata con più attenzione?
Sì, ed è qui che bisogna distinguere bene. Non esiste uno “sconto automatico” perché la traccia è difficile, ma la commissione corregge i compiti tenendo conto dei criteri di valutazione e dell’andamento complessivo delle prove.
Questo significa che non viene valutato solo il risultato finale, ma anche il percorso: come hai impostato il ragionamento, quali passaggi hai svolto correttamente, quanto sei stato coerente, come hai usato il linguaggio specifico della disciplina, se hai saputo organizzare il lavoro e arrivare almeno a una parte della soluzione o dell’elaborato.
Alla Seconda Prova, insomma, non sempre vale il principio “o tutto giusto o tutto sbagliato”. Soprattutto nelle prove complesse, ogni passaggio può contare. Un problema non concluso, una traduzione non perfetta, un progetto parziale, un’analisi incompleta possono comunque mostrare competenze.
Quanti punti vale la Seconda Prova?
La Seconda Prova vale fino a 20 punti, esattamente come la Prima Prova e come il colloquio orale. Il voto finale della Maturità resta espresso in centesimi e si costruisce sommando:
- il credito scolastico, fino a 40 punti;
- la Prima Prova, fino a 20 punti;
- la Seconda Prova, fino a 20 punti;
- il colloquio orale, fino a 20 punti.
Per superare l’esame bisogna arrivare almeno a 60/100.
Questo vuol dire una cosa molto concreta: se la Seconda Prova va peggio del previsto, non è automaticamente finita. Il risultato può essere compensato dal credito scolastico, dalla Prima Prova e soprattutto dall’orale, che resta un momento decisivo per recuperare punti.
Certo, questo non significa che la Seconda Prova si possa prendere alla leggera. Vale 20 punti, quindi pesa. Ma non è l’unico elemento del voto finale.
E se non riesci a finire il compito?
Non finire la Seconda Prova non equivale automaticamente a prendere zero. Dipende da quanto hai fatto, da come lo hai fatto e da quali parti della traccia sei riuscito a sviluppare.
La cosa peggiore, di solito, è bloccarsi completamente perché si ha l’impressione di non poter fare tutto.
In una prova lunga o difficile, invece, può essere più utile ragionare in modo strategico: partire dalle parti che si capiscono meglio, segnare i passaggi sicuri, costruire almeno una risposta ordinata e lasciare traccia del ragionamento.
Meglio un compito parziale ma leggibile, coerente e con alcune parti corrette, che un foglio pieno di tentativi confusi buttati giù nel panico.
Se il tempo stringe, conviene anche dedicare gli ultimi minuti a sistemare ciò che è già stato scritto: controllare calcoli, correggere errori evidenti, completare una frase, rendere più chiara una procedura.
A volte quei dettagli fanno la differenza tra un elaborato incompleto ma valutabile e un compito difficile da seguire.
Cosa fare se nei primi minuti sembra impossibile
La prima regola è non decidere subito che è finita. I primi minuti della Seconda Prova sono spesso i più pericolosi, perché l’ansia ti fa leggere male e ti convince che non sai nulla.
Meglio procedere così: leggere tutta la traccia una prima volta senza pretendere di risolverla subito, poi rileggerla segnando le parti che sembrano più accessibili. In molti casi, dentro una prova che sembra enorme, ci sono comunque domande o passaggi affrontabili.
Poi bisogna scegliere da dove partire. Non sempre conviene iniziare dal primo punto, soprattutto se è quello che ti blocca. Se la prova lo consente, parti dalla parte in cui ti senti più sicuro. Guadagni fiducia, metti punti in cassaforte e poi torni sulle sezioni più complesse.
Un’altra cosa utile: non cancellare tutto alla prima incertezza. Se un ragionamento è parziale ma sensato, può comunque valere qualcosa. L’importante è non lasciare buchi enormi senza neanche provare a impostare una risposta.
Foglio in bianco: cosa succede?
Lasciare il foglio in bianco è lo scenario peggiore, ma anche in quel caso non esiste una bocciatura automatica per la singola prova. Il problema è che, se non scrivi nulla, diventa molto difficile ottenere punti da quello scritto.
Questo può pesare parecchio sul voto finale, perché la Seconda Prova vale fino a 20 punti.
Però l’esame si supera sulla somma complessiva: credito, prima prova, seconda prova e orale. Quindi, in teoria, anche un risultato molto basso alla Seconda Prova può essere compensato dal resto del percorso.
Detto questo, meglio non arrivare a quel punto. Anche se la traccia sembra impossibile, prova a scrivere qualcosa: una traduzione parziale, un’impostazione del problema, una scaletta, un’analisi di alcuni dati, un ragionamento coerente.
La Seconda Prova può compromettere l’ammissione all’orale?
No, perché l’ammissione all’orale non dipende dal voto della Seconda Prova presa da sola. Dopo gli scritti, il percorso d’esame continua con il colloquio, secondo il calendario stabilito dalla commissione.
Quindi, anche se lo scritto di indirizzo non va come speravi, devi comunque prepararti all’orale.
Anzi, proprio in quel caso diventa ancora più importante arrivare al colloquio con una strategia chiara: ripassare le materie coinvolte, allenarti nei collegamenti, preparare bene il discorso sul PCTO e sull’educazione civica, lavorare sulla capacità di argomentare.
L’orale non cancella una Seconda Prova andata male, ma può aiutare molto a riequilibrare il punteggio finale.
Seconda Prova difficile: le cose da non fare
Se la traccia sembra troppo difficile, ci sono alcune trappole da evitare.
La prima è perdere tempo a lamentarsi mentalmente della prova. Puoi anche avere ragione, ma in quel momento non ti serve. Ti serve trasformare il tempo disponibile in punti.
La seconda è copiare o provare scorciatoie. Smartphone, smartwatch, AI e dispositivi connessi sono vietati durante gli scritti, e rischiare l’esclusione dall’esame per cercare una risposta non vale mai la pena.
La terza è consegnare troppo presto. Anche se pensi di aver fatto poco, usa il tempo rimasto per rileggere, correggere, aggiungere passaggi, rendere più chiaro quello che hai scritto.
La quarta è convincerti che, siccome non sai fare una parte, allora non sai fare nulla. In una prova lunga, spesso la differenza la fanno i punti che riesci a salvare.
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