
L'esame è finito, i quadri sono fuori e quel numero sulla carta è più basso di quello che speravi. Magari è un 65, o forse un 62. In ogni caso, è sotto la fatidica soglia del 70. Subito scatta il panico, alimentato da parenti ansiosi e leggende metropolitane: "Così non entrerai mai all'università!", "Dimenticati i concorsi pubblici!", "Nessuno ti assumerà!".
Ma le cose stanno davvero così? Spoiler: no. Mettiti comodo, fai un respiro profondo e facciamo chiarezza una volta per tutte su cosa comporta (e cosa non comporta) prendere meno di 70 alla Maturità.
Indice
L'Università: il voto conta per l'iscrizione?
Partiamo dal primo grande spauracchio: il percorso accademico. Esiste il rischio di rimanere fuori dall'università dei tuoi sogni a causa di un voto di maturità medio-basso?
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Università pubbliche e test d'ammissione: Nella quasi totalità degli atenei pubblici, il voto di Maturità non ha alcun valore discriminante per l'accesso. Che tu abbia preso 60 o 100, ciò che conta davvero è il punteggio ottenuto nei test d'ingresso (come il TOLC). Se ti prepari bene e superi il test, il posto è tuo.
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Le eccezioni (Atenei privati e corsi d'eccellenza): Alcune università private molto prestigiose o collegi di merito possono inserire il voto di scuola superiore come criterio di sbarramento o come bonus nel punteggio finale. Tuttavia, si tratta di una minoranza ristretta di casi.
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Borse di studio e tasse: Qui il voto può avere un peso. Molti atenei offrono l'esonero dalle tasse o borse di studio per il primo anno a chi è uscito con 100 (o voti comunque molto alti). Sotto il 70 dovrai fare affidamento quasi esclusivamente sull'ISEE per ottenere agevolazioni economiche.
Concorsi Pubblici: le regole del gioco sono cambiate
Un tempo il voto di Maturità poteva essere un vero e proprio muro invalicabile per l'accesso a determinati posti di lavoro statali. Oggi lo scenario è profondamente diverso.
Grazie alle recenti riforme della Pubblica Amministrazione, il voto minimo di diploma come requisito di accesso ai concorsi pubblici è stato quasi del tutto eliminato, per evitare discriminazioni e favorire il merito valutato "sul campo" tramite le prove d'esame.
Ci sono però due dettagli da tenere a mente:
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I concorsi militari: In alcuni bandi per le forze armate, il voto di diploma può ancora costituire un titolo preferenziale o assegnare dei punti incrementali nella graduatoria finale.
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I concorsi per soli titoli: Nei rari casi in cui non si fa un esame ma si stila una graduatoria basata solo sui pezzi di carta, un voto più alto aiuta. Ma sono eccezioni sempre più rare.
Il mondo del lavoro privato: cosa cercano davvero le aziende?
Se decidi di non andare all'università e di cercare subito lavoro, un 64 sul diploma ti penalizzerà?
Nel 99% dei casi, a un selezionatore delle risorse umane non interessa il tuo voto di Maturità. Le aziende private cercano risposte a domande molto diverse: Cosa sai fare? Qual è la tua attitudine? Hai voglia di imparare?
Ecco cosa conta davvero oggi nel mercato del lavoro:
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Soft Skills: puntualità, capacità di lavorare in team, problem solving e flessibilità valgono oro.
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Competenze pratiche: se hai fatto un istituto tecnico o professionale, le aziende guarderanno alle tue competenze nei laboratori e alle esperienze di PCTO (l'ex alternanza scuola-lavoro), non al voto scritto sul diploma.
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Specializzazione post-diploma: frequentare un corso ITS Academy (Istituti Tecnici Superiori) ad alta specializzazione conta infinitamente di più per un'azienda rispetto a un 100 e lode al liceo.
Come "compensare" un voto basso (e voltare pagina)
Se quel voto sotto il 70 ti brucia ancora, la soluzione non è rimuginare, ma agire. Il mondo post-scolastico ti offre mille modi per resettare il tuo contatore e ripartire da zero.
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Costruisci un Curriculum efficace: punta sulle tue esperienze extra-scolastiche, lavoretti estivi, volontariato o progetti personali.
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Prendi certificazioni: una certificazione linguistica (B2/C1) o informatica riconosciuta ha un valore pratico immenso agli occhi di chi assume o di chi valuta un profilo universitario.
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Accetta il verdetto e vai avanti: la Maturità valuta un percorso durato cinque anni in un sistema standardizzato. Non definisce la tua intelligenza, né il tuo valore come persona o professionista.
Il voto di Maturità ha una "data di scadenza" sociale cortissima: dopo un paio d'anni dal diploma, nessuno ti chiederà mai più con quanto sei uscito dalle superiori. Il tuo futuro inizia adesso, ed è una pagina completamente bianca.