
A circa un mese dall’inizio delle prove, l’attenzione dei maturandi si sposta inevitabilmente sui "volti nuovi" che varcheranno la soglia della classe: i commissari esterni.
Conoscere i nominativi di chi valuterà le prove scritte e condurrà parte dell'orale è una vera e propria mossa strategica.
Permette infatti di indagare sullo stile d'esame dei docenti, sulle loro domande ricorrenti e sulle materie che prediligono.
Con la riforma della Maturità 2026, oltretutto, il peso di queste figure csi fa ancora più importante, rendendo la loro identificazione il momento più caldo del mese di giugno per migliaia di studenti.
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Quanti sono i commissari esterni? Una commissione più snella
La struttura della commissione per la Maturità 2026 presenta una novità sostanziale rispetto al passato, orientata a una maggiore agilità operativa.
Quest’anno, la commissione è composta complessivamente da cinque membri, a differenza dei sette previsti nelle vecchie edizioni.
Nello specifico, troverai davanti a te due commissari esterni, che arrivano da altri istituti per garantire l’equità della valutazione, e due commissari interni, ovvero i tuoi professori che conoscono il tuo percorso triennale.
A coordinare il tutto ci sarà un presidente esterno, figura di garanzia che sovrintende ai lavori della commissione e assicura il rispetto delle procedure ministeriali.
Questa riduzione numerica farà sì che ogni singolo docente avrà un peso specifico maggiore durante il colloquio e nella correzione degli scritti, rendendo fondamentale non farsi trovare impreparati su nessuna delle discipline coinvolte.
Che ruolo hanno i commissari esterni? Garanti e valutatori
Il ruolo dei commissari esterni è duplice: da un lato agiscono come garanti di imparzialità, dall’altro sono valutatori attivi che intervengono direttamente nel cuore dell’esame.
Essi hanno il compito di correggere, insieme ai colleghi interni, le prove scritte e di interrogarti durante il colloquio orale sulle materie di loro competenza decise dal MIM.
Poiché non conoscono la tua storia scolastica, la loro valutazione si baserà esclusivamente sulla tua performance in sede d’esame e, tutt’al più, su quanto riportato nel Curriculum dello studente.
Per il candidato, quindi, il commissario esterno rappresenta l'ignoto: non si conoscono i suoi "punti deboli" o i temi su cui insiste maggiormente durante le spiegazioni.
Proprio per questo, ottenere i loro nomi diventa vitale per trasformare un esaminatore sconosciuto in un profilo didattico prevedibile, riducendo drasticamente il fattore sorpresa durante il colloquio.
Quando escono i nomi? Occhio alla data del 3 giugno
La domanda che tormenta ogni maturando è una sola: quando verranno pubblicati i nomi?
Analizzando lo storico del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), emerge una regolarità quasi scientifica. Negli ultimi anni, i nominativi sono stati caricati sulla piattaforma ufficiale la prima settimana di giugno.
Se nel 2025 l'uscita è avvenuta il 4 giugno e nel 2024 il 5 giugno, per la Maturità 2026 le previsioni puntano tutto su mercoledì 3 giugno 2026.
È molto probabile che il database venga reso pubblico in quella giornata, o al massimo tra il 4 e il 5 giugno, considerando il possibile slittamento dovuto alla festività del 2 giugno.
Un consiglio pratico: le segreterie scolastiche spesso visualizzano i nomi con un anticipo di 24-48 ore rispetto al portale online. Restate quindi in allerta già dall'inizio di quella settimana, perché la "caccia al commissario" partirà ufficialmente in quei giorni.