
Essere chiamati a svolgere il ruolo di scrutatore, segretario o presidente di seggio è un dovere civico che, nel pieno di un anno scolastico o di una sessione d'esame, solleva un dubbio immediato: l'assenza da scuola conta ai fini del limite massimo di ore?
La risposta è secca: no, non conta. Chi è impegnato nelle operazioni elettorali ha diritto a un'assenza giustificata che non può in alcun modo penalizzare il percorso didattico o il monte ore dei lavoratori.
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Studenti ai seggi: l'assenza è un "fuori classe"
Per gli studenti maggiorenni delle scuole superiori, l'impegno al seggio è considerato attività istituzionale.
Questo significa che le giornate trascorse a scrutinare le schede – compreso per esempio il lunedì di spoglio – sono considerate presenza a tutti gli effetti.
L'assenza non viene conteggiata nel limite del 25% di ore necessario per la validità dell'anno scolastico.
È fondamentale, però, consegnare alla segreteria della scuola il certificato firmato dal presidente di seggio che attesti le ore e i giorni di effettivo servizio.
Docenti e personale ATA: permessi e riposi compensativi
Per gli insegnanti e il personale ATA, la normativa è ancora più specifica.
Il servizio al seggio è equiparato a tutti gli effetti all'attività lavorativa. Se le operazioni elettorali si svolgono di sabato o domenica (giorni non lavorativi o festivi), il dipendente ha diritto a riposi compensativi da recuperare immediatamente dopo la chiusura dello scrutinio.
Il datore di lavoro, in questo caso la scuola, non può negare questi giorni né tantomeno decurtarli dalle ferie o dai permessi retribuiti.
Come giustificare l'assenza in segreteria
Perché tutto fili liscio, la procedura è identica per studenti e lavoratori.
Una volta concluse le operazioni di voto e di spoglio, bisogna richiedere al proprio Presidente di seggio il rilascio di una bolletta di presenza. Questo documento ufficiale deve riportare i dati dell'elettore e l'indicazione precisa dei giorni di impegno.
Una volta consegnato all'ufficio didattico o alla segreteria del personale, l'assenza viene "blindata" e trasformata in servizio effettivo, proteggendo lo studente dal rischio bocciatura e il docente da sanzioni disciplinari.
Diritti e doveri: cosa succede se lo spoglio finisce tardi?
Nel caso in cui lo spoglio si protragga fino a notte fonda, la legge tutela chiunque sia impegnato: se lo scrutinio termina dopo la mezzanotte, il lavoratore o lo studente ha diritto a restare a casa anche il giorno successivo, considerato come giornata di recupero psicofisico.
Anche in questo caso, l'assenza è giustificata di diritto e non deve essere recuperata in seguito.