Sei a cena in un ristorante all’estero e vuoi far capire al cameriere che è tutto perfetto. Peccato che, senza volerlo, il tuo complimento si trasformi in una figuraccia da raccontare per anni.
Cosa è successo? Semplice, potresti essere stato franteso. Alzare il pollice, piegare l'indice verso di te o formare un cerchio con le dita sono infatti movimenti quasi automatici per noi italiani, ma in Paesi come Iran, Brasile e Filippine possono risultare scortesi o volgari.
Il linguaggio del corpo non è universale come pensiamo. Movimenti che utilizziamo ogni giorno, spesso senza prestarci attenzione, possono comunicare messaggi molto diversi a seconda del Paese in cui ci troviamo.
Basta cambiare l'orientamento di una mano per trasformare un segno di pace in un'offesa. In altri casi, persino annuire per dire «sì» può generare un fraintendimento.
A rendere tutto ancora più curioso è il fatto che molte di queste differenze non riguardano gesti particolari o poco conosciuti, ma abitudini talmente comuni da sembrare istintive.
Dall'Europa all'Asia, passando per il Sud America e il Medio Oriente, scopriamo sette gesti che potrebbero metterci in imbarazzo durante un viaggio e il significato che assumono nelle diverse culture.
Indice
- Il pollice alzato non significa sempre "tutto bene"
- Il segno della pace: nel Regno Unito basta girare la mano per cambiare significato
- Annuire per dire "sì": in Bulgaria può significare esattamente il contrario
- Mostrare il palmo aperto: in Grecia può diventare un insulto
- Chiamare qualcuno con l'indice: nelle Filippine può essere considerato offensivo
- Accarezzare qualcuno sulla testa: in Thailandia può essere una mancanza di rispetto
- Il gesto dell'OK: in Brasile potrebbe essere interpretato come un'offesa
Il pollice alzato non significa sempre "tutto bene"
In Italia è probabilmente uno dei gesti più immediati per esprimere approvazione. Basta alzare il pollice per dire "va bene", "ottimo lavoro" oppure "mi piace". È diventato così comune da essere anche una delle emoji più utilizzate nelle chat.
Eppure, in Iran, il pollice alzato ha avuto tradizionalmente un significato molto diverso, al punto da essere considerato in determinati contesti un gesto volgare e offensivo.
L'equivoco potrebbe nascere proprio da una situazione quotidiana: un turista che vuole ringraziare qualcuno per un favore e alza il pollice, convinto di comunicare un messaggio positivo.
Naturalmente, anche i gesti cambiano nel tempo. La diffusione della cultura internazionale, dei film e dei social network ha reso il pollice alzato familiare anche a molte persone che vivono in Iran. Il suo significato dipende quindi dall'età dell'interlocutore e dal contesto.
Il segno della pace: nel Regno Unito basta girare la mano per cambiare significato
Quante volte hai fatto il segno della V davanti alla fotocamera, magari durante un selfie con gli amici?
In Italia le due dita sollevate sono associate soprattutto alla pace, alla vittoria e alle fotografie. Ma nel Regno Unito esiste una differenza fondamentale che riguarda l'orientamento della mano.
Se mostri il palmo verso l'esterno, il gesto mantiene il suo significato positivo. Se invece rivolgi il dorso della mano verso la persona che hai davanti, la stessa V può diventare un insulto.
È una distinzione presente anche nella tradizione gestuale di altri Paesi anglofoni, tra cui l'Australia.
In sostanza, sono le stesse due dita, ma il messaggio cambia completamente. Il dizionario Collins distingue esplicitamente il segno di vittoria dal gesto offensivo in base alla posizione del palmo.
Annuire per dire "sì": in Bulgaria può significare esattamente il contrario
Questo è forse uno dei casi più sorprendenti, perché coinvolge un movimento che molti di noi considerano quasi automatico.
In Italia, se qualcuno ci fa una domanda e muoviamo la testa dall'alto verso il basso, stiamo dicendo "sì". Se invece la scuotiamo da destra a sinistra, generalmente intendiamo "no".
In Bulgaria, nella gestualità tradizionale, le due convenzioni possono essere invertite.
Un movimento della testa che per un italiano indica approvazione può essere utilizzato per esprimere una risposta negativa, mentre un movimento laterale può significare assenso.
Immagina di chiedere a qualcuno se un autobus raggiunge il centro della città. La persona scuote la testa e tu interpreti il gesto come un rifiuto, quando potrebbe averti risposto di sì.
Mostrare il palmo aperto: in Grecia può diventare un insulto
Alzare una mano con le dita aperte è un gesto comunissimo. Lo facciamo per salutare qualcuno, chiedere di aspettare, indicare il numero cinque oppure proporre un "dammi il cinque". In Grecia, però, esiste un gesto tradizionale chiamato moutza che assomiglia proprio a una mano aperta.
Consiste nello spingere intenzionalmente il palmo verso un'altra persona, con le dita ben divaricate, come espressione di disprezzo o forte disapprovazione.
Non significa che ogni saluto con la mano aperta sia offensivo. Ciò che conta è il movimento, soprattutto quando il palmo viene rivolto con decisione verso il volto dell'interlocutore.
Il gesto è radicato nella cultura greca ed è stato analizzato anche negli studi sulla comunicazione non verbale.
Chiamare qualcuno con l'indice: nelle Filippine può essere considerato offensivo
Se vuoi attirare l'attenzione di un amico che si trova dall'altra parte della strada, probabilmente pieghi l'indice verso di te per dirgli «vieni qui». È un gesto normalissimo in Italia e in molti altri Paesi occidentali.
Nelle Filippine, invece, richiamare una persona muovendo soltanto l'indice può essere considerato poco rispettoso.
Il motivo è legato all'associazione di questo movimento con il modo in cui si richiama un animale, in particolare un cane. Usarlo nei confronti di qualcuno può quindi risultare sgarbato.
La differenza può emergere in circostanze molto semplici: chiamare un cameriere al ristorante, chiedere a un amico di avvicinarsi oppure attirare l'attenzione di una persona dall'altra parte di una stanza.
Accarezzare qualcuno sulla testa: in Thailandia può essere una mancanza di rispetto
In Italia, appoggiare una mano sulla testa di un bambino o scompigliare affettuosamente i capelli di qualcuno può essere un gesto di tenerezza. In Thailandia, invece, il significato culturale della testa è particolarmente importante.
Secondo le tradizioni locali, infatti, la testa è considerata la parte più elevata e rispettata del corpo umano. Toccarla senza un rapporto di confidenza o senza consenso può essere percepito come una mancanza di rispetto.
Le indicazioni pubblicate dal governo thailandese invitano esplicitamente i visitatori a evitare di toccare la testa delle altre persone, anche quando il gesto nasce da intenzioni amichevoli.
Il gesto dell'OK: in Brasile potrebbe essere interpretato come un'offesa
Unisci pollice e indice formando un cerchio e lascia le altre tre dita sollevate. In Italia è uno dei modi più comuni per dire "perfetto", "tutto a posto" oppure "ottimo". Eppure, il celebre gesto dell'OK non ha ovunque lo stesso significato.
In Brasile, in alcuni contesti tradizionali, questa particolare posizione delle dita può assumere una connotazione volgare ed essere utilizzata come gesto offensivo.
La forma circolare creata da pollice e indice è stata infatti associata a un riferimento anatomico, trasformando un segnale di approvazione in un possibile insulto. La differenza è riportata anche in materiali di formazione sulla comunicazione interculturale.