Illustrazione di una donna che si scrocchia le dita seduta in casa
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale

Quante volte ti hanno detto che, continuando a scrocchiarti le dita, prima o poi ti sarebbe venuta l'artrosi? E magari hai anche provato a smettere, senza riuscirci.

Eppure, dietro quel caratteristico crack che sentiamo quando tiriamo o pieghiamo le dita si nasconde un fenomeno molto diverso da quello che immaginiamo: non sono le ossa a sfregare tra loro e, secondo gli studi scientifici disponibili, questa abitudine non sembra aumentare il rischio di artrosi.

Ma allora da dove arriva il rumore? E soprattutto, esistono situazioni in cui scrocchiarsi le articolazioni può diventare rischioso? La risposta cambia anche in base alla parte del corpo coinvolta.

Indice

  1. Scrocchiarsi le dita fa venire l'artrosi? Cosa dice la scienza
  2. Perché le dita fanno crack? Il segreto è nel liquido sinoviale
  3. Scrocchiare troppo può irritare i tessuti
  4. Quando lo scrocchio deve preoccupare? I segnali da non ignorare
  5. Scrocchiare il collo comporta rischi diversi

Scrocchiarsi le dita fa venire l'artrosi? Cosa dice la scienza

Partiamo dalla convinzione più diffusa: scrocchiarsi abitualmente le dita non risulta essere una causa di artrosi. Almeno secondo le prove scientifiche raccolte finora.

L'artrosi è una malattia articolare che coinvolge la cartilagine e altri tessuti dell'articolazione, provocando nel tempo dolore, rigidità e difficoltà nei movimenti. Il suo sviluppo è legato a diversi fattori, tra cui età, predisposizione genetica, precedenti lesioni e sollecitazioni meccaniche.

Ma lo scrocchio delle dita non sembra essere uno di questi.

A confermarlo è uno studio pubblicato nel 2011 sul Journal of the American Board of Family Medicine, che ha analizzato 215 persone tra i 50 e gli 89 anni, confrontando chi aveva l'abitudine di scrocchiarsi le dita con chi non lo faceva.

Il risultato? La presenza di artrosi era simile nei due gruppi e non emergeva un'associazione significativa nemmeno considerando da quanti anni i partecipanti si scrocchiassero le articolazioni.

Un altro esperimento, decisamente insolito, è quello del medico americano Donald Unger, che per circa sessant'anni si scrocchiò regolarmente le dita di una sola mano, usando l'altra come confronto.

Alla fine non riscontrò differenze attribuibili all'artrosi tra le due mani. Per questa curiosa ricerca personale ricevette anche un premio Ig Nobel, il riconoscimento dedicato agli studi scientifici più insoliti.

Naturalmente, un esperimento condotto su una sola persona non permette di trarre conclusioni generali. Insieme alle ricerche più strutturate, però, contribuisce a mettere in discussione una convinzione tramandata per generazioni.

Perché le dita fanno crack? Il segreto è nel liquido sinoviale

Se non sono le ossa a sfregare e nemmeno a rompersi, che cosa produce quel rumore così riconoscibile?

La risposta si trova all'interno delle articolazioni, precisamente nel liquido sinoviale, una sostanza che contribuisce a lubrificare le superfici articolari e a ridurre l'attrito durante i movimenti.

Quando tiriamo o pieghiamo un dito in modo da separare leggermente le superfici dell'articolazione, la pressione all'interno della capsula articolare diminuisce rapidamente. Questo cambiamento provoca un fenomeno chiamato cavitazione: nel liquido si forma una piccola cavità contenente gas.

Ed è proprio durante questo processo che si produce il caratteristico scrocchio.

Per molto tempo si è pensato che il rumore derivasse dall'esplosione o dal collasso di una bolla. Ma nel 2015 un gruppo di ricercatori dell'Università di Alberta, in Canada, ha osservato il fenomeno utilizzando una risonanza magnetica in tempo reale.

Le immagini hanno mostrato che lo scrocchio coincideva con la rapida formazione della cavità, anziché con la sua scomparsa.

Scrocchiare troppo può irritare i tessuti

Il fatto che non sia stata dimostrata una relazione con l'artrosi non significa che qualsiasi manipolazione delle dita sia necessariamente innocua. Uno studio del 1990, pubblicato sulla rivista scientifica Annals of the Rheumatic Diseases, ha esaminato 300 persone, di cui 74 abituate a scrocchiarsi le dita.

Tra queste ultime i ricercatori hanno osservato una maggiore frequenza di gonfiore alle mani e una minore forza di presa. Anche in questo caso, però, bisogna interpretare i risultati con cautela.

Lo studio era osservazionale e non dimostrava che fosse proprio lo scrocchio a provocare quelle alterazioni. I partecipanti presentavano inoltre differenze nelle abitudini e nelle attività quotidiane che potrebbero aver influito sui risultati.

Ricerche successive non hanno stabilito con certezza che scrocchiarsi le dita provochi un deterioramento della funzionalità delle mani. Resta comunque una distinzione importante: uno scrocchio spontaneo e indolore è diverso dal tirare o torcere ripetutamente un dito fino a provocare fastidio.

Forzare un'articolazione oltre il suo normale movimento può danneggiare i tessuti che la circondano, indipendentemente dal rumore prodotto.

Quando lo scrocchio deve preoccupare? I segnali da non ignorare

Nella maggior parte dei casi, uno scrocchio occasionale delle dita, senza dolore o altri disturbi, non rappresenta un motivo di preoccupazione. Ci sono però alcuni segnali che meritano attenzione.

Se il rumore è accompagnato da dolore persistente, gonfiore, arrossamento, rigidità o difficoltà a muovere un dito, è opportuno consultare un medico. Lo stesso vale se lo scrocchio compare dopo una caduta, un trauma o un movimento improvviso, soprattutto quando si associa a perdita di forza o deformità.

Questi sintomi possono dipendere da problemi diversi, come infiammazioni, lesioni dei legamenti o patologie articolari, che richiedono una valutazione specifica. Un'articolazione che fa rumore, insomma, non è necessariamente malata. È la presenza di altri sintomi, più che il crack in sé, a fare la differenza.

Scrocchiare il collo comporta rischi diversi

Il meccanismo che produce il rumore è simile a quello delle dita: anche nel collo si formano bolle di gas nel liquido sinoviale delle articolazioni vertebrali. Cambia però la zona anatomica coinvolta.

Lungo la colonna cervicale scorrono le arterie vertebrali, i vasi che portano sangue al cervello. Stirare o ruotare bruscamente il collo per farlo scrocchiare può, in casi rari ma documentati, causare la dissezione di queste arterie, cioè una piccola lacerazione della loro parete interna.

Questa lesione può formare un coagulo che, se raggiunge il cervello, provoca un ictus. Per questo motivo, a differenza delle dita della mano, per il collo è prudente evitare di tirarlo o ruotarlo con forza per ottenere lo scrocchio.

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