Il 4 luglio 1845, mentre gli Stati Uniti festeggiavano l'indipendenza, un ragazzo di 27 anni andò a vivere da solo in una capanna sulle rive di un lago del Massachusetts. Si chiamava Henry David Thoreau, e da quell'esperimento nacque Walden, uno dei libri più influenti della letteratura americana. Ma la sua storia è più complicata della leggenda dell'eremita in fuga dal mondo: ci sono un incendio, una notte in prigione e un libro che quasi nessuno volle comprare.
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Una capanna da 28 dollari sulle rive di Walden
Thoreau era nato nel 1817 a Concord, una cittadina vicino a Boston. Laureato ad Harvard, aveva fatto l'insegnante, il geometra e aveva lavorato nella fabbrica di matite di famiglia, dove aveva perfino migliorato la miscela di grafite e argilla. Ma quella vita gli andava stretta.
Così prese in prestito un'ascia e costruì da solo una capanna di circa tre metri per quattro e mezzo, su un terreno di proprietà dell'amico e filosofo Ralph Waldo Emerson, accanto al lago Walden. Annotò ogni spesa con precisione maniacale: in tutto, 28 dollari e 12 centesimi e mezzo. Dentro c'erano un letto, un tavolo, una scrivania e tre sedie: una per la solitudine, due per l'amicizia, tre per la compagnia, come scrisse lui stesso.
Ci rimase due anni, due mesi e due giorni. Coltivava fagioli, leggeva, scriveva, camminava e osservava la natura con un'attenzione quasi scientifica: annotava quando gelava il lago, quando sbocciavano i fiori, quali animali passavano vicino alla capanna.
"Vivere con intenzione": cosa cercava nel bosco
Thoreau spiegò il motivo della sua scelta in una frase diventata celebre: andò nei boschi perché voleva vivere con intenzione, affrontare soltanto i fatti essenziali della vita e vedere se poteva imparare quello che essa aveva da insegnare, per non scoprire, in punto di morte, di non aver vissuto.
Il suo era un esperimento, non una fuga. Voleva dimostrare che si può vivere bene con pochissimo, lavorando poche settimane l'anno e dedicando il resto del tempo a pensare, leggere e osservare. Il suo motto si riassume in due parole ripetute: "semplificare, semplificare". E una delle sue osservazioni più dure suona attualissima: la maggior parte degli uomini, scrisse, conduce vite di quieta disperazione.
Da quei due anni nacque Walden, ovvero vita nei boschi, pubblicato nel 1854. Thoreau condensò l'esperienza in un solo anno, raccontato stagione per stagione, dall'estate all'arrivo della primavera successiva, quando il ghiaccio del lago si scioglie.
Le ombre: l'eremita che cenava in città
La leggenda dell'eremita isolato dal mondo, però, non regge del tutto. La capanna distava appena un paio di chilometri dal centro di Concord, e Thoreau ci andava spesso: passava a trovare la famiglia, cenava dagli amici, riceveva visite. Lo ammette lui stesso nel libro. Secondo alcuni suoi critici, perfino il bucato glielo faceva la madre, anche se su questo dettaglio le prove sono scarse.
C'è poi un episodio che i suoi concittadini non dimenticarono facilmente. Nell'aprile del 1844, un anno prima di trasferirsi a Walden, Thoreau e un amico accesero un fuoco per cucinare del pesce durante una gita. Le fiamme sfuggirono al controllo e bruciarono circa 120 ettari di bosco. Per anni, in paese, c'era chi lo chiamava con disprezzo "quello che ha bruciato i boschi".
Non sono mancati nemmeno i giudizi severi sul suo carattere. Nel 2015 una celebre critica pubblicata sul 'New Yorker' lo descrisse come un uomo moralista, sprezzante verso gli altri e incoerente rispetto agli ideali che predicava. Un ritratto discusso, ma che ricorda quanto anche i maestri di vita fossero persone piene di contraddizioni.
La notte in prigione che ispirò Gandhi e Martin Luther King
Nel luglio del 1846, mentre viveva ancora a Walden, Thoreau fu arrestato in paese. Da anni si rifiutava di pagare una tassa, per protesta contro uno Stato che tollerava la schiavitù e combatteva una guerra contro il Messico. Passò una sola notte in cella: la mattina dopo qualcuno, probabilmente una zia, pagò al posto suo, e lui ne uscì contrariato.
Da quell'episodio nacque un saggio destinato a cambiare la storia, conosciuto come Disobbedienza civile. Sosteneva che un cittadino ha il dovere di rifiutarsi di obbedire a leggi ingiuste. Decenni dopo, quelle pagine furono lette da Gandhi e da Martin Luther King, che ne fecero una delle basi della resistenza non violenta.
In vita, però, Thoreau conobbe soprattutto insuccessi. Il suo primo libro vendette così poco che l'editore gli restituì oltre 700 copie invendute. Lui annotò con ironia nel diario di possedere una biblioteca di circa 900 volumi, più di 700 dei quali scritti da lui. Anche Walden impiegò cinque anni per esaurire la prima tiratura di duemila copie.
Morì di tubercolosi nel 1862, a soli 44 anni. Oggi Walden è un classico studiato in tutto il mondo, e la ricostruzione della sua capanna accoglie i visitatori sulle rive del lago. Thoreau non era un santo né un vero eremita. Ma la domanda che si portò nel bosco, che cosa conti davvero in una vita, è ancora lì, intatta.