Busto Ovidio e cuore infranto
Foto generata con l'intelligenza artificiale

Duemila anni fa, a Roma, qualcuno si era già posto il problema di come smettere di soffrire per un ex. Era Ovidio, lo stesso poeta che con l'Ars amatoria aveva insegnato l'arte di sedurre. Poco dopo cambiò mestiere e si travestì da medico: nei Remedia amoris, poco più di ottocento versi, prescrive la cura per il cuore infranto. Alcuni rimedi fanno sorridere. Altri sembrano usciti da uno studio di psicologia del 2018.

Indice

  1. "Una stessa mano porterà la ferita e il rimedio": Ovidio medico del cuore
  2. Primo comandamento: niente ozio
  3. Elencare i difetti dell'ex, anche esagerando
  4. Lettere nel fuoco e cipolle bandite
  5. Fingere indifferenza finché diventa vera

"Una stessa mano porterà la ferita e il rimedio": Ovidio medico del cuore

L'operazione è sfacciata, e Ovidio lo sa benissimo. Dopo aver insegnato ai romani a conquistare e a farsi amare, scrive un libro per disinnamorarsi. In apertura immagina Cupido che lo guarda storto, pronto alla guerra, e lo rassicura: questi consigli sono per chi in amore sta male davvero. Chi è felice può continuare tranquillo.

Il tono è quello di un medico al capezzale. Lo stesso poeta che ha provocato la ferita promette di curarla, come la lancia di Achille che nel mito guarì Telefo dopo averlo colpito. E la prima regola sembra presa da un trattato di medicina: intervenire subito. "Opponiti all'inizio: troppo tardi si prepara la medicina, quando il male si è rafforzato con lunghi indugi". In latino, principiis obsta: due parole diventate proverbio ben oltre le questioni di cuore.

Primo comandamento: niente ozio

Se c'è un verso dei Remedia da appendere al frigorifero, è questo: "Togli l'ozio, e l'arco di Cupido è spezzato". Per Ovidio l'amore infelice cresce nel tempo vuoto, nelle giornate senza impegni, nelle sere passate a rimuginare.

La terapia è riempire l'agenda. Il poeta propone il foro e le cause in tribunale, le campagne militari, il lavoro nei campi, la caccia. Oggi diremmo palestra, un progetto nuovo, un corso serale: il principio regge benissimo.

Se non basta, bisogna partire. Lontano, anche controvoglia, senza contare i giorni e senza voltarsi indietro. E stare alla larga dalla solitudine, perché "i luoghi solitari fanno male": chi soffre per amore, da solo, finisce per parlare con il fantasma dell'ex.

Duemila anni dopo, un gruppo di ricercatori della University of Missouri-St. Louis ha messo alla prova la distrazione su persone reduci da una rottura. L'amore per l'ex restava lo stesso, l'umore invece migliorava.

Elencare i difetti dell'ex, anche esagerando

Qui Ovidio diventa spietato, e parecchio divertente. Il consiglio è tenere a mente tutto ciò che dell'altra persona ha fatto male: i capricci, i soldi spesi, le promesse mancate. Poi esagerare i difetti etichettandola con parole aggettivi poco lusinghieri. E ancora: se la persona canta male, chiederle di cantare. Se si muove goffamente, invitarla a ballare. E presentarsi di prima mattina, prima che abbia finito di truccarsi.

Il pubblico a cui parla è soprattutto maschile, ma il poeta avverte che le sue ricette funzionano anche per le donne, a parti invertite.

Sotto la crudeltà da commedia c'è un'intuizione che la psicologia ha provato a misurare. Nello studio del 2018 di Sandra Langeslag, pubblicato sul Journal of Experimental Psychology: General, pensare ai difetti dell'ex riduceva i sentimenti d'amore. Con un prezzo: sul momento, chi lo faceva si sentiva peggio. Il campione era piccolo, ventiquattro persone, ma la direzione è proprio quella indicata dal poeta.

Lettere nel fuoco e cipolle bandite

Il capitolo dei ricordi è sorprendentemente moderno. Ovidio vieta di rileggere le lettere conservate: vanno gettate nel fuoco, anche a malincuore, come su un rogo dell'antica passione. Stessa sorte per i ritratti. E poi alla larga dai luoghi della storia, dalla famiglia di lei, perfino dalla servitù, dal teatro e dai poeti d'amore, Saffo e Properzio compresi.

C'è anche una dieta. Via le cipolle e la rucola, considerate afrodisiache, e spazio alla ruta, che secondo il poeta schiarisce la vista. Sul vino Ovidio è categorico: o niente, o abbastanza da annegare i pensieri, perché la via di mezzo accende la passione. Consiglio che è meglio lasciare all'antica Roma.

La versione aggiornata, oggi, si chiama "no contact": smettere di seguire l'ex sui social, archiviare le chat, evitare i posti in comune. Il principio è identico.

Fingere indifferenza finché diventa vera

L'ultimo trucco è il più sottile. Ovidio suggerisce di recitare il distacco: fingersi guariti, comportarsi da guariti, finché la finzione prende il posto della realtà. "Così farai davvero ciò che avrai simulato".

Con una clausola di onestà che ogni ex conosce bene: chi ripete a troppe persone "non la amo", la ama ancora. Il segno vero della guarigione, per il poeta, è il silenzio.

Resta un'ultima ironia. Nell'8 d.C. Augusto spedì Ovidio in esilio a Tomi, sul Mar Nero, e tra le cause il poeta indicò proprio un suo "carme", l'Ars amatoria. Per quella ferita, nemmeno lui trovò il rimedio.

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