Cerchi nomi fantasy per bambini? Libri, serie e film riportano nella vita di tutti i giorni nomi antichi o del tutto inventati. Però non ogni nome è comodo da portare, e tra un’idea letta in un romanzo e il nome scritto sui documenti di un bambino c’è un bel salto.
Da una parte ci sono nomi come Ulisse, Orione, Ariel o Alice, con radici solide o riferimenti culturali chiari. Dall'altra ci sono i nomi creati apposta per elfi, alieni e intelligenze artificiali, insieme alle varianti con dittonghi insoliti come Helaena o Daenerys, prese dalla saga di George R. R. Martin.
Indice
Celeste, Ulisse e Orione: radici nella tradizione italiana
Partiamo da Celeste, che in Italia nasce come nome maschile, anche se attualmente viene usato quasi esclusivamente in chiave femminile. Il nome ha origine dal latino caelestis, che significa "proprio del cielo"; chi si chiama così può celebrare l'onomastico il 14 ottobre, in memoria di san Celeste, vescovo di Metz.
Accanto c'è Celestino, dal latino caelestinus, presentato come una variante antica di Celeste ma con una storia tutta sua. Richiama papa Celestino V, l'eremita d'Abruzzo diventato papa controvoglia e ricordato da Dante.
Per un'aria più avventurosa c'è Ulisse, la forma italiana del latino Ulysses, il nome dell'eroe dell'Odissea. L'etimologia resta in parte misteriosa, mentre il simbolo è chiarissimo: il marinaio che attraversa mari sconosciuti, mostri e magie pur di tornare a casa.
Dante lo trasforma nell'uomo che osa "divenir del mondo esperto", e il nome ha ispirato anche il romanzo "Ulysses" di James Joyce. Insomma, un nome che sa di epica fantastica e ha alle spalle secoli di letteratura.
Più raro è Orione, che arriva dritto dalla mitologia greca. È il cacciatore amato e poi ucciso dalla dea Artemide, trasformato nella costellazione visibile nelle notti invernali e detta anche "il Cacciatore".
Le tre stelle allineate della cintura di Orione aiutano ancora oggi gli osservatori a riconoscere altri astri. In ambito anglofono il nome resta quasi identico: Orion.
Ariel, Alice ed Elio: nomi da storie che conosci
Un'altra strada è pescare da storie che quasi tutti hanno incrociato almeno una volta. È il caso di Ariel, diventato famosissimo con "La Sirenetta" Disney.
Le radici, però, sono più antiche: nella "Tempesta" di Shakespeare Ariel è lo spirito dell'aria. Un nome che tiene insieme il cartone animato e il teatro classico, leggero e musicale.
Alice richiama invece "Alice nel Paese delle Meraviglie" di Lewis Carroll. È corto, internazionale e porta con sé l'idea di curiosità e fantasia, con un pizzico di ribellione.
Per un maschio c'è Elio, collegato al dio del sole e al romanzo e film "Chiamami col tuo nome". Breve e luminoso, unisce mitologia e una storia che ha avuto successo sia in libreria sia al cinema.
Restando sui classici italiani, Dante è il nome del Sommo Poeta, mentre Orlando è il protagonista dell'"Orlando Furioso" di Ludovico Ariosto. Orlando è anche il protagonista di un romanzo di Virginia Woolf, quindi il richiamo letterario funziona su più fronti.
Il riferimento alla storia diventa un dettaglio in più da raccontare.
Dalle galassie alla Terra di Mezzo: nomi fantasy che funzionano anche fuori dai libri
Chi cerca un nome che sappia di spazio ha più scelta di quanto si pensi. Nova, Vega e Lyra vengono dall’astronomia: la nova è una stella che all’improvviso diventa molto più luminosa, Vega è una delle stelle più brillanti del cielo estivo e Lyra è la costellazione in cui si trova. Lyra, tra l’altro, è anche la protagonista della saga Queste oscure materie di Philip Pullman. Per chi è cresciuto con Star Wars c’è Leia: corto, facile da scrivere, riconoscibile in tutto il mondo.
Tolkien offre nomi bellissimi, ma impegnativi. Arwen, la principessa elfica del "Signore degli Anelli", è breve e si legge come si scrive. Éowyn ha più fascino, ma con l’accento sulla É e quella W rischia di trasformarsi in un esercizio di dettatura a ogni visita dal pediatra.
Discorso a parte per i Targaryen di George R. R. Martin. Daenerys, Rhaenyra e Viserys si possono registrare all’anagrafe, perché usano lettere ammesse anche per i nomi stranieri, ma vanno spiegati e scanditi ogni volta. C’è poi chi si è spinto oltre: negli Stati Uniti centinaia di bambine sono state chiamate Khaleesi, che nella serie è un titolo, l’equivalente di “regina”, più che un nome. Pochi anni dopo il finale di "Game of Thrones" ha mostrato Daenerys in una luce molto meno eroica, ed è un buon promemoria: un personaggio può cambiare strada, il nome resta.
Esiste anche una via di mezzo, che consiste nel partire da un nome tradizionale e dargli un tocco fantasy. È il caso di Helaena, la versione Targaryen di Elena: sulla carta si aggiunge solo una lettera, ma è una lettera da spiegare per tutta la vita.
Come valutare un nome fantasy prima di sceglierlo
Prima di innamorarti di un nome letto in un libro, conviene conoscere l'intera storia del personaggio. Il consiglio è verificare che la sua parabola non sia eccessivamente tragica o controversa, così il legame resta positivo per il bambino che cresce.
Qualche esempio aiuta a capire. Anakin suona benissimo, ma è il nome di chi diventa Darth Vader in Star Wars.
Secondo step: la prova dettatura. Se il nome è esotico o legato a una saga molto caratterizzata, bada bene che sia facile da scrivere quando lo detti, a scuola come in qualsiasi ufficio.
Terzo controllo: il suono. Nome e cognome devono mantenere una buona armonia quando li pronunci di seguito, quindi vale la pena ripeterli ad alta voce più volte prima di decidere.
Infine la grafia, il punto su cui conviene essere più prudenti. Tra una versione inventata e la forma italiana o tradizionale dello stesso nome, la seconda è quella che crea meno intoppi nella vita quotidiana e sui documenti. Ricorda infatti che l’ufficiale di stato civile può contestare un nome solo se è ridicolo o vergognoso, e anche in quel caso non può rifiutarsi di registrarlo: deve segnalarlo alla procura. Il problema reale è pratico (si sbaglia a scriverlo, va dettato ogni volta), non legale.
Celeste, Ulisse, Orione e Alice sono la prova concreta. Si può dare a un bambino un nome da storia fantastica senza inventare lettere nuove.