Se cerchi frasi di Halloween che mettano i brividi sul serio, il punto di partenza è Howard Phillips Lovecraft: "La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell'ignoto".
Accanto allo scrittore statunitense, il repertorio del genere schiera Stephen King, William Shakespeare e Arthur Conan Doyle, insieme alle battute di film come "Shining", "It", "Nightmare" e "Sleepy Hollow". Completano il quadro le frasi più leggere legate alla notte del 31 ottobre, tra dolcetti, streghe e zucche.
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Lovecraft, il maestro della paura
Lovecraft nacque a Providence, nel Rhode Island, il 20 agosto 1890 e morì nella sua città natale il 15 marzo 1937. La rivista horror "Weird Tales" acquistò alcuni suoi racconti nel 1923; "The Call of Cthulhu" fu pubblicato sulla rivista nel 1928.
Negli ultimi anni lavorò come curatore di testi per sbarcare il lunario. Intanto le sue pagine hanno lasciato frasi che circolano ancora oggi, come questa: "Non è morto ciò che in eterno può attendere, e col volgere di strani eoni, anche la morte può morire".
Il suo pessimismo, invece, sta tutto in sei parole: "La vita è una cosa orribile". Ha la stessa vena amara una battuta tagliente su chi è felice: "È uno che si gode la vita, come tutti quelli a cui è risparmiata la maledizione dell'intelligenza".
C'è poi il confine tra sogno e realtà, che nelle sue frasi ritorna più volte. "Gli uomini di più ampio intelletto sanno che non c'è netta distinzione tra il reale e l'irreale", scriveva, e altrove: "Un tempo sognavo, e per me il mondo del sogno era più reale dell'esistenza che gli stupidi chiamano realtà, e più prezioso della mia stessa vita".
Le battute dei film horror da brivido
Il cinema ha trasformato molte battute in veri tormentoni. Qui sono raccolte quelle brevi e d'effetto, perfette anche come didascalia per un post a tema:
- "Abbi paura. Abbi molta paura." ("La mosca")
- "Ho paura di chiudere gli occhi. Ho paura di aprirli!" ("Il mistero della strega di Blair")
- "Il male è un punto di vista." ("Intervista col vampiro")
- "La realtà e la fantasia spesso si confondono come un cocktail di cui non riesci a distinguere i sapori." ("Profondo rosso")
- "Non guardare mai indietro. Il passato è un deserto di orrori." ("Wolfman")
- "Fra sette giorni morirai." ("The Ring")
- "A volte si vede meglio con gli occhi chiusi." ("Saw - L'enigmista")
- "Ho attraversato gli oceani del tempo per trovarti." ("Dracula di Bram Stoker")
- "Il film horror che preferisco? La mia vita." ("Scream 3")
Il primo "Scream" ha regalato anche una lezione sulle regole del genere, pronunciata dal killer: "Non devi mai chiedere chi è. Non li guardi i film dell'orrore?".
Da "La casa" di Sam Raimi arriva invece la frase di Cheryl, interpretata da Ellen Sandweiss, la prima posseduta della saga: "Perché avete disturbato il nostro sonno? Risvegliandoci dal nostro antico riposo morirete tutti come gli altri prima di voi, uno dopo l'altro vi prenderemo".
Bambini e mostri, le battute da incubo
La solitudine e la vulnerabilità davanti ai mostri sono al centro di una battuta di "It": "Quando sei solo come un bambino, i mostri ti vedono più debole e non ti accorgi che si avvicinano finché non è troppo tardi".
Nello stesso film c'è la scena del tombino, dove è finita la barchetta di Georgie durante un temporale. Dalla fessura, It lo chiama: "Tieni, afferrala. Afferrala, Georgie!".
Da "Shining" arriva l'invito più agghiacciante a un bambino: "Ciao, Danny. Vieni a giocare con noi? Vieni a giocare con noi, Danny? Per sempre… per sempre… per sempre". In chiave più ironica, Mary Sanderson in "Hocus Pocus" annusa l'aria e sentenzia: "Puzza di bambini!".
La filastrocca di "Nightmare - Dal profondo della notte" è forse la più famosa di tutte: "L'uomo nero non è morto, ha gli artigli come un corvo. Fa paura la sua voce, prendi subito la croce. Apri gli occhi, resta sveglio, non dormire questa notte". Curiosità: la cantano saltano la corda alcune bambine in Elm Street, nella saga creata da Wes Craven, e non Freddy Krueger.
Anche Chucky, la bambola della saga ideata da Don Mancini, si presenta con una frase dolcissima solo in apparenza: "Ciao, sono Chucky, saremo amici fino alla fine!".
Halloween trasforma la paura in gioco
Il 31 ottobre lo spavento diventa festa. Lo riassume bene Jean-Paul Malfatti: "Halloween: festa magica e misteriosa strapiena di sorprese in cui, tra dolcetti e scherzetti, la paura e l'orrore diventano gioia e divertimento".
Tra gli slogan più semplici, ideali per i più piccoli o per un biglietto, c'è la rima minacciosa "Chi i dolcetti non mi dà, prima o poi si pentirà!". Ha il sapore di una filastrocca anche questa: "Quando le streghe vanno a cavallo, e si vedono i gatti neri, e la luna ride e sussurra, siamo vicini ad Halloween".
Per chi preferisce una battuta da film, lo sceriffo Brackett di "Halloween" ha messo le cose in chiaro: "È Halloween, tutti hanno diritto a un bello spavento!". Il regista Tim Burton rilancia: "Tutti i giorni è Halloween, non è vero? Almeno per alcuni di noi".
Il poeta Nicholas Gordon ha usato un'immagine golosa: "Halloween avvolge la paura nell'innocenza, come se fosse un dolce leggermente aspro". E la comica Rita Rudner ha raccontato il paradosso della festa: per tutta la vita i genitori le avevano detto di non accettare caramelle dagli sconosciuti, poi l'hanno vestita e mandata a chiederle.
Maschere, morti e frasi cupe
La maschera è uno dei simboli di Halloween e ricorre anche nelle battute dell'horror. In "Sleepy Hollow" è Ichabod Crane a dirlo: "La malvagità indossa molte maschere, ma nessuna è così pericolosa come la maschera della virtù".
Ancora più diretta Elizabeth in "Venerdì 13 parte VI - Jason vive": "Ho visto abbastanza film horror per sapere che ogni strambo che indossa una maschera non è mai amichevole". Sullo stesso tema, Oscar Wilde aveva scritto che "spesso una maschera ci dice più cose di un volto".
Il rapporto con i morti torna in "Mezzanotte nel giardino del bene e del male": "Per riuscire a capire i vivi bisogna saper frequentare i morti". Il coro di "Nightmare Before Christmas" fa invece della diversità una festa: "Questo è Halloween, grida insieme a noi, fate largo a chi è speciale più di voi!".
Chiude la galleria l'icona dark per eccellenza, Mercoledì Addams: "Smetterò di vestirmi di nero quando faranno un colore più scuro".
Scrittori e registi davanti al buio
Anche Stephen King ha dedicato a Halloween una riflessione: "Halloween è il giorno in cui ci si ricorda che viviamo in un piccolo angolo di luce circondati dall'oscurità di ciò che non conosciamo". Altrove ha spiegato a cosa serve tutto questo: "Inventiamo orrori per aiutarci ad affrontare quelli veri".
Per Arthur Conan Doyle, il papà di Sherlock Holmes, tutto parte dalla mente: "Dove non c'è immaginazione non c'è orrore". Edgar Allan Poe invitava alla diffidenza: "Non credere a nulla di ciò che senti, e solo alla metà di ciò che vedi".
Molto prima di loro c'era William Shakespeare: "Ora è nella notte il momento delle streghe, quando i cimiteri sbadigliano e l'inferno stesso alita il contagio su questo mondo". Da "La tempesta" arriva un'altra frase perfetta per il 31 ottobre: "L'inferno è vuoto e tutti i diavoli sono qui".
I registi, invece, parlano dell'horror. Per Eli Roth "quelli che guardano un film horror vogliono rimanere traumatizzati", mentre Stuart Gordon sostiene che "horror e sesso vanno di pari passo, sono come vita e morte".
L'ultima parola spetta a un maestro italiano, Dario Argento, che alla domanda su cosa lo spaventi ha risposto così: "Sono molte le cose che mi fanno paura e che mi creano angoscia. Se così non fosse, del resto, non avrei scelto di diventare un regista di film horror".