Illustrazione di una ragazza in un osservatorio che osserva galassie spirali ed ellittiche nel cielo
Immagine realizzata con AI

Se ti stai chiedendo che cos'è una galassia, la risposta breve è questa: un enorme insieme di stelle, gas e polveri tenuto insieme dalla gravità. La nostra si chiama Via Lattea e ospita il Sole, la Terra e tutto il Sistema solare.

Quando guardi il cielo di notte, quasi tutti i puntini luminosi che vedi appartengono proprio alla Via Lattea. Le altre galassie sono molto più lontane e a occhio nudo, quando si vedono, appaiono come piccole macchie chiare e sfumate.

Indice

  1. Stelle, gas e materia oscura: di cosa sono fatte le galassie
  2. Come nascono le galassie dopo il Big Bang
  3. Cosa tiene insieme una galassia: attrazione gravitazionale e superammassi
  4. Spirali, ellittiche, lenticolari e irregolari: le forme delle galassie
  5. Via Lattea, la nostra galassia a spirale barrata

Stelle, gas e materia oscura: di cosa sono fatte le galassie

Il primo ingrediente sono le stelle, ma da sole non bastano a descrivere una galassia. Tra una stella e l'altra ci sono gigantesche nubi di gas e polveri interstellari, la materia da cui possono nascere nuovi astri.

Poi c'è una componente che nessun telescopio riesce a vedere direttamente: la materia oscura. Non emette e non assorbe luce, ma esercita un'attrazione gravitazionale, ed è proprio studiando la rotazione delle galassie che gli scienziati ne hanno dedotto la presenza.

Quanto può essere grande una galassia? Dipende parecchio. Si va da circa centomila stelle nelle galassie nane fino a qualche migliaio di miliardi in quelle più massicce.

La Via Lattea sta nella fascia alta della classifica: secondo le stime contiene probabilmente tra 100 e 400 miliardi di stelle. Il Sole è una di queste, una stella di dimensioni medie e senza particolari caratteristiche che la distinguano dalle altre.

E di galassie, nell'Universo, ce ne sono davvero tantissime. Le stime parlano di circa 2.000 miliardi di galassie, separate tra loro da enormi spazi vuoti.

Insomma, quello che a occhio nudo sembra un cielo pieno di puntini tutti uguali è in realtà un sistema organizzato e gigantesco. Ed è solo uno fra un numero di sistemi simili che fatichiamo perfino a immaginare.

Come nascono le galassie dopo il Big Bang

Per capire da dove arrivano le galassie bisogna tornare all'origine di tutto. Per la teoria del Big Bang, l'Universo ha avuto origine circa 13,8 miliardi di anni fa da uno stato estremamente caldo e denso, da cui lo spazio stesso si è espanso.

Da allora l’Universo continua a espandersi e, dilatandosi, si è raffreddato. E così si sono formati via via la materia, gli atomi, le nebulose e le galassie, fino ad arrivare alla situazione che osserviamo oggi.

Un indizio fondamentale arriva proprio dalle galassie. Nel 1929 Edwin Hubble dedusse che si stanno allontanando le une dalle altre, e tanto più velocemente quanto più sono lontane: un segnale che l'Universo è in espansione.

C'è poi un dettaglio che rende l'osservazione del cielo una specie di macchina del tempo. La luce viaggia a velocità finita, quindi quando guardi un oggetto lontanissimo lo vedi com'era nel passato, nel momento in cui quella luce è partita.

Gli oggetti più luminosi conosciuti sono i quasar, nuclei di galassie così energetici da oscurare tutto ciò che li circonda. I più lontani sono così distanti che la loro luce è partita quando l'Universo aveva appena un ventesimo della sua età attuale.

E allora, sappiamo esattamente quando e come si sono formate le prime galassie? Ancora no. È una delle domande a cui la ricerca astronomica sta ancora cercando di rispondere.

Cosa tiene insieme una galassia: attrazione gravitazionale e superammassi

Miliardi di stelle che non si disperdono nello spazio: il merito è della gravità. A tenerle unite è la loro reciproca attrazione gravitazionale, che trasforma una massa enorme di astri in un unico sistema.

Anche qui la materia oscura gioca un ruolo chiave. Contribuisce a generare la forza gravitazionale che permette alla galassia di restare un tutto unico, invece di sfaldarsi.

La gravità lavora anche su scala più grande. Le galassie possono raggrupparsi in ammassi di galassie, e gli ammassi a loro volta formano strutture ancora più estese chiamate superammassi.

Alcuni ammassi contengono migliaia di galassie. Vicino al loro centro si osservano spesso gigantesche galassie ellittiche, che probabilmente si sono formate dalla collisione di diverse galassie.

Fra le galassie di un ammasso ci sono anche enormi nubi di gas caldi, individuate grazie agli studi sui raggi X. Resta però aperto un mistero: per spiegare come si siano raggruppate queste galassie serve molta più massa di quella che finora si è riusciti a osservare.

Le sorprese non mancano nemmeno di recente. Nel 2025 alcuni scienziati hanno individuato, a circa 140 milioni di anni luce dalla Terra, un filamento cosmico lungo 5,5 milioni di anni luce che comprende 14 galassie ricche di idrogeno.

Queste galassie sembrano legate tra loro da una struttura gassosa e formano un insieme che ruota in modo sorprendentemente coerente. Il segnale è chiaro: le galassie possono essere collegate da strutture cosmiche molto più estese di quanto si pensasse.

Spirali, ellittiche, lenticolari e irregolari: le forme delle galassie

Le galassie si classificano soprattutto in base alla forma. Le grandi famiglie sono tre, spirali, ellittiche e irregolari, con una categoria intermedia.

Le galassie spirali sono quelle da poster. Hanno un disco da cui partono dei bracci, che in alcuni casi si staccano direttamente dal nucleo e in altri dalle estremità di una barra centrale, e per questo si distinguono spirali normali e barrate.

Sono galassie ricche di gas e polveri. Viste di taglio mostrano fasce di polvere scura che oscurano la luce del disco, mentre viste di fronte rivelano chiaramente i bracci.

Le galassie ellittiche hanno invece una forma più o meno sferica oppure ovale. Contengono soprattutto stelle vecchie e sono molto meno ricche di gas rispetto alle spirali.

Le loro dimensioni cambiano parecchio da una all'altra. Si va dalle ellittiche giganti, come quelle che si trovano al centro degli ammassi, fino alle ellittiche nane.

Tra spirali ed ellittiche stanno le galassie lenticolari. Hanno un disco, come le spirali, ma sono prive di bracci.

Infine ci sono le galassie irregolari, che non hanno una struttura ben definita. Alcune sono state deformate dalle forze mareali di una galassia vicina, altre, come le Nubi di Magellano, hanno semplicemente una struttura poco simmetrica.

Via Lattea, la nostra galassia a spirale barrata

Guardando il cielo si vedono stelle, ma la nostra galassia è una struttura molto più grande e complessa di quanto suggerisca l'occhio nudo. La Via Lattea è una galassia a spirale barrata, con un rigonfiamento centrale chiamato bulge e diversi bracci.

Le dimensioni sono da capogiro: ha un diametro di circa 100.000 anni luce. Tradotto, la luce impiegherebbe 100.000 anni per attraversarla da un lato all'altro.

Il Sole si trova nel disco, a circa 26.000 anni luce dal centro, più o meno a metà strada verso il bordo, in un braccio minore chiamato braccio di Orione.

Nelle notti senza Luna puoi notare una fascia chiara che attraversa il cielo: è il piano del disco galattico visto dall'interno. Con un binocolo o un piccolo telescopio una parte di quella striscia lattiginosa si scompone in tantissime stelle.

La Via Lattea non è sola. Fa parte del Gruppo Locale, una famiglia di cui fanno parte oltre 80 galassie, in gran parte nane, dominate dalla Via Lattea e da Andromeda.

Dall'Italia, come da tutto l'emisfero nord, si può osservare la galassia di Andromeda, simile alla nostra e lontana un paio di milioni di anni luce: al binocolo appare come un'ellisse debole e sfocata. Più difficile da vedere è M33, nella costellazione del Triangolo, un'altra spirale più piccola e meno luminosa.

Le Nubi di Magellano, le più grandi galassie satellite della Via Lattea, distano tra 160.000 e 200.000 anni luce. Si vedono dall'emisfero sud e anche da basse latitudini dell'emisfero nord: dall'Italia restano sotto l'orizzonte.

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