
Gomorra, Tangentopoli, Mafia Capitale: tra serie tv cult e scandali che finiscono sui giornali di mezzo mondo, l'immagine dell'Italia come Paese corrotto è diventata qualcosa che l'immaginario collettivo ha metabolizzato talmente bene da darla quasi per scontata.
Eppure, guardando al Corruption Perceptions Index 2025 di Transparency International, la situazione è più sfumata di così. L’Italia non è tra i Paesi percepiti come più “puliti”, ma non è nemmeno tra quelli messi peggio: con 53 punti su 100, si colloca al 52° posto su 182 Paesi e territori.
Il punteggio, però, va letto nel modo giusto. Nel Corruption Perceptions Index 2025, ogni Paese riceve un punteggio da 0 a 100: 0 significa “altamente corrotto”, 100 significa “molto pulito”. In altre parole: più il punteggio è basso, più il Paese viene percepito come corrotto nel settore pubblico.
L’indice prende in considerazione 182 Paesi e territori ed è calcolato usando dati provenienti da 13 fonti esterne, tra cui istituzioni internazionali, società di consulenza e valutazioni di esperti e mondo business.
Quali sono, allora, i Paesi considerati più corrotti al mondo? Ecco la classifica e cosa ci dice sulla salute delle istituzioni mondiali.
Indice

I Paesi con i punteggi più bassi
In fondo alla classifica troviamo South Sudan e Somalia, entrambi con 9 punti su 100. Subito dopo c’è il Venezuela, con 10 punti. Sono quindi questi i Paesi percepiti come più corrotti secondo l’indice 2025.
Tra i punteggi più bassi compaiono anche Yemen, Libia ed Eritrea, tutti a quota 13, seguiti da Nicaragua e Sudan con 14 punti. Nella fascia immediatamente successiva, a 15 punti, ci sono Corea del Nord, Siria e Guinea Equatoriale.
Non si tratta di una classifica su “quante persone sono corrotte” in un Paese, ma su quanto il settore pubblico venga percepito come esposto a corruzione, abuso di potere, scarsa trasparenza e debolezza dei controlli.
Perché questi Paesi finiscono in fondo
Secondo Transparency International, i Paesi con i punteggi più bassi sono spesso segnati da instabilità, repressione della società civile e istituzioni fragili.
Dove giornalisti, ONG, whistleblower e cittadini hanno meno spazio per denunciare abusi, diventa più difficile controllare chi ha potere. E quando i controlli saltano, la corruzione ha più spazio per crescere.
Il problema, quindi, non è solo “qualche politico disonesto”. La corruzione può avere effetti molto concreti: servizi pubblici più deboli, risorse sprecate, meno fiducia nelle istituzioni e meno possibilità per i cittadini di far valere i propri diritti.
I Paesi percepiti come meno corrotti
All’estremo opposto della classifica c’è la Danimarca, prima con 89 punti. Seguono Finlandia con 88 e Singapore con 84. Subito dopo troviamo Nuova Zelanda e Norvegia, entrambe con 81 punti.
Anche qui, però, serve una precisazione: un punteggio alto non significa che un Paese sia “perfetto” o completamente libero da problemi.
Transparency International sottolinea infatti che anche alcuni Paesi con score elevati possono avere criticità legate, per esempio, al riciclaggio di denaro o al movimento internazionale di fondi illeciti.
E l’Italia?
L’Italia si trova molto lontana sia dai primi posti sia dal fondo della classifica. Nel CPI 2025 ha ottenuto 53 punti su 100, con un calo di un punto rispetto all’anno precedente, e si posiziona al 52° posto su 182 Paesi e territori.
Il dato non mette l’Italia tra i Paesi più corrotti del mondo, ma nemmeno tra quelli considerati più “puliti”. Il messaggio è abbastanza chiaro: c’è ancora molto lavoro da fare su trasparenza, controlli, fiducia nelle istituzioni e prevenzione degli abusi.
Un problema globale, non solo dei Paesi ultimi in classifica
Il dato più preoccupante, però, è quello generale. La media globale del CPI 2025 è scesa a 42 punti su 100, il livello più basso da oltre dieci anni. Inoltre, più di due terzi dei Paesi monitorati ottengono un punteggio inferiore a 50.
Questo significa che la corruzione non è un problema lontano, confinato solo ai Paesi in guerra o in crisi. È una questione che riguarda anche democrazie consolidate, Stati economicamente forti e Paesi che fino a pochi anni fa sembravano più solidi.
La corruzione non si vede sempre in modo immediato. Ma quando entra nelle istituzioni, può cambiare la vita delle persone molto più di quanto sembri. Meno servizi, meno giustizia, meno opportunità. E, di riflesso, mina la fiducia dei cittadini nei confronti dello Stato.