Il bicchiere d'acqua lasciato sul comodino tutta la notte, al primo sorso del mattino, ha quasi sempre un sapore diverso da quello versato la sera prima: più piatto, vagamente acidulo. La causa non è il dormiveglia. Nel bicchiere, durante le ore di sonno, è successo qualcosa di concreto: un po' di chimica, un po' di fisica e, in parte, un contributo della bocca stessa.
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L'anidride carbonica rende l'acqua più acida
Nell'aria della stanza c'è anidride carbonica: nel corso della notte, una parte finisce per sciogliersi lentamente nell'acqua del bicchiere. Lì una piccola quota reagisce e forma acido carbonico, lo stesso composto che si trova, in dosi molto più generose, nelle bibite gassate.
Il risultato è un'acqua leggermente più acida: lasciata a lungo all'aria, l'acqua pura si stabilizza intorno a un pH di 5,6, contro il pH 7 della neutralità. Sono variazioni minime, del tutto innocue per la salute, ma il palato se ne accorge.
In una camera da letto chiusa, dove si respira per diverse ore di fila, l'anidride carbonica può accumularsi. È in questo ambiente che il bicchiere lasciato sul comodino assorbe la quota che poi cambia il sapore dell'acqua.
La temperatura cambia il gusto dell'acqua
Quando arriva la sera, nel bicchiere metti acqua fresca presa dal rubinetto oppure dal frigo. Al mattino ha raggiunto la temperatura della stanza, e proprio il freddo era ciò che la rendeva piacevole: l'acqua fresca attenua i sapori, quella tiepida li fa emergere tutti.
Quando aumenta la temperatura, l'acqua lascia andare parte dei gas presenti, dato che con il caldo riesce a trattenerne una quantità minore. Al mattino, sulle pareti del bicchiere si notano le bollicine: sono gas dell'aria sciolti nell'acqua che si liberano.
Se bevi acqua del rubinetto, nelle ore successive può ridursi anche il cloro impiegato per disinfettarla. Anche questo contribuisce a far cambiare il gusto rispetto alla sera prima.
La bocca secca altera il primo sorso
C'è un fattore che con il bicchiere in sé c'entra poco. Durante il sonno si produce meno saliva, e al risveglio la bocca è secca e impastata, con un retrogusto proprio.
Il primo sorso di acqua arriva su questo sfondo, e qualsiasi sapore risulta alterato dalla percezione del palato in quel momento. Lo stesso bicchiere, bevuto dopo essersi lavati i denti, sembrerebbe già un po' meno strano.
Dopo una notte l'acqua resta sicura
Per una notte, l'acqua lasciata sul comodino è sicura da bere. Da sola contiene ben poco di cui i microbi possano nutrirsi, e il cambio di sapore descritto finora resta innocuo.
Il gusto diverso del mattino, quindi, non segnala un rischio: è solo l'effetto di anidride carbonica, temperatura e bocca secca sommati insieme.
Bottiglie aperte e sole richiedono più attenzione
Le cose cambiano in alcuni casi specifici, legati non più a una singola notte ma a condizioni particolari del contenitore. Se dal bicchiere ci si è già bevuto, la saliva lascia tracce di batteri che, con il passare delle ore, hanno il tempo di moltiplicarsi.
Se un contenitore resta scoperto per giorni, può raccogliere polvere e insetti, e alla lunga favorire alghe e larve di zanzara. Se invece si tratta di una bottiglietta di plastica rimasta al sole, magari in auto, il calore può favorire il passaggio di sostanze dalla plastica all'acqua.
Il modo più semplice per evitare questi scenari è coprire il bicchiere, oppure usare una bottiglia con il tappo: meno aria, meno anidride carbonica, meno polvere a contatto con l'acqua.