Nella lista degli oldest trees, gli alberi più antichi del pianeta, spicca un pino che ha quasi 5.000 anni: si chiama Matusalemme, è cresciuto sulle White Mountains della California e il punto esatto in cui si trova non viene divulgato ufficialmente per proteggerlo. Il suo primato resta comunque in discussione: sulle stesse montagne è stato datato un esemplare senza nome a cui è stata attribuita un'età maggiore.
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Quanti anni ha Matusalemme
Matusalemme è un pino dai coni setolosi, specie Pinus longaeva: in inglese lo chiamano Great Basin bristlecone pine. La sua età è stimata in circa 4.850 anni, un numero che lo colloca tra gli alberi non clonali più antichi del pianeta.
Per fare i conti si parte dalla germinazione, cioè dal momento in cui il seme ha iniziato a crescere. Gli studiosi la collocano attorno al 2832 a.C.: nel 2026 il totale arriva così a 4.858 anni.
A trovarlo, negli anni Cinquanta, è stato Edmund Schulman, uno studioso che ha dedicato la vita alla ricerca degli alberi più antichi della Terra. I campioni del tronco sono stati prelevati nel 1957: all'epoca l'albero aveva 4.789 anni.
Ma come si calcola l'età di un albero così? Il metodo più diffuso studia gli anelli del tronco, confrontando le sequenze di crescita per riconoscere eventuali anelli mancanti o falsi. Su un albero vivo si lavora su un campione estratto con strumenti appositi, senza abbatterlo.
Negli anni successivi il dendrocronologo Tom Harlan, del Laboratorio di ricerca sugli anelli degli alberi dell'Università dell'Arizona, ha ricontrollato quei dati. Il verdetto: Matusalemme ha più di 4.800 anni.
Il nome viene dal patriarca biblico Matusalemme, nonno di Noè, il personaggio più longevo della Bibbia. Secondo il racconto sacro visse 969 anni, e in molte culture è diventato un simbolo di lunga vita.
C'è poi un dettaglio tecnico che conta. Matusalemme detiene il record di albero non clonale più antico con età confermata: è cresciuto come un unico individuo e non fa parte di una colonia clonale, cioè un gruppo di alberi geneticamente identici collegati dallo stesso sistema di radici.
A vederlo dal vivo non sembra un gigante. È alto 8-9 metri, molto meno di tanti alberi che hanno una frazione della sua età.
Dove si trova Matusalemme e chi lo protegge
L'area generale è nota. Matusalemme vive nella Ancient Bristlecone Pine Forest, sulle White Mountains, nella contea di Inyo, in California orientale, poco distante dal confine con il Nevada.
Cresce in una zona chiamata Methuselah Grove, a una quota compresa tra 2.900 e 3.000 metri sul livello del mare. Il punto esatto, invece, è un'altra storia.
Il servizio forestale degli Stati Uniti non ha mai rivelato la sua ubicazione precisa, come precauzione contro possibili vandalismi.
Per decenni nessuno ha condiviso foto dei singoli alberi. Le fotografie riconoscibili potevano aiutare a risalire al luogo, esponendo al rischio di vandalismo un organismo vivo da quasi cinque millenni.
Il segreto, però, ha retto fino al 2021. Quell'anno sono state riconosciute immagini dell'albero già presenti in un articolo del National Geographic e in un documentario, e la posizione è finita in rete. Oggi chi cerca online può individuare il punto con una certa facilità. La protezione ufficiale resta, ma la riservatezza è di fatto ampiamente superata.
Il rischio per gli alberi storici è concreto. Nel settembre 2023, in Inghilterra, è stato abbattuto di proposito il Sycamore Gap, un acero di circa 150 anni nel Northumberland, tra gli alberi più fotografati del Paese.
Cresceva in un avvallamento accanto al Vallo di Adriano, sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO, danneggiato anch'esso. Nel 2025 i due uomini responsabili sono stati condannati a quattro anni e tre mesi di carcere.
Un pino senza nome potrebbe batterlo
Prima di Matusalemme, il record apparteneva a un altro pino dai coni setolosi, Prometeo (il titano del mito greco che donò il fuoco agli uomini). Aveva un'età stimata di circa 4.900 anni quando, nel 1964, fu abbattuto da uno studente laureato, Donald Rusk Currey, che ottenne il permesso di abbattere l'albero per contare i suoi anelli e studiare le variazioni climatiche della Piccola Era Glaciale. Solo dopo il taglio ci si rese conto della straordinaria e inestimabile età dell'esemplare...
Poi c'è il caso più intrigante. Nel 2009 Tom Harlan ha datato un campione raccolto da Schulman sulle White Mountains prima della sua morte, proveniente da un pino vivo e senza nome. Secondo Harlan, quell'albero aveva 5.062 anni ed era ancora vivo nel 2010. Sarebbe quindi il più antico albero vivente verificato al mondo.
Il problema? Dopo la morte di Harlan, nel 2013, né l'albero né il campione sono stati più localizzati. Altre stime, come quella di Greenpeace, attribuiscono a questo esemplare circa 5.066 anni, a quasi 3.000 metri di quota.
Anche l'età di Matusalemme ha qualche crepa. Il dendrocronologo Matthew Salzer, dell'Università dell'Arizona, non è riuscito a riprodurre la stima di Schulman per la mancanza di un campione del nucleo: la sua valutazione è di circa 4.666 anni.
Altri candidati arrivano dal Regno Unito. Il botanico David Bellamy ha stimato 4.000-5.000 anni per il tasso di Llangernyw, in Galles, e circa 5.000 anni per il tasso di Fortingall, in Scozia: dati che, se confermati, potrebbero scalzare Matusalemme.
In Svezia c'è poi Old Tjikko, un abete rosso il cui tronco ha circa 600 anni. Le sue radici, però, sono molto più antiche: le stime oscillano, arrivendo però a toccare numeri da capogiro, tra gli 8.000 e 9.561 anni.
Il trucco sta nella clonazione. Quando il tronco muore, dallo stesso apparato radicale spunta un nuovo fusto: per questo Old Tjikko gioca in un'altra categoria rispetto a Matusalemme.
E l'Italia? L'albero più antico del Paese è considerato S'Ozzastru, un olivastro di Luras, in Sardegna, con un'età stimata tra 3.000 e 4.000 anni. Nel Parco nazionale del Pollino vive invece Italus, un pino loricato: è l'albero più antico d'Europa datato con metodo scientifico.
Il segreto di una vita lunghissima
Il pino dai coni setolosi del Great Basin è ritenuto la specie arborea non clonale più longeva del mondo. Cresce sulle montagne più alte di California, Nevada e Utah.
Qui le condizioni sono durissime, e proprio questo è il punto. In un ambiente così ostile l'albero cresce lentissimo, e quella lentezza diventa la sua assicurazione sulla vita.
Crescendo poco ogni anno, il pino produce un legno molto denso. Questo tipo di legno resiste meglio a marciume, insetti e funghi.
Le radici sono soprattutto superficiali e molto ramificate, per assorbire meglio l'acqua in un ambiente arido.
Questi pini sopportano venti gelidi e temperature estreme che metterebbero in crisi gran parte delle altre specie.
Tutta questa resistenza si vede a occhio nudo. Gli esemplari più vecchi hanno un colore giallo-arancio, profonde fessure nella corteccia e grossi rami nodosi, tipici degli alberi d'alta quota.
Per la scienza alberi così sono archivi viventi. Dagli anelli del tronco si ricavano informazioni sul clima del passato, anno per anno, per migliaia di anni.
Il titolo di albero più antico del mondo, però, resta conteso: finché il pino senza nome di Harlan non verrà ritrovato, il record ufficiale resta a Matusalemme.