È diventato campione del mondo di Formula 1 prima ancora di compiere 21 anni. Ma fino a poco tempo fa doveva ancora finire la scuola, e sua madre continua a chiamarlo "Topo".
Andrea Kimi Antonelli, il talento bolognese della Mercedes, ha appena scritto una pagina di storia del motorsport: il 1° novembre 2026, grazie al terzo posto nel Gran Premio del Messico, ha conquistato il suo primo titolo mondiale a 20 anni e 68 giorni, diventando il più giovane campione di sempre.
Un risultato che ha riportato l'Italia sul tetto della Formula 1 dopo 73 anni, dall'ultimo trionfo di Alberto Ascari nel 1953. Ma dietro il pilota capace di battere ogni record si nasconde anche un ragazzo con una storia decisamente particolare.
Tra compiti di matematica, vacanze trasformate in gare e piccoli stratagemmi per avvicinarsi al mondo delle corse, ecco sette curiosità su Kimi Antonelli che forse non conoscevi.
Indice
- Faceva i compiti tra un Gran Premio e l'altro (e odiava matematica)
- Ha pianto durante l'ultimo giro del Mondiale: "Non vedevo la pista"
- Ha battuto un record di Charles Leclerc mentre era in vacanza
- Ricorda a memoria i tempi sul giro di tutte le piste su cui ha corso
- Per tutti è Kimi, ma sua mamma continua a chiamarlo "Topo"
- Da bambino è entrato di nascosto nel paddock dentro una pila di pneumatici
- Ha preso prima la patente di Formula 1 e poi quella per guidare su strada
Faceva i compiti tra un Gran Premio e l'altro (e odiava matematica)
Immagina di dover preparare una verifica mentre ti alleni per correre contro i migliori piloti del mondo. Per Kimi Antonelli, fino al 2025, era praticamente la normalità.
Durante la sua prima stagione in Formula 1, il giovane pilota ha dovuto conciliare gli impegni con la Mercedes con l'ultimo anno di scuola superiore, frequentato all'Istituto Salvemini di Casalecchio di Reno, nell'indirizzo Relazioni Internazionali per il Marketing.
Tra viaggi, allenamenti e gare, seguiva le lezioni online attraverso le registrazioni messe a disposizione dalla scuola e cercava di ritagliarsi il tempo necessario per studiare.
La materia più ostica? Matematica, che ha ammesso di non amare particolarmente. Inglese ed educazione fisica, invece, erano tra le sue preferite.
E se qualcuno si chiede perché non abbia semplicemente lasciato perdere gli studi, la risposta è arrivata dallo stesso Antonelli durante il podcast The Fast and the Curious: dopo tanti anni passati sui libri, sarebbe stato un peccato fermarsi proprio alla fine.
Senza dimenticare che sua madre teneva particolarmente al completamento del percorso scolastico.
Ha pianto durante l'ultimo giro del Mondiale: "Non vedevo la pista"
Il momento più importante della sua carriera è arrivato il 1° novembre 2026, al Gran Premio del Messico.
Ad Antonelli bastava un nono posto per conquistare matematicamente il titolo mondiale, ma il pilota della Mercedes è riuscito a chiudere addirittura terzo, alle spalle di Max Verstappen e Lewis Hamilton.
Un risultato storico: a 20 anni e 68 giorni ha battuto il precedente record di Sebastian Vettel, che nel 2010 era diventato campione del mondo a 23 anni. L'emozione, però, ha rischiato di prendere il sopravvento proprio quando mancavano pochi chilometri al traguardo.
Nella conferenza stampa successiva alla gara, Kimi ha raccontato di aver rallentato nell'ultimo giro perché le lacrime gli impedivano quasi di vedere la pista. Per evitare errori, ha preferito alleggerire il ritmo e portare la macchina fino alla bandiera a scacchi.
Un momento che racconta quanto quel titolo, inseguito fin da bambino, significasse per lui.
Ha battuto un record di Charles Leclerc mentre era in vacanza
Per alcuni le vacanze sono sinonimo di riposo. Per Kimi Antonelli, evidentemente, anche un kart a noleggio può trasformarsi in una sfida.
Durante un viaggio di famiglia a Mykonos, in Grecia, il giovane pilota si è cimentato su una pista di kart dove in precedenza aveva corso anche Charles Leclerc, riuscendo a migliorare il tempo del ferrarista.
Ma non si è trattato di un caso isolato. Nell'estate del 2026, durante una vacanza in Sardegna, Antonelli ha ripetuto l'impresa sulla Pista dei Campioni di Baja Sardinia, in Costa Smeralda.
Il precedente record di Leclerc era di 43 secondi netti. Kimi ha fermato il cronometro a 42,827 secondi, conquistando il primato del circuito. Insomma, quando si tratta di andare veloce, Antonelli sembra non conoscere la differenza tra lavoro e tempo libero.
Ricorda a memoria i tempi sul giro di tutte le piste su cui ha corso
C'è chi fatica a ricordare cosa ha mangiato il giorno prima e chi, invece, riesce a memorizzare centinaia di tempi sul giro. Kimi Antonelli appartiene decisamente alla seconda categoria.
Il pilota italiano possiede una memoria particolarmente sviluppata per i numeri legati alle corse: riesce a ricordare con estrema precisione molti dei tempi registrati nelle varie sessioni, sui circuiti in cui ha gareggiato, e persino alcuni risultati dei suoi avversari.
Un'abilità che non è soltanto una curiosità. Lo stesso Antonelli ha spiegato di aver allenato questa capacità per confrontare le prestazioni ottenute su una pista in momenti diversi e capire, per esempio, quanto siano cambiate le condizioni di aderenza.
La sua memoria è stata messa alla prova anche pubblicamente. Durante un confronto con Oliver Bearman, Kimi è riuscito a ricordare il tempo di una qualifica disputata anni prima in Formula 4, lasciando sorpresi gli altri piloti.
Una sorta di archivio vivente della propria carriera, che gli permette di avere sempre a disposizione un'incredibile quantità di informazioni.
Per tutti è Kimi, ma sua mamma continua a chiamarlo "Topo"
Il mondo lo conosce come Kimi Antonelli, ma il suo primo nome è in realtà Andrea. Tra amici e familiari viene chiamato anche Andy, mentre sua madre Veronica ha conservato un soprannome decisamente più tenero: "Topo".
Un nomignolo che continua a usare anche ora che il figlio è diventato il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1.
La famiglia, del resto, ha avuto un ruolo fondamentale nella sua crescita. Il padre Marco, ex pilota e titolare di una scuderia automobilistica, lo ha avvicinato ai motori fin da piccolo.
La madre Veronica, che prima lavorava alle Poste, ha seguito da vicino il suo percorso sportivo, senza perdere di vista la scuola e la vita quotidiana.
E c'è un altro dettaglio curioso: nonostante il successo raggiunto, Kimi continua a ricevere una paghetta mensile gestita dalla madre, che vuole insegnargli a dare il giusto valore al denaro.
Per milioni di appassionati è il nuovo re della Formula 1. In famiglia, invece, resta semplicemente Andrea.
Da bambino è entrato di nascosto nel paddock dentro una pila di pneumatici
La passione per la Formula 1 è cominciata molto prima che Antonelli potesse immaginare di diventarne protagonista.
Nel 2014, quando aveva appena sette anni, Kimi accompagnò suo padre Marco al circuito di Hockenheim, in Germania, dove quest'ultimo era impegnato nel weekend di gara.
C'era però un problema: era troppo piccolo per poter accedere al paddock della Formula 1.
Il padre decise allora di escogitare uno stratagemma decisamente insolito: nascose il figlio all'interno di una pila di pneumatici sistemata su un carrello, aggiungendo un ombrello per renderlo meno visibile.
Il piano funzionò. Kimi riuscì a entrare nell'area riservata e, grazie all'aiuto di un conoscente del padre che gli procurò un pass, poté visitare il paddock e la pit lane. A raccontare l'episodio, anni dopo, è stato lo stesso Antonelli in un'intervista pubblicata dal sito ufficiale della Formula 1.
All'epoca doveva nascondersi tra le gomme per avvicinarsi ai suoi idoli. Oggi è lui uno dei piloti che i bambini sognano di incontrare.
Ha preso prima la patente di Formula 1 e poi quella per guidare su strada
Può sembrare un paradosso, ma Kimi Antonelli ha ottenuto il permesso per guidare una monoposto di Formula 1 prima ancora di poter condurre da solo una normale automobile sulle strade italiane.
Il pilota aveva infatti già conquistato la Superlicenza FIA, il documento necessario per gareggiare nella massima categoria automobilistica, ma non possedeva ancora la patente B.
L'esame di guida è arrivato solt nel gennaio 2025, quando aveva 18 anni, poche settimane prima del debutto ufficiale con la Mercedes. E anche un talento abituato a guidare automobili da corsa ha dovuto fare i conti con una difficoltà molto comune tra i neopatentati: il parcheggio in retromarcia.
Secondo il racconto riportato dalla Gazzetta dello Sport, la sera prima dell'esame Kimi si esercitò con l'auto della zia proprio perché non aveva familiarità con quella manovra.
Alla fine, la prova andò bene e Antonelli poté festeggiare anche questo traguardo, annunciandolo sui social con un semplice messaggio: "Missione completata".
D'altronde, diventare un pilota di Formula 1 non significa necessariamente essere già pronti per l'esame della patente.
E forse è proprio questo uno degli aspetti più sorprendenti della storia di Kimi: dietro risultati straordinari ci sono anche esperienze quotidiane che lo rendono molto più vicino ai suoi coetanei di quanto si possa pensare.