Illustrazione di due giovani seduti sul divano mentre guardano uno smartphone

«Mamma, hai appena perso tutta la tua aura.» Se una frase così ti ha lasciato a bocca aperta, sei in buona compagnia. Il linguaggio dei ragazzi cambia alla velocità dei social. Alcune parole che sembrano nate per scherzo sono finite nei dizionari più importanti del mondo. Ecco le dieci che senti più spesso, spiegate senza giudizi.

Indice

  1. 1. Aura
  2. 2. Rizz
  3. 3. Delulu
  4. 4. Brain rot
  5. 5. Rage bait
  6. 6. Cringe
  7. 7. Ghostare
  8. 8. Flexare
  9. 9. Slay
  10. 10. Skibidi
  11. Un consiglio per i genitori

1. Aura

Non c'entrano né i cristalli né l'energia. Per i ragazzi l'aura è il carisma, quel «qualcosa» che rende una persona sicura di sé e affascinante. Si guadagnano e si perdono «punti aura»: inciampare davanti a tutti fa perdere aura, rispondere con calma a una provocazione la fa guadagnare. La Treccani l'ha registrata tra i suoi neologismi proprio con questo significato. Dalla stessa famiglia viene aura farming, cioè coltivare apposta un'immagine da persona affascinante e imperturbabile. Nel 2025 è stata una delle tre finaliste della parola dell'anno di Oxford.

2. Rizz

È la capacità di conquistare qualcuno, di fare colpo. Secondo i lessicografi di Oxford è una forma accorciata di charisma, «carisma». Chi «ha rizz» sa flirtare. Nel 2023 è stata la parola dell'anno dell'Oxford University Press, scelta dagli esperti dopo un voto a cui hanno partecipato oltre 30.000 persone.

3. Delulu

Viene da delusional, cioè «illuso», «fuori dalla realtà». Si usa, spesso con autoironia, per chi si convince di cose irrealistiche: «Sono delulu, penso ancora che mi risponderà». La Treccani l'ha inserita tra i neologismi nel 2024 e dall'agosto 2025 è anche nel Cambridge Dictionary.

4. Brain rot

Letteralmente «cervello che marcisce». Indica il presunto deterioramento delle capacità mentali di chi consuma troppi contenuti banali online, e per estensione quei contenuti stessi. È stata la parola dell'anno Oxford del 2024. Curiosità: la prima attestazione nota è di Henry David Thoreau, in Walden, nel 1854. E spesso sono proprio i ragazzi a usarla per prendersi in giro da soli.

5. Rage bait

«Esca per la rabbia»: un contenuto creato apposta per far arrabbiare chi lo guarda e spingerlo a commentare, così da far crescere visualizzazioni e interazioni. È la parola dell'anno 2025 dell'Oxford University Press. Utile conoscerla: aiuta anche gli adulti a non cadere nelle provocazioni online.

6. Cringe

Imbarazzante, qualcosa che mette a disagio chi guarda. Il balletto del genitore alla festa? Cringe. Viene dall'inglese to cringe, che tra i suoi significati ha «rabbrividire» e «provare imbarazzo». L'Accademia della Crusca le ha dedicato una scheda già nel 2021, insieme alle forme italianizzate «cringiare» e «cringiante».

7. Ghostare

Sparire all'improvviso, smettere di rispondere ai messaggi senza spiegazioni, come un fantasma (ghost). Si «ghosta» un amico, una persona con cui ci si frequentava, a volte perfino un impegno. Anche questa parola ha una scheda della Crusca, che la definisce come la fine di una relazione con lo stop improvviso a ogni comunicazione.

8. Flexare

Vantarsi, mettere in mostra qualcosa: un paio di scarpe nuove, un voto alto, un viaggio. Viene dall'inglese to flex, che vuol dire anche «mostrare i muscoli». Spesso ha una sfumatura ironica: chi flexa troppo rischia di risultare antipatico.

9. Slay

Fare qualcosa in modo impeccabile, «spaccare». «Hai visto il suo outfit? Slay.» È un complimento. In italiano è nato anche il verbo slayare («hai slayato»), che la Treccani ha registrato tra i neologismi.

10. Skibidi

Il caso più spiazzante: una parola che non ha un significato preciso. È esplosa con Skibidi Toilet, una serie di video animati diventata virale su YouTube. I ragazzi la usano per scherzo, ora per dire «fantastico», ora «terribile». Il Cambridge Dictionary, che l'ha accolta nell'agosto 2025, la definisce proprio così: può voler dire «cool» o «brutto», oppure niente.

Un consiglio per i genitori

Non serve usare queste parole per farsi capire dai figli: anzi, detto da un adulto, «slay» rischia di essere molto cringe. Serve però conoscerle. Chiedere «che cosa vuol dire?» con curiosità, senza ironia, è spesso il modo più semplice per aprire una conversazione. E se vuoi stupirli davvero, ricorda che anche il latino ha frasi con tanta aura.

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale.

Ti piacciono notizie come questa?
Aggiungici ai preferiti su Google, seguici sul canale WhatsApp o su Google News.
«Torneresti in Italia? Ma sei scemo?!» La cruda verità sui cervelli in fuga

Perché 400.000 italiani hanno lasciato il Paese negli ultimi 15 anni? Ne parla Giulia Pastorella, deputata e autrice di Exit Only, che mette in chiaro le ragioni della fuga dei nostri talenti

Guarda il video