
Calice stretto dalla coppa: errore classico. Il vino si scalda e sul vetro restano le impronte, mentre la presa giusta è sullo stelo.
Succede a un matrimonio, a una cena di lavoro o a un primo appuntamento in un locale con troppe forchette (di quelle situazioni in cui tutti fingono di sapere cosa fare). Il cameriere, intanto, ha già notato tutto.
Il bicchiere da vino è solo l'inizio: ci sono i segnali con le posate, il famoso trucco delle mani e una regola sul telefono. Vediamo insieme il galateo a tavola in versione express, partendo dal calice.
Indice
Il bicchiere da vino si tiene per lo stelo
Dita sullo stelo, mai sulla coppa. Il calice si impugna da lì, e il motivo è tutto pratico.
La coppa a contatto con la mano ha due effetti collaterali: scalda il vino e lascia impronte sul vetro. Il calore del palmo passa al bicchiere e da lì al contenuto (a quel punto il vino bianco fresco diventa tiepido).
Con la presa giusta il vino mantiene la temperatura con cui è arrivato in tavola e il bicchiere resta pulito, senza ditate in bella vista.
I segnali silenziosi che solo il cameriere sa leggere
Nel fine dining esiste un linguaggio silenzioso che quasi nessuno ci ha mai insegnato. Parlano anche i gesti dei commensali, non solo il personale di sala.
Con coltello e forchetta puoi dire allo staff "sto solo facendo una pausa" oppure "puoi portare via il piatto", senza aprire bocca. Queste regole servono a evitare che qualcuno si macchi con la zuppa, si allunghi sopra un vicino o si veda togliere il piatto a metà boccone.
L'etichetta, insomma, non c'entra con lo sfoggio di eleganza. C'è poi il trucco della "b" e della "d", che salva dal rubare il panino al vicino. Basta toccare i pollici agli indici formando un cerchio con ogni mano:
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la mano sinistra disegna una "b", come bread, il pane;
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la mano destra disegna una "d", come drink, la bevanda.
Il pane va quindi a sinistra del piatto e il bicchiere a destra.
Posate e telefono completano il galateo
Posate usate, posate sul piatto. Quando coltello o forchetta hanno toccato il cibo, la tovaglia diventa zona vietata: restano sul piatto, sempre.
Per dire "sono in pausa" si appoggiano a formare una V rovesciata, così il piatto resta dov'è. Per dire "ho finito", coltello e forchetta vanno affiancati con i manici verso le ore 4: il personale capisce che può portare via.
Poi c'è lo smartphone. Il telefono va in tasca o nella borsa: anche a schermo in giù, sul tavolo, comunica che preferiresti essere altrove (e chi ti siede accanto lo percepisce al volo).
Restano tre regole rapide: il tovagliolo si stende sulle gambe appena ti siedi, i piatti passano verso destra e i gomiti stanno giù mentre usi le posate.