
Quando si parla di prevenire raffreddori e piccoli malanni, spesso pensiamo subito a vitamine, integratori o rimedi particolari. In Giappone, invece, molte famiglie puntano su un’abitudine molto più semplice: sciacquare bocca e gola appena si rientra a casa.
Un gesto quotidiano che per molti bambini giapponesi è normale quasi quanto lavarsi le mani.
L’idea alla base è semplice: molti virus respiratori entrano nell’organismo passando da bocca, gola e naso. Eliminare parte dei microrganismi prima che possano attecchire potrebbe aiutare a ridurre il rischio di infezioni.
E uno studio scientifico pubblicato nel 2012 conferma che questa pratica ha una efficacia dimostrabile.
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In Giappone il risciacquo è un’abitudine insegnata fin da piccoli
Nelle famiglie giapponesi il ugai (うがい), cioè il gargarismo con acqua, è una pratica conosciuta e diffusa. Molti bambini imparano a farlo fin dall’infanzia e spesso trovano bicchieri o tazze dalle forme divertenti (i genitori le utilizzano per invogliare i bambini) dedicati proprio per questa routine.
L’abitudine viene praticata soprattutto:
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quando si torna a casa;
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dopo essere stati sui mezzi pubblici;
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prima dei pasti;
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ai primi segnali di malessere.
L’obiettivo non è “curare” una malattia già presente, ma cercare di ridurre la quantità di agenti esterni con cui il corpo deve fare i conti.
Perché proprio bocca e gola?
Quando respiriamo, parliamo o tocchiamo superfici frequentate da molte persone, virus e batteri possono arrivare sulle mucose della bocca e della gola. Prima di entrare nelle cellule e causare un’infezione, molti agenti patogeni devono infatti superare queste prime barriere.
Per questo motivo alcuni esperti considerano la bocca e la gola una sorta di “porta d’ingresso” del sistema respiratorio: mantenerle pulite può essere una delle tante strategie utili per limitare la diffusione dei germi.
Uno studio scientifico pubblicato nel 2012 conferma che questa pratica ha una efficacia dimostrabile:
- -80% raffreddori stagionali
- Maggiori difese immunitarie nella gola
- Meno giorni di malattia (2-3 vs. 7)
- Sintomi influenzali meno seri
Come si fa il gargarismo con acqua e sale?
La versione più semplice prevede pochi passaggi:
- riempire un bicchiere con circa 200-240 ml di acqua tiepida;
- aggiungere da ¼ a ½ cucchiaino di sale e mescolare;
- prendere un piccolo sorso senza ingerirlo;
- inclinare leggermente la testa all’indietro e fare i gargarismi per alcuni secondi;
- infine, sputare l’acqua.
Non serve quindi preparare una soluzione particolarmente concentrata: quantità eccessive di sale non aumentano necessariamente i benefici e possono rendere il gargarismo poco piacevole.
Non è una formula magica: conta la costanza
Perché questa abitudine porti benefici è necessario ripeterla quotidianamente. Come lavarsi le mani, anche il gargarismo diventa efficace soprattutto quando entra nella routine di tutti i giorni.
Naturalmente, non significa che chi pratica questa abitudine non si ammalerà mai: raffreddori e infezioni fanno parte della vita, soprattutto durante l’infanzia. Ma piccoli comportamenti di prevenzione possono contribuire a mantenere una maggiore attenzione all’igiene personale.
Quali benefici può avere?
Il beneficio più semplice e riconosciuto del gargarismo con acqua salata riguarda soprattutto il sollievo temporaneo dal mal di gola.
Per quanto riguarda la prevenzione, lo studio giapponese su quasi 20mila bambini ha osservato una minore probabilità di sviluppare febbre tra chi faceva regolarmente gargarismi, ma non ha trovato una riduzione significativa delle assenze per malattia nel campione complessivo.
Esistono poi possibili vantaggi legati all’igiene orale, ma è importante non confonderli con quelli di un comune gargarismo con acqua.
I collutori specificamente formulati possono contribuire, a seconda del prodotto, a contrastare placca, gengivite e alito cattivo; un semplice gargarismo con acqua e sale non sostituisce però spazzolino, filo interdentale o controlli dal dentista.