Apri Instagram, rispondi a un messaggio su WhatsApp, scorri qualche video su TikTok e poi, prima di mettere via il telefono, compi il solito rituale: apri la schermata delle applicazioni recenti e le chiudi tutte, una dopo l'altra.
Il motivo? Sei convinto che lasciarle aperte consumi batteria e che, eliminandole dalla schermata, il tuo smartphone possa durare qualche ora in più.
Se anche tu hai questa abitudine, potresti aver sprecato parecchio tempo. Chiudere continuamente tutte le app non è necessariamente utile per risparmiare energia. Anzi, in alcune circostanze, doverle riaprire da zero può richiedere più risorse rispetto a riprenderle dallo stato in cui erano rimaste.
Il motivo è legato al modo in cui funzionano i moderni sistemi operativi: sia iOS sia Android sono progettati per gestire automaticamente memoria, processi e attività in background. E soprattutto, un'app che compare nell'elenco delle applicazioni recenti non è detto che stia davvero lavorando o consumando batteria.
Ma allora perché lo facciamo? E quali sono i trucchi che funzionano davvero per aumentare l'autonomia del telefono?
Indice
Perché le app aperte non consumano necessariamente batteria
Il primo equivoco nasce proprio dalla schermata delle applicazioni recenti. Quando scorri verso l'alto sul telefono e vedi tutte le app utilizzate durante la giornata, potresti pensare che siano ancora tutte in funzione.
In realtà, avere un'app nell'elenco delle attività recenti non significa che questa stia utilizzando continuamente il processore.
Su iPhone, per esempio, molte applicazioni vengono sospese quando non sono più in primo piano. In questo stato possono rimanere pronte per essere riprese, senza continuare necessariamente a svolgere operazioni.
Anche Android dispone di sistemi che regolano automaticamente l'esecuzione delle app in base all'utilizzo e alle risorse disponibili.
Naturalmente esistono delle eccezioni: applicazioni che riproducono musica, utilizzano il GPS o eseguono determinate attività in background possono continuare a consumare energia anche quando non le stai guardando.
Il punto, però, è che non tutte le app visibili nella schermata del multitasking stanno effettivamente scaricando la batteria.
Chiudere e riaprire continuamente le app può consumare più energia?
Immagina di entrare in una stanza, accendere il computer, aprire tutti i programmi che ti servono e poi spegnere tutto ogni volta che ti allontani per pochi minuti. Quando torni, devi ripetere l'intera operazione.
Con le applicazioni dello smartphone può accadere qualcosa di simile. Quando chiudi forzatamente un'app, il sistema potrebbe dover ricaricare da zero alcuni componenti alla successiva apertura, invece di riprendere quelli conservati in memoria.
Questo processo richiede risorse e, in determinate circostanze, può comportare un consumo energetico maggiore.
Non significa che riaprire un'app scarichi sempre più batteria che lasciarla in background: il consumo effettivo dipende dal dispositivo, dall'applicazione e dalle attività che sta svolgendo.
Ma chiudere sistematicamente tutte le app non rappresenta una strategia affidabile per aumentare l'autonomia.
Quando conviene davvero chiudere un'app?
Questo non significa che le applicazioni debbano rimanere sempre aperte, indipendentemente da ciò che accade. Ci sono situazioni in cui chiudere un'app può essere utile, soprattutto quando qualcosa non funziona come dovrebbe.
Se un'applicazione si blocca, non risponde ai comandi o presenta un comportamento anomalo, chiuderla e riaprirla può aiutare a risolvere il problema. Inoltre, se noti un consumo anomalo della batteria, è opportuno verificare quale applicazione ne sia responsabile.
Su Android, per esempio, alcuni dispositivi permettono di limitare il funzionamento in background delle app che utilizzano troppe risorse. Su iPhone, invece, puoi consultare le statistiche della batteria e valutare se modificare le impostazioni di aggiornamento delle applicazioni in background.
Insomma, il problema non è avere tante app nell'elenco delle attività recenti, ma capire quali stanno effettivamente consumando energia.
Come risparmiare davvero batteria sullo smartphone: 5 consigli utili
Se vuoi arrivare a sera senza cercare disperatamente una presa di corrente, ci sono alcune abitudini decisamente più efficaci che chiudere compulsivamente ogni applicazione.
1. Riduci la luminosità dello schermo. Il display è uno dei componenti che possono incidere maggiormente sui consumi. Abbassare la luminosità, quando possibile, può aiutare a prolungare l'autonomia.
2. Controlla quali app consumano più batteria. Su iPhone e Android puoi consultare le statistiche dei consumi nelle impostazioni. In questo modo puoi individuare eventuali applicazioni particolarmente energivore, invece di chiuderle tutte indistintamente.
3. Utilizza il risparmio energetico. Le modalità dedicate possono limitare alcune attività in background, effetti visivi e altre funzioni per ridurre i consumi.
4. Controlla la localizzazione e l'attività in background. Alcune applicazioni hanno bisogno di accedere alla posizione o di aggiornarsi anche quando non sono aperte. Verifica le autorizzazioni e limita quelle non necessarie, senza compromettere le funzioni che utilizzi davvero.
5. Evita temperature eccessive. Il caldo può incidere negativamente sulle prestazioni e sulla salute della batteria. Meglio non lasciare il telefono sotto il sole diretto o in ambienti particolarmente caldi.
Il tuo smartphone è progettato per gestire gran parte di queste operazioni autonomamente. E se vuoi davvero far durare di più la batteria, è molto meglio intervenire sulle impostazioni e sulle attività che consumano energia, piuttosto che eliminare continuamente le app dalla schermata.