
Tornano i termosifoni, ma rischiano di scaldarsi anche le bollette.
Dal 15 ottobre 2026 è possibile riaccendere i riscaldamenti in molte città italiane, proprio mentre arrivano nuove stime poco incoraggianti: secondo Facile.it, riscaldare casa potrebbe costare in media 1.016 euro a stagione, il 26% in più rispetto allo scorso anno, a parità di consumi e considerando le attuali tariffe del mercato libero a prezzo bloccato.
Attenzione però al calendario: non tutti possono accendere i termosifoni nello stesso giorno. Da Milano a Roma, fino a Napoli e alle località di montagna, le date cambiano in base alla zona climatica del comune, secondo quanto stabilito dal Dpr 74/2013.
Vediamo quando sarà possibile accendere i riscaldamenti.
Indice
Quando si possono accendere i riscaldamenti
In Italia il calendario dei riscaldamenti non segue le regioni, ma sei zone climatiche comunali, dalla A alla F, stabilite dal Dpr 74/2013. Significa che due comuni della stessa regione possono avere date diverse, a seconda di latitudine e clima locale.
La prima a partire è la zona E, che può accendere i termosifoni già dal 15 ottobre 2026 fino al 15 aprile 2027, per un massimo di 14 ore al giorno comprese tra le 5 e le 23.
Fa eccezione parte dell'Emilia-Romagna: per la stagione 2026-2027 la Regione ha disposto il posticipo dell'accensione al 1° novembre 2026 nei comuni di Pianura Est, Pianura Ovest e nell'agglomerato di Bologna.
Roma, Napoli e Sardegna: le date delle grandi città
Nel territorio di Roma e in gran parte dei comuni del Lazio, inseriti nella zona D, i termosifoni possono essere accesi dal 1° novembre 2026 al 15 aprile 2027, fino a un massimo di 12 ore al giorno.
In zona C, che comprende Napoli, Bari, Lecce, Cagliari, Oristano e Sassari, l'accensione è consentita dal 15 novembre 2026 al 31 marzo 2027, con un tetto di 10 ore al giorno.
Tra le città già partite il 15 ottobre, in zona E, ci sono anche Milano e Torino, dove il riscaldamento dovrà spegnersi entro il 15 aprile 2027.
Le zone A, B e F: dai comuni più miti alle montagne
Nelle zone più calde del Paese l'accensione slitta ancora più avanti. In zona A, a cui appartengono comuni come Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle, i termosifoni si accendono dal 1° dicembre al 15 marzo, per massimo 6 ore al giorno: il limite più basso di tutti.
In zona B il periodo va dal 1° dicembre al 31 marzo, con un massimo di 8 ore quotidiane. La zona D, come visto per Roma, arriva fino al 15 aprile con 12 ore, mentre la zona C si ferma al 31 marzo con 10 ore.
C'è poi la zona F, che comprende le località più fredde, dalle Alpi all'Appennino: qui non esistono limiti, né sul periodo né sulle ore di accensione, e i riscaldamenti possono restare accesi tutto l'anno.
Quanto costerà riscaldare casa e come risparmiare
Secondo le stime di Facile.it, con le attuali tariffe del mercato libero a prezzo bloccato, il costo medio per riscaldare casa può arrivare a 1.016 euro a stagione: a parità di consumi, è il 26% in più rispetto allo scorso anno.
Qualcosa si può comunque fare per contenere la spesa. Passare dalla tariffa meno conveniente a quella migliore disponibile sul mercato può far risparmiare fino al 27%.
Abbassare il riscaldamento di un solo grado vale quasi 95 euro in bolletta, mentre ridurre l'accensione di un'ora al giorno fa risparmiare circa 32 euro l'anno.
Occhio anche alle alternative: una stufetta elettrica può costare fino a 2 euro al giorno, a seconda della potenza e delle ore di utilizzo. E un dettaglio spesso sottovalutato, coprire i radiatori con mobili, tende pesanti o panni, può far salire la bolletta fino al 5%.