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I verbi causativi indicano un'azione che il soggetto fa compiere agli altri. Mentre in italiano questa sfumatura si esprime tramite una perifrasi con il verbo "fare" seguito dall'infinito (es.: faccio costruire), in latino si fa ricorso ad alcuni verbi aventi un valore causativo (es.: arcesso, "far venire"; fugo, "far fuggire"; moneo, "far ricordare".

In luogo di un verbo
propriamente causativo è possibile trovare determinate perifrasi:


    Facio, efficio o induco seguiti da ut e il congiuntivo ("fare in modo che")
    Es.: Fac ut sciam, "fammelo sapere"


    Facio o induco seguito dal participio presente ("rappresentare") in funzione di complemento predicativo dell'oggetto.
    Es.: Polyphemum Homerus colloquentem facit, "Omero fa parlare Polifemo".


    Iubeo seguito dall'accusativo e l'infinito
    Es.: Petreius cohortes incedere iubet, "Petreio fa avanzare le coorti".
    N.B: Se la persona non viene indicata, utilizzo un infinito passivo.


    Curo seguito dal gerundivo:
    Es.: Dux exercitum navibus transportandum curaverat, "Il duce aveva fatto trasportare l'esercito con delle navi"


    Cogo seguito da un infinito:
    Es.: Dux equites coegit cedere, "Il duce fece arretrare i cavalieri".

Infine bisogna ricordare che il valore causativo di alcuni verbi va desunto dal contesto.

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