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Le declinazioni in latino: nozioni preliminari


All’interno di una frase, ogni nome ha una funzione logica: complemento di specificazione, complemento oggetto, complemento di termine, ecc… In italiano la funzione logica può essere resa da un articolo, da una preposizione o, a volte, anche dallo stesso ordine delle parole
Es. La ragazza è intelligente – Ho visto una ragazza – Sono uscito con una ragazza – Ho parlato alla ragazza – Ecco il libro della ragazza
In queste frasi la parola “ragazza” è soggetto, complemento oggetto, complemento di compagnia, complemento di termine, complemento di specificazione ed ogni volta è preceduto o da un articolo o da una preposizione
In latino non è così. La funzione logica di un termine si deduce dalla parola stessa e soprattutto dalla desinenza
Puellă = la ragazza (soggetto)
Puellae = della ragazza (specificazione), alla ragazza (termine)
Puellam = la ragazza (complemento oggetto)
Puellā = con la ragazza (complemento di compagnia, mezzo, causa, ecc…)
Ecco perché in latino, le declinazioni rivestono un ruolo importante: per determinare la funzione logica di un termine. D’altra parte l’ordine delle parole in latino non è significativo perché esiste molta libertà; in ogni modo, di solito il verbo si colloca infondo valla frase ed il complemento di specificazione prima del sostantivo di riferimento
Amicitia omnibus grata est = L’amicizia è gradita a tutti
Avae fabulae pueris gratae sunt = Le favole della nonna sono gradite ai bambini
In latino, la declinazione comporta sei casi: nominativo, genitivo, dativo, accusativo, vocativo, ablativo. Nel latino arcaico esisteva anche il genitivo locativo.
Il nominativo, l’accusativo ed il vocativo si chiamano casi diretti
Il genitivo, il dativo e l’ablativo sui chiamano casi indiretti.
• Il nominativo ha funzione di soggetto
• Il genitivo ha funzione di complemento di specificazione
• Il dativo ha funzione di complemento di termine
• l’accusativo ha funzione di complemento oggetto
• il vocativo ha funzione di complemento di vocazione
• l’ablativo indica un complemento di mezzo, di causa, di compagnia e tanti altri.
Sul dizionario, ogni termine viene indicato con la voce al nominativo e con la desinenza della voce al genitivo, oppure con le due voci scritte per intero
Esempio: puella,-ae lupus, -i imperator, -imperatoris canis, -canis

Ovviamente, ognuno dei sei casi, oltre al singolare, ha anche un plurale, per un totale di 12 uscite (l’uscita e la desinenza della parola od elemento finale della stessa). Per fortuna in alcune situazioni, alcune desinenze coincidono e sono le stesse pur indicando casi diversi.
In latino esistono sostantivi, maschili, femminili e neutri. Di solito sono neutri i termini che indicano esseri inanimati, ma non è sempre così, per cui è sempre auspicabile consultare il dizionario

Esistono 5 declinazioni, ognuna con sei uscite al singolare e sei al plurale. Per capire a quale declinazione appartiene un nome, è sufficiente consultare il vocabolario e fare attenzione al genitivo.
1.a declinazione: il genitivo esce in -ae
2.a declinazione: il genitivo esce in -i
3.a declinazione: il genitivo esce in -is
4.a declinazione: il genitivo esce in -us
5.a declinazione: il genitivo esce in -ei
Esempi:
insula, insulae prima declinazione
populus, populi seconda declinazione
puer, pueri seconda declinazione
imperator, imperatoris terza declinazione
mare, maris terza declinazione
urbs, urbis terza declinazione
rex, regis terza declinazione
fructus, fructus quarta declinazione
cornu, cornus quarta declinazione
dies, diei quinta declinazione
res, rei quinta declinazione

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