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Parti invariabili del discorso


Le parti invariabili del discorso sono quelle parole che non possono montare la desinenza (o parte finale o terminazione della parola).
Esse sono quattro: Avverbio, preposizioni, congiunzione, interiezione.
1. L’avverbio, detto così dal latino ad verbum uguale “presso il verbo“, specifica il senso del verbo (es.Tu studi molto) o dell’aggettivo (es. tu sei molto attento) O di un altro avverbio ( es. tu leggi molto bene).

L’avverbio può essere:
A) avverbio di modo o di qualità
B) Avverbio di quantità
C) Avverbio di tempo
D) avverbio di affermazione
E) avverbio di dubbio
F) avverbio di negazione
G) avverbio di derivazione varia
H) avverbio esclamativo
I) avverbio interrogativo

Si dice lo cucino avverbiale l’avverbio che costituito non da una sola parola, ma da una espressione formato da più parole.

La preposizione, detta così dal latino praepono, è la particella invariabile messa davanti al nome, che assume funzione di complemento indiretto.

Le preposizioni possono essere:
1. preposizioni proprie, che si distinguono in: a) semplici, b) articolate
2. Preposizioni improprie che si distinguono in: a) avverbio, b) aggettivo, c) locuzione prepositiva.

La congiunzione, detta così dal latino coniungo è la parte invariabile del discorso Che congiunge le parole all’interno di una proposizione.

La interiezione, detta così dal latino Inter-icio è la parte invariabile del discorso che, posta in una proposizione con la quale non ha nessun legame esprime un sentimento dell’anima.

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