Concetti Chiave

  • Le parti invariabili del discorso non modificano la loro desinenza e comprendono avverbi, preposizioni, congiunzioni e interiezioni.
  • Gli avverbi qualificano o specificano verbi, aggettivi o altri avverbi e si dividono in diverse categorie come modo, quantità, tempo, ecc.
  • Le preposizioni sono particelle invariabili che precedono un nome per fungere da complemento indiretto, incluse le preposizioni proprie e improprie.
  • Le congiunzioni collegano parole o proposizioni, mantenendo la stabilità sintattica all'interno della frase.
  • Le interiezioni esprimono emozioni o sentimenti e non stabiliscono legami sintattici con le proposizioni.

Indice

  1. Le parti del discorso
  2. Tipologie di avverbi
  3. Preposizioni e loro classificazione
  4. Congiunzioni e interiezioni

Le parti del discorso

Gli studiosi della lingua italiana nel corso del tempo hanno cercato di catalogare le parti di cui è composta la nostra lingua per poterne analizzare il funzionamento e il modo in cui è costruita.
Alla fine, sono state individuate nove unità che sono state divise in due macrocategorie.

Le parti invariabili del discorso sono quelle parole che non possono mutare la desinenza (o parte finale o terminazione della parola).
Esse sono quattro: avverbio, preposizioni, congiunzione, interiezione.

Le parti variabili del discorso, invece, sono caratterizzate da quelle parole che possono mutare la loro desinenza rendendola maschile o femminile, singolare o plurale, presente, passata o futura.
Per questo sono dette anche flessibili.
Esse sono cinque: nome, verbo, articolo, aggettivo, pronome.

Tipologie di avverbi

L’avverbio, detto così dal latinoad verbum uguale “presso il verbo“, ha lo scopo di specificare il senso del verbo (es.Tu studi molto) o dell’aggettivo (es. tu sei molto attento) O di un altro avverbio ( es. tu leggi molto bene).

L’avverbio può essere:

L’avverbio può essere:
A) avverbio di modo o di qualità = indica il modo in cui l’azione si fa, come la si svolge.
B) Avverbio di quantità = indica quanto di quello che viene descritto è o una misura generica.
C) Avverbio di tempo = indica il tempo impiegato per compiere l’azione, la sua durata.
D) avverbio di affermazione = indica che ciò che è stato fatto o esposto è vero.
E) avverbio di dubbio = indica che ciò che è stato fatto o esposto è messo in dubbio perché non c’è certezza che sia vero o falso.
F) avverbio di negazione = indica che ciò che è stato fatto o esposto è negato, bloccato.
G) avverbio di luogo = indica dove l’azione si svolge o dove qualcuno si trova.
H) avverbio esclamativo = introduce un’esclamazione.
I) avverbio interrogativo = introduce una domanda.

Si dice locuzione avverbiale l’avverbio che costituito non da una sola parola, ma da una espressione formata da più parole (in fretta e furia, senza indugio, di solito, all’improvviso, a caso, di tanto in tanto, poco fa…).

Preposizioni e loro classificazione

La preposizione, detta così dal latino praepono, è la particella invariabile messa davanti al nome, che assume funzione di complemento indiretto.

Le preposizioni possono essere:

1. Preposizioni proprie, che si distinguono in:
a) semplici (di, a, da, in, con, su, per, tra, fra)
b) articolate

2. Preposizioni improprie che si distinguono in:
a) avverbio,
b) aggettivo,
c) locuzione prepositiva

Congiunzioni e interiezioni

La congiunzione, detta così dal latino coniungo è la parte invariabile del discorso che congiunge le parole all’interno di una proposizione.

Esistono due tipi di congiunzioni, le coordinanti e le subordinanti, che a loro volta hanno delle classificazioni interne.
Le coordinanti sono: copulative, disgiuntive, avversative, conclusive, esplicative, correlative.
Le subordinanti sono: causali, finali, temporali, condizionali, concessive, consecutive.

La interiezione, detta così dal latino intericio è la parte invariabile del discorso che, posta in una proposizione con la quale non ha nessun legame esprime un sentimento dell’anima.

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