Concetti Chiave

  • Il dittongo è un gruppo di due vocali consecutive in una stessa sillaba, considerato come una vocale unica, con un carattere dinamico nella pronuncia.
  • I dittonghi si classificano in discendenti, ascendenti e mobili, a seconda della posizione delle semivocali e della loro lunghezza relativa.
  • Lo iato, opposto al dittongo, è formato da due vocali consecutive appartenenti a due sillabe diverse, pronunciato in modo distinto.
  • Il trittongo è composto da tre vocali consecutive in una sola sillaba, solitamente con due vocali deboli e una forte, senza divisione durante la sillabazione.
  • La formazione di dittonghi e iati dipende dalla posizione delle vocali e dalla presenza di accenti, influenzando la loro pronuncia e classificazione.

Questo appunto di grammatica Italiana per la scuola media spiega la formazione e la pronuncia dei dittonghi, degli iati e dei trittonghi in italiano. L’analisi e le differenze di suono e di posizione dei vari fenomeni linguistici sono spiegati con esempi.

Cos’è un dittongo e come si caratterizza nella grammatica italiana

Il dittongo è un termine derivante dal greco antico δίφθογγος, che significa "suono doppio". Si caratterizza come un gruppo di due vocali consecutive all’interno di una stessa sillaba, ovvero come la combinazione di due vocali caratterizzata da uno spostamento che avviene da un vocoide verso un altro. Per questo motivo, spesso viene considerato come se fosse una vocale unica. Inoltre, i dittonghi prevedono uno spostamento della lingua durante la pronuncia. Mentre, per esempio, i monottonghi sono rappresentati mediante un solo simbolo, i dittonghi vengono considerati come se fossero una vocale lunga, non stabile, bensì di carattere dinamico.

La classificazione dei dittonghi in tipologie

I dittonghi discendenti /ai/; /ei/; /ɛi/; /oi/; /ɔi/; /au/; /eu/; /ɛu/, sono gruppi in cui la /i/ o la /u/ semivocali si trovano in seconda posizione e si dividono a loro volta in:
  • dittonghi di chiusura: presentano il secondo vocoide più lungo del primo
  • dittonghi di apertura: presentano il secondo vocoide più basso del primo
  • dittonghi di centratura: definiti come dittonghi che hanno il primo elemento più di tipo periferico e il secondo elemento invece di tipo maggiormente centralizzato
Mentre, i dittonghi di tipo ascendente /ja/; /je/; /jɛ/; /jo/; /jɔ/; /ju/; /wa/; /we/; /wɛ/; /wi/; /wo/ e /wɔ/, molto utilizzati nell'ambito delle lingue romanze, tra cui anche l'italiano, si presentano come gruppi in cui la /i/ o la /u/ semiconsonanti si trovano in prima posizione;
I dittonghi mobili, invece, indicano che la combinazione delle vocali /ie/ e /uo/ possono anche trovarsi in una sillaba accentata che termina in vocale; mentre questi tipi di dittonghi si riducono alle sole vocali /e/ o /o/ quando si trovano in una sillaba non accentata o che termina in consonante.

La formazione dei dittonghi nella grammatica italiana

Nell'ambito della grammatica italiana i dittonghi possono formarsi con le vocali /i/ e /u/, le cosiddette "vocali deboli", che si trovano in "posizione atona", sono prive di accento tonico e risultano essere affiancate ad un’altra vocale presente in posizione tonica; oppure possono formarsi con le vocali /i/ e /u/ affiancate l'una all'altra e una delle due può formare l'accento tonico.
In varie lingue i dittonghi risultano essere monofonemici, ossia vengono considerati come una qualsiasi vocale lunga, e in questo caso prendono il nome di dittonghi fonologici.
In alcuni verbi si mantiene sempre il dittongo, poiché si tratta probabilmente di un fonema cristallizzato (es. presiedere, chiedere); in altri casi, invece il dittongo si conserva per evitare che si crei confusione con altre parole di poco dissimili.
Dittongo e iato: regole da seguire per non sbagliare la grammatica articolo

Gli iati: cosa sono e come si formano

Il termine iato deriva dal latino hiatus che significa "apertura". Lo iato è un gruppo di due vocali consecutive pronunciate in modo distinto e appartenenti a due sillabe diverse. Serve per dividere le due vocali tra due sillabe, per evitare che entrino entrambe nella stessa sillaba. In questo senso, lo iato può essere considerato come il contrario del dittongo. Nella pronuncia di parole come teologo, boa le due vocali devono essere accostate, pronunciate cioè separatamente e con due emissioni di voce differenti. Lo iato si presenta solo se:
  • nessuna delle due vocali è /i/ o /u/: meandro
  • una delle due vocali è i o u accentata e l’altra vocale è /a/, /e/, /o/: mormorìo
  • nelle parole composte, quando è evidente la distinzione tra prefisso e base: triennio

La formazione dello iato nella grammatica italiana

Nell'ambito della grammatica esistono ben due fenomeni di iato ben distinti:
  1. si può considerare iato l'incontro di due vocali che vengono considerate forti - /e, ɛ, a, ɔ, o/ - che presentano l'accento nella prima vocale /aa/; /ae/; /aɛ/; /ao/ ; /ea/; /ee/; /eo/; /ɛa/; /ɛe/; /ɛo/; /ɔa/; /ɔe/; /ɔo/; /oa/; /oe/; /oɛ/ /oo/;
  2. si può considerare iato anche quello che presenta l'incontro di due vocali che vengono definite "forti" e che presentano l'accento sulla seconda vocale /i'i/; /i'ɛ/; /i'a/; /i'ɔ/; /i'u/; /e'i/; /e'e/; /e'a/; /e'ɔ/; /e'o/; /e'u/; /a'i/; /a'e/; /a'ɛ/; /a'a/; /a'ɔ/; /a'o/; /a'u/; /o'i/; /o'e/; /o'ɛ/; /o'a/; /o'ɔ//o'u/; /u'i/; /u'ɛ/; /u'a/; /u'ɔ/, o anche nell’incontro di una vocale forte con una vocale debole, che risulta essere accentata /ia/; /ie/; /ii/; /io/; /ua/; /ue/;/ui/; /uo/
Dittongo e iato: regole da seguire per non sbagliare la grammatica articolo

Il trittongo: cos’è e come si forma

Il trittongo deriva greco τρίφθογγος e significa "con tre suoni". È un gruppo di tre vocali consecutive all’interno di una stessa sillaba, costituita da un rapido spostamento da un vocoide a un altro. È un'unione di 2 vocali deboli ed una forte. Nell’incontro di tre suoni vocalici all’interno di una sola sillaba, due di essi diventano semivocali o semiconsonanti. Si trova un trittongo solo quando:
  1. Si presentano una semiconsonante + una vocale + una semivocale: miei
  2. Si presentano due semiconsonanti + una vocale: aiuola
Come per i dittonghi, anche i trittonghi non vanno mai divisi quando si deve sillabare una parola.
Per approfondimenti sull'articolazione delle consonanti vedi anche qua
Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Cos'è un dittongo e quali sono le sue caratteristiche?
  2. Un dittongo è un gruppo di due vocali consecutive all'interno di una stessa sillaba, considerato come un'unica vocale dinamica. Si caratterizza per uno spostamento della lingua durante la pronuncia e può essere classificato in diverse tipologie, come i dittonghi discendenti e ascendenti.

  3. Come si formano i dittonghi nella grammatica italiana?
  4. I dittonghi si formano con le vocali deboli /i/ e /u/ in posizione atona, affiancate a un'altra vocale tonica, oppure quando le vocali /i/ e /u/ si trovano l'una accanto all'altra, con una di esse che può avere l'accento tonico.

  5. Cosa distingue lo iato dal dittongo?
  6. Lo iato è un gruppo di due vocali consecutive pronunciate in modo distinto e appartenenti a due sillabe diverse, mentre il dittongo unisce due vocali in una sola sillaba. Lo iato si verifica quando nessuna delle vocali è /i/ o /u/, o quando una di esse è accentata.

  7. Quali sono le condizioni per la formazione dello iato?
  8. Lo iato si forma quando due vocali forti si incontrano senza /i/ o /u/, o quando una vocale accentata è seguita da una vocale debole. Inoltre, può presentarsi nelle parole composte dove è evidente la distinzione tra prefisso e base.

  9. Che cos'è un trittongo e come si forma?
  10. Un trittongo è un gruppo di tre vocali consecutive all'interno di una stessa sillaba, composto da due vocali deboli e una forte. Si forma quando si presenta una semiconsonante seguita da una vocale e una semivocale, come in "miei", o due semiconsonanti seguite da una vocale, come in "aiuola".

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