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Il punto di vista ecologico


Dal punto di vista produttivo intendiamo per ambiente tutto ciò che, non essendo creato dall'uomo, non è da esso riproducibile (aria, acqua, suolo ecc.): l'insieme delle risorse naturali che sono preesistenti all'attività umana e che l'uomo può solo limitarsi a consumare. Questa è l'ottica, tipica delle società occidentali moderne, dei soggetti economici, i quali utilizzano le risorse-oggetto per soddisfare i propri bisogni, considerandone come unico limite quello della loro scarsità. Un punto di vista alternativo (e forse più antico) è quello ecologico, che mette al centro dei problemi non i bisogni degli uomini produttori/consumatori, bensì gli ecosistemi. Un ecosistema è l'insieme interdipendente degli organismi viventi in una determinata zona e dell'ambiente fisico che fa loro da supporto. Tutti i componenti di questo sistema (uomini, animali, piante, risorse naturali) sono da considerare elementi interagenti uni con gli altri, ognuno dei quali ha una sua nel garantire la sopravvivenza di tutti gli altri, magari semplicemente come alimento. Una posizione radicale è quella, poi, che vede l'intero pianeta come un ecosistema unitario ("Gaia" è il nome con il quale gli ecologisti hanno battezzato quest'entità). In questa prospettiva, gli uomini con le loro attività produttive e di consumo devono essere considerati come uno dei componenti dell'ecosistema. Il problema ambientale consiste allora nei danni che l'attività umana può procurare all'ecosistema (ciò che, nel linguaggio comune, si è ormai soliti definire come inquinamento) e quindi, indirettamente, alla salute e all'esistenza stessa degli individui. Non si tratta, da questo punto di vista, di studiare le condizioni ambientali che consentono di mantenere il massimo saggio di sviluppo del sistema socioeconomico, ma, al contrario, di definire le condizioni dell'attività economica che sono necessarie perché la vita sul pianeta possa continuare a esistere per le future generazioni.ntendiamo per ambiente tutto ciò che, non essendo creato dall'uomo, non è da esso riproducibile (aria, acqua, suolo ecc.):
l'insieme delle risorse naturali che sono preesistenti all'attività umana e che l'uomo può solo limitarsi a consumare. Questa è l'ottica, tipica delle società occidentali moderne, dei soggetti economici, i quali utilizzano le risorse-oggetto per soddisfare i propri bisogni, considerandone come unico limite quello della loro scarsità. Un punto di vista alternativo (e forse più antico) è quello ecologico, che mette al centro dei problemi non i bisogni degli uomini produttori/consumatori, bensì gli ecosistemi. Un ecosistema è l'insieme interdipendente degli organismi viventi in una determinata zona e dell'ambiente fisico che fa loro da supporto. Tutti i componenti di questo sistema (uomini, animali, piante, risorse naturali) sono da considerare elementi interagenti uni con gli altri, ognuno dei quali ha una sua nel garantire la sopravvivenza di tutti gli altri, magari semplicemente come alimento. Una posizione radicale è quella, poi, che vede l'intero pianeta come un ecosistema unitario ("Gaia" è il nome con il quale gli ecologisti hanno battezzato quest'entità). In questa prospettiva, gli uomini con le loro attività produttive e di consumo devono essere considerati come uno dei componenti dell'ecosistema. Il problema ambientale consiste allora nei danni che l'attività umana può procurare all'ecosistema (ciò che, nel linguaggio comune, si è ormai soliti definire come inquinamento) e quindi, indirettamente, alla salute e all'esistenza stessa degli individui. Non si tratta, da questo punto di vista, di studiare le condizioni ambientali che consentono di mantenere il massimo saggio di sviluppo del sistema socioeconomico, ma, al contrario, di definire le condizioni dell'attività economica che sono necessarie perché la vita sul pianeta possa continuare a esistere per le future generazioni.
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