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Israele: aspetti fisici


Dal punto di vista geografico, Israele è un piccolo stato che a causa della sua forma molto allungata ha un enorme sviluppo di frontiere che si estendono per più di 1.200 chilometri.
Il suolo è occupato quasi del tutto da altipiani e da una catena montuosa che corre in modo parallelo alla costa e che è composta da rocce calcaree e per questo facilmente soggetti al fenomeno dell’erosione.
La cima più alta è il monte Tazmon in Galilea con 1.208 metri. I brevi fiumi che scendono da tali montagne hanno scavato delle gole profonde. Essi confluiscono o nel mare o nel fiume Giordano la cui vallata, molto fertile, appartiene in gran parte alla Giordania e non a Israele. Il fiume Giordano, alimentato dalle nevi perenni del monte Hermon, dopo aver attraversato la Giordania, sfocia nel Mar Morto che è la più vasta depressione terrestre in quanto si trova a 392 metri sotto il livello del mare. Un altro lago è il lago di Tiberiade, a nord ai confini con la Siria e sulle cui rive sorge l’omonima città.
La fascia costiera compresa fra il mare e la catena montuosa è piuttosto fertile: qui vi si trovano delle regioni che portano dei nomi famosi: la Galilea, la Samarìa, la Giudea, l’Idumea.
Più a sud troviamo l’altopiano del Negev che gli Israeliti hanno cercato di rendere fertile, ricorrendo a grandiosi progetti di irrigazione. Infatti la maggiore preoccupazione degli agricoltori di Israele è sempre il ritardo delle piogge. Per questo motivo, essi hanno costruito ovunque degli enormi serbatoi che durante l’inverno si riempiono di acqua piovana da utilizzare durante le aride estati. Il clima ideale interessa la costa: estati non troppo calde perché mitigate dalla presenza del mare ed inverni per lo stesso motivo molto miti. Il clima diventa meno ospitale man mano che si scende verso sud o in direzione delle zone desertiche.
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