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L’isola di Pasqua

L’Isola di Pasqua si trova nell’Oceano Pacifico a 3700 chilometri a largo del Cile; geograficamente appartiene alla Polinesia, ma politicamente fa parte del Cile.
Fu scoperta dall’olandese Roggeveen nel 1722, il giorno di Pasqua e da ciò è derivato il nome dell’isola. L'isola è caratterizzata dalla presenza di gigantesche statue, conficcate in terra. La roccia del più grande vulcano spento dell'isola, veniva tagliata e modellata battendola con asce di pietra dura. Essa veniva staccata dalla roccia soltanto quando era ultimata in tutti i particolari, ma a ciò si arrivava dopo molti mesi di lavoro. La parte superiore, che imitano le parrucche, misurano fino a 6 metri cubi; esse venivano ricavate da rocce rossicce esistenti all’estremità opposta dell’isola.. Quando la statua era separata dal monte, essa veniva trascinata nel luogo dove doveva essere innalzata da centinaia di uomini che tutti insieme, facevano forza su grossissime funi. L’operazione che richiedeva maggiore perizia era quella di ergere la statua. Gli indigeni si servivano di tre soli pali che infilavano come leve sotto la statua: era sufficiente riuscire ad alzarla di pochi centimetri perché si potessero incuneare nella fessura alcune pietre che servivano di nuovo appoggio per le leve. Così, di centimetro in centimetro, la statua assumeva la posizione verticale. I primi abitatori dell’isola giunsero dal continente americano ed erano chiamati “orecchie lunghe”. Molto prima che arrivassero gli Europei, sull’isola arrivarono dalle isole della Polinesia altri popoli, chiamati “orecchie corte” che furono assoggettate e ridotte in schiavitù dalle orecchie lunghe. Ad un certo punto, esse si ribellarono ai dominatori che furono sterminati. Le orecchie corte, vittoriose, per vendicarsi dei soprusi subiti, abbatterono tutte le statue a cui avevano lavorato quando erano tenute schiave.
Quando gli Europei giunsero nell’isola nella seconda metà del XVIII secolo, trovarono già le statue lasciate in abbandono. Fra l’altro, gli Spagnoli, sbarcati nel 1770, trovarono l’isola densamente abitata, mentre gli Inglesi, giunti nel 1774 la trovarono praticamente spopolata ed i Francesi arrivati nel 1786 la trovarono di nuovo molto popolosa. Questo perché per difendersi dai nemici, durante tutta una serie di guerre fratricide, gli abitanti erano soliti nascondersi in lunghe gallerie scavate sottoterra, di cui nessuno conosceva l’entrata e per sopravvivere praticavano il cannibalismo.
Quando il Cile ha stabilito un governatorato sull’isola e, creandovi alcuni allevamenti, ha ridato un po’ di benessere alla popolazione discendente dagli antichi abitanti. Attualmente si sta sviluppando timidamente il turismo, comunque sempre inferiore rispetto a quella della relativamente vicina Polinesia, anche perché non è possibile attraccare ai porti dell’isola con le navi da crociera. Comunque, sulla terraferma le strutture ricettive ed i servizi sono molto sviluppati, ma il costo della vita è nettamente superiore a quella della terraferma da cui devono essere importati tutti i beni di consumo.
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