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I grandi cambiamenti climatici della storia

Il clima della Terra è soggetto a continui cambiamenti che hanno avuto profonde ripercussioni sulla popolazione e sulle attività umane. Per esempio, durante le ere glaciali o grandi glaciazioni, gran parte delle terre emerse era ricoperta di ghiacci. L’ultima glaciazione durò circa 100.000 anni e terminò 10.000 anni fa quando i ghiacciai che coprivano Scandinavia, Isole Britanniche e una vasta parte dell’Europa centrale, cominciarono a sciogliersi. Con il ritiro dei ghiacci, gli uomini conquistarono nuove terre, addomesticarono gli animali e inventarono le prime forme di agricoltura. Nel tempo, periodi freschi e umidi si sono alternati ad altri caldi e aridi. Nel 4000 a.C. ha inizio un periodo caldo ed i ghiacciai continentali regrediscono e quelli marini fondono e il livello del mare sale fino a superare di circa tre metri quello attuale; tra il 2000 e il 1000 a.C. il clima diventa arido e in Nord Africa le savane si trasformano in deserti; nel primo millennio a.C., le temperature fresche e le precipitazioni abbondanti favoriscono l’estensione delle foreste anche in regioni steppiche; nell'alto Medioevo (dal V all'XI secolo) la Terra entra di nuovo in una fase arida; grazie allo scioglimento dei ghiacci artici le navi vichinghe attraversano l’Atlantico settentrionale e raggiungono l’Islanda e la Groenlandia meridionale; in Italia, il sollevamento del livello del mare crea paludi e acquitrini e di conseguenza l’esodo dalle aree costiere; nel basso Medioevo (dall’XI al XV secolo) il clima ridiventa freddo e umido; nei primi decenni del Trecento i ghiacciai tornano ad avanzare, i raccolti sono scarsi a causa dei rigori climatici e la carestia dilaga in tutta Europa; infine le condizioni climatiche migliorano solo verso la fine del Quattrocento.

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