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I ghiacciai e la loro azione geomorfologica

Un ghiacciaio è un accumulo di neve compatta e ghiaccio, simile a un ammasso roccioso. La sua esistenza dipende dalla quantità delle precipitazioni nevose e dai bassi valori di temperatura.
Esso origina al di sopra del limite delle nevi persistenti, dove la neve non fonde completamente durante l’estate, trasformandosi gradualmente in ghiaccio compatto. La quota del limite delle nevi persistenti varia in funzione della latitudine, dell’altitudine e dell’esposizione al Sole.
I principali elementi strutturali di un ghiacciaio sono:
• bacino di alimentazione;
• bacino ablatore;
• fronte.
In base alla forma e alle dimensioni si distinguono:
• ghiacciai continentali a calotta (inlandsis), si muovono verso l’esterno sotto la spinta del loro peso;
• ghiacciai di montagna, scivolano lungo i versanti per gravità, facilitati
dalla presenza sul fondo dell’acqua di fusione.

Un ghiacciaio in movimento si comporta come un fluido molto viscosa in cui le diverse parti che lo costituiscono scorrono con velocità diverse, Poiché la porzione più superficiale ha comportamento rigido, esso si frattura facilmente in corrispondenza di cambiamenti nella direzione e nella pendenza del fondo, dando origine a crepacci e seracchi.

L’azione erosiva del ghiacciaio, detta esarazione, si esplica attraverso la rimozione e l’estrazione.
L'esarazione produce till e rocce montonate, trasporta a distanza i massi erratici e modella la forma delle valli. Le valli glaciali hanno profilo a U e possono essere presenti circhi, ombelichi e soglie prodotti dalla sovraescavazione.

Quando il ghiacciaio abbandona direttamente il materiale in carico si formano i depositi morenici: cordoni di materiali detritici a granulometria eterogenea, con struttura caotica priva di stratificazione (morene di fondo, interne, laterali, mediane e frontali).
Quando le acque di fusione asportano parte del materiale morenico per ridepositarlo più a valle si formano i depositi fluvioglaciali; questi hanno struttura stratificata simile a quella dei depositi fluviali, anche se meno regolare. Le piane fluvioglaciali sono caratterizzate da forme tipiche, quali kame, esker, kettle e drumlin.

Intorno alle aree glaciali, ma al di sotto del limite delle nevi persistenti, si osserva un paesaggio glaciale caratterizzato da clima freddo e da crioclastismo, anche se in assenza di masse di ghiaccio. Tipico delle regioni periglaciali è un suolo che presenta uno strato superficiale soggetto a gelo e disgelo (attivo) sopra uno strato di permafrost che, pur variando la temperatura, resta sempre gelato.

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