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Energia nucleare


È una fonte di energia non rinnovabile, ovvero esauribile, poiché dipende dalla presenza di un metallo radioattivo: l’uranio.

Fissione dell'uranio (centrale nucleare): è il processo che, in una centrale nucleare, genera energia attraverso la scissione dei nuclei di atomi di uranio-235 o plutonio-239 che avviene quando il nucleo viene bombardato da neutroni. La reazione si espande a catena, ma viene controllata (a differenza di quanto succede in una bomba dove l’espansione non è controllata e genera, infine, un’esplosione), attraverso l’assorbimento di neutroni che avviene grazie a delle barre metalliche (che inglobano pasticche di uranio) cui si frappongono barre di controllo (o moderatori). Inoltre dei liquidi refrigeranti impediscono che il nocciolo si fondi, asportando calore.

Il ciclo nucleare, che genere energia attraverso la fissione dell’uranio, è un processo relativamente pulito dal punto di vista ecologico e le centrali hanno un impatto inferiore a quello di qualsiasi altro impianto di potenza. Il vero ed irrisolto problema del nucleare è legato al problema dello smantellamento dei rifiuti radioattivi e del rischio in se per se. La centrale nucleare è un ambiente molto delicato dal punto di vista del rischio, come dimostrano alcuni clamorosi incidenti nucleari (Three Mile Island, 1979; Cernobyl 1986; Fukushima 2011). Inoltre una centrale nucleare può durare al massimo per 30-40 anni, dopodiché i materiali, esposti al bombardamento di neutroni o ai forti sbalzi di temperatura e pressioni, si deteriorano e l’impianto deve essere chiuso. L’impianto non può essere smantellato nell’immediato, a causa della radioattività che ancora emette il reattore e l’area circostante, e deve essere ricoperto di cemento (“sarcofago”).
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