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L’arrivo delle onde sismiche in superficie genera un’oscillazione del suolo che fa vibrare tutte le strutture. I danni principali degli edifici sono dovuti ai movimenti orizzontali del suolo e alle forti accelerazioni. La natura geologica del terreno può modificare il comportamento delle onde sismiche. Alcuni terreni mutano con il terremoto e subiscono la liquefazione facendo affondare gli edifici. Gli effetti del terremoto si dividono in:
- Primari: fratture nel terreno e l’abbassamento o il sollevamento del suolo.
- Secondari e transitori: oscillazione del suolo (soprattutto nell’epicentro), le variazioni del livello dell’acqua e il rombo cupo.
I terremoti possono causare:
- crollo di edifici non antisismici (l’ingegneria antisismica è in grado di realizzare strutture resistenti)
- incendi (rottura di condutture del gas)
- maremoti (quando il terremoto si verifica sotto il fondale marino): è come un’onda d’acqua che si muove velocemente sulla superficie del mare. [Esso può avvenire per collasso di isole vulcaniche, grandi frane sottomarine, eruzioni vulcaniche e dal terremoto]. Quando il movimento della faglia che causa il terremoto fa sollevare/abbassare bruscamente un tratto del fondale, la sua oscillazione provoca lo spostamento dell’acqua e la creazione di onde (più lunghe ma meno lente delle onde del terremoto). Nel mare aperto queste onde non sono visibili perché poco alte, man mano che ci si avvicina alla costa e la profondità diminuisce, le onde si alzano. Arriva prima sulla costa la depressione (ventre) si abbassa il livello del mare che si ritira lasciando scoperto un tratto del fondo. Subito dopo arriva la cresta in cui il livello del mare aumenta, travolge la costa e poi si ritira.

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