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La difesa dai terremoti

La previsione deterministica viene tentata attraverso l’esame di fenomeni precursori, cioè una serie di eventi che ricorrono in un intervallo di tempo precedente il terremoto.
Alla base della ricerca di fenomeni precursori sta il modello del rimbalzo elastico. Il modello elastico consiste, appunto, in un meccanismo in cui due blocchi di crosta, inizialmente a riposo, vengono sottoposti a sforzo e costretti a muoversi in direzioni opposte. Le rocce si deformano elasticamente e, quando le tensione superano il loro limite di rottura, inizia a formarsi una faglia lungo la quale i blocchi cominciano a scivolare, man mano che le rocce, prima compresse, riacquistano il loro volume, “rimbalzando” nella direzione del movimento. Dalla zona di rottura, in profondità, si propagano onde sismiche, che arrivano in superficie. La superficie di faglia si estende a tutto il settore, finché i suoi blocchi si arrestano in una nuova posizione di riposo. Così l’energia elastica accumulata durante la deformazione si libera, in parte sotto forma di calore per l’attrito lungo la superficie, in parte sotto forma di violente vibrazioni, che si propagano come onde sismiche.

Ma prima della rottura della roccia, è stato individuato uno stadio in cui la roccia tende a dilatarsi.
Questo fenomeno è chiamato dilatanza e provoca, nelle caratteristiche fisica e nel comportamento delle rocce, alcune anomalie, che possono essere usate come fenomeni precursori: tra cui la variazione delle caratteristiche delle rocce in un ampio volume intorno al futuro ipocentro, dove tali rocce sono sottoposte a sforzi; la variazione di volume nelle rocce sottoposte agli sforzi che stanno per determinare un terremoto; la variazione nella quantità di certi gas, come il radon, nei terreni. La previsione deterministica richiede la sorveglianza continua di vaste aree, con risultati, però, non ancora sufficientemente attendibili.

La previsione statistica dei terremoti si basa sullo studio e sull’individuazione geografica delle aree sismiche, e sul presupposto che, in ogni data area, la “storia sismica” abbia caratteristiche statisticamente simili nel tempo. Questa idea di periodicità dell’attività sismica è accettabile grazie al modello del rimbalzo. Gli strumenti basilari per ogni previsione statistica sono i cataloghi sismici, che contengono i dati caratteristici di tutti i terremoti di cui si è avuta notizia o di cui è disponibile la registrazione strumentale. La previsione statistica, però, non può che essere a lungo termine e quindi di scarsa utilità pratica per un allarme sismico. E’ di grande importanza nell’individuare e circoscrivere aree indiziate, per le quali è statisticamente probabile l’imminenza di un terremoto. In tali aree diviene, allora, ragionevole concentrare le previsioni deterministiche.

I due tipi di previsioni sono, così, complementari

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