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CATASTROFISTI:
-Il riscaldamento globale è causato dall'inquinamento.
L’aumento della temperatura terrestre,dovuto all'inquinamento,si rivelerà mortale per la sopravvivenza dell’umanità.
-Le previsioni a lungo termine sono allarmanti.
Secondo molto stime,se non ci saranno sostanziali mutamenti,dobbiamo attenderci una catastrofe tra pochi decenni.
-I programmi non vengono rispettati.
I parametri di Kyoto,che dovrebbero migliorare la situazione ambientale grazie alla riduzione delle emissioni dei gas serra, vengono ignorati soprattutto dai paesi ricchi.
-Le denunce sono inascoltate
Molti governi non hanno mai dato ascolto alle previsioni e alle denunce di chi,come gli ambientalisti e le associazioni scientifiche,metteva in guardia dai rischi per l’ambiente derivati dallo sviluppo industriale. Se non si spenderanno almeno duecentoventi miliardi di dollari,per iniziare una riconversione ecologica del nostre pianeta,sarà la catastrofe.

O si cambia il sistema o sarà la catastrofe
Duecentoventi miliardi di dollari sarebbe la cifra necessaria per iniziare una riconversione ecologica del nostro pianeta che eviti agli uomini e a tutti i viventi le conseguenze catastrofiche. Sembra una cifra impossibile,ma è un prezzo molto più basso di quello che rischiamo di pagare se non faremo nulla o, peggio,continueremo a comportarci come abbiamo fatto finora. Gli scienziati prevedono che la temperatura media dell’atmosfera crescerà di 2°C nel prossimo secolo a causa di 26 miliardi di tonnellate di anidride carbonica che viene considerato ,però,l’ultimo limite; se sarà valicato le conseguenze saranno devastanti: 1) la fusione estesa dei ghiacciai e il conseguente innalzamento del livello del mare, 2) l’erosione delle coste e l’incremento delle tempeste e delle alluvioni, 3)l’annegamento degli atolli oceani e la morte delle barriere coralline, 4) la siccità e l’impoverimento delle risorse idriche, 5)l’incremento delle malattie, 6)l’estinzione del 30% delle specie viventi.
Se provassimo a ridurre le nostre emissioni del 40%,quei 220 miliardi di dollari all’anno corrisponderebbero allo 0,3-0,5% del PIL mondiale fino al 2030.
La spesa globale per rimediare ai danni del cambiamento climatico corrisponderebbe,nello stesso periodo,a una cifra ben superiore.
Ma chi obbligherà i paesi ricchi e le corporations che di fatto li governano a spendere quella cifra per evitare un danno apparentemente così lontano nel tempo?
Il periodo gennaio-luglio 2007 è stato il secondo più caldo dal 1880 a oggi,con la temperatura degli oceani più elevata da 11 000 anni a questa parte;

piove meno sulle foreste pluviali e l’anidride carbonica è cresciuta.
E che non dipende da fattori naturali ormai se ne sono convinti tutti: i gas inquinanti di origine antropica costituiscono un forcing del clima che vale oltre il 95% del contributo aggiuntivo rispetto all’effetto-serra naturale.
Inoltre,nel passato,prima aumentava la temperatura e solo successivamente l’anidride carbonica,proprio iil contrario di quanto avviene oggi.
In pratica non si può spiegare l’attuale cambiamento climatico solo con cause naturali,c’è sempre un eccesso che può essere solo colpa nostra.

NEGAZIONISTI
-Il riscaldamento globale non è solo causato dall’inquinamento.
L’aumento delle temperature terrestre è un fatto fisiologico, e l’inquinamento non è l’unico fattore che lo determina.
-Le previsioni a lungo termine non valgono.
Non esistono sistemi scientifici validi per prevedere il clima fra quaranta o cinquant’anni.
-I programmi non sono risolutivi.
I parametri di Kyoto non sono una soluzione infattibile,e spesso causano altri danni. Sono soprattutto i paesi emergenti come Cina e India a non rispettare l’ambiente e ad inquinare.
-Molte previsioni si sono mostrate errate.
Nel 2001 ci si attendeva un aumento della temperatura di 10 gradi:nel 2007 è stato ridotto a 7;nel 1994 un grafico del New York Times indicava che l’altezza del mare sarebbe aumentata di un’altezza pari all’Empire State Building;sappiamo invece che l’aumento è di 51 cm.
La verità è che i modelli di misurazione non sono attendibili

Non basiamoci su previsioni e calcoli azzardati
C’è stato certamente un riscaldamento nell’ultimo secolo e mezzo.
E le nostre emissioni hanno dato un contributo.
Il problema p che ora ecologisti,versi e anche governi reclamano azioni immediate,ma queste paure non hanno niente a che fare con la scienza. Ciò che in tanti,e anche molti scienziati,non capiscono è che l’unica certezza che abbiamo sul clima è che sta cambiando.
La Terra,però,si è sempre scaldata e raffreddata di qualche decimo di grado ogni anno. E si studia la storia del pianeta,si nota che non c’è mai stata una temperatura “perfetta”.
Gli allarmi si basano su un falso assunto: che viviamo in un mondo perfettamente stabile. Così si elaborano previsioni sul 2040 o sul 2100,costruendo su lunghissime catene di eventi,che diventano sempre più imprevedibili via via che i tempi si allungano. E alla fine l’attendibilità è pari a zero.
Quanto stiamo veramente contribuendo al riscaldamento globale?
Che i modelli siano sbagliati è dimostrato da un mistero: perché,se fosse vero,e non lo è, che è solo colpa nostra,le temperature non sono decisamente più alte di quelle che registriamo?
Secondo molti modelli, un raddoppio della Co2 dovrebbe accrescere le temperature medie tra 1,5 e 4,5°C.
Al momento abbia,o già superato i tre quarti di questi valori di emissione,eppure le temperature sono salite solo di 0,6°C dall’inizio dell’era industriale. E in più i cambiamenti non sono stati uniformi:il riscaldamento si è concentrato nei periodi tra il 1919 e il 1949 e tra il 1947 e il 1998,alternandosi a fasi di raffreddamento.
E nessuno ha ancora spiegato in modo convincente queste discrepanze.

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