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Le coste e l’azione dell’uomo


L’intervento dell’uomo è un altro importante aspetto che ormai influenza sempre più pesantemente l’aspetto delle coste e sul quale non ci siamo ancora soffermati abbastanza. L’azione compiuta dagli uomini, soprattutto dall’Ottocento ad oggi, è stata generalmente tesa a consolidare la linea di costa, per esempio mettendo barriere frangiflutto (diffuse nell’Adriatico) che impediscono al mare di avanzare distruggendo la spiaggia. In altri punti sono stati costruiti muri per frenare la furia delle onde o lunghi moli per proteggere l’attracco delle navi. In alcune zone l’attività umana è stata così incisiva da mutare completamente l’aspetto e la forma della costa: è il caso dei Paesi Bassi, dove ampie zone sono state bonificate mediante la realizzazione di una rete di canali di drenaggio o addirittura strappate al mare con la costruzione di imponenti dighe. Attraverso l’azione di questi sbarramenti e di pompe idrauliche, un tempo azionate dai mulini a vento, si sono ottenuti dei territori perfettamente coltivabili situati al di sotto del livello del mare. Questi terreni, conquistati all’agricoltura, prendono il nome di polders. L’opera di polverizzazione è proseguita per numerosi secoli conquistando un territorio pari a circa la metà della estensione totale dei Paesi Bassi. Negli ultimi anni ci si è resi conto che il danno ambientale provocato da queste opere è stato veramente ingente per cui ora si è dato il via ad un programma di “depolverizzazione”.
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