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Le origini della civiltà cinese


Sulle prime origini della civiltà cinese non abbiamo notizie storiche sicure.
La civiltà cinese si diffuse nella parte settentrionale nella valle del fiume Giallo, Huang-He.
Dapprima ci furono 3 sovrani di origine divina (che insegnarono agli uomini la caccia, la pesca, l’allevamento, l’arte della ceramica e l’agricoltura), poi 5 santi imperatori (che regnarono per circa 500 anni) e infine 3 dinastie ereditarie: Hsia, Shang e Chou

Dinastia Shang


La dinastia Shang risale al 1500 a.C. circa ed era situata nel bacino del fiume Giallo. I cinesi, però, impararono molto più tardi a regolare i fiumi rispetto agli Egizi, ai Sumeri e ai popoli della valle dell’Indo. Riuscirono a completare l’opera di arginamento e di canalizzazione solo quando una popolazione emigrata dalle regioni del Danubio fece conoscere loro avanzate tecniche idrauliche.
La civiltà Shang era basata sull'agricoltura (i prodotti agricoli più diffusi erano i cereali come il miglio e la pianta della canapa) e praticava la caccia e l'allevamento di animali. Aveva anche sviluppato un complesso sistema di scrittura (con più di 5000 ideogrammi incisi su gusci i tartarughe), nonché tecniche di fusione del bronzo e di produzione di vasi di terrecotte molto avanzate.
La religione era intesa come una forma di magia, la classe dominante dello Stato cinese era costituita da una ristretta aristocrazia ereditaria.

Dinastia Chou


La dinastia Shang dominò le pianure orientali del fiume Giallo per circa 4 secoli, fino a quando le tribù guerriere di Chou riuscirono a imporre la propria supremazia (1021 a.C.). I Chou non distrussero l’organizzazione politica della dinastia Shang, ma si limitarono a sostituire la vecchia casta dominante con la propria.
La dinastia Chou (1045-256 a.C.) generalmente viene suddivisa in due periodi: Chou occidentale (1021-771 a.C.) e Chou orientale (771-256 a.C.). Infatti, nel 771 popolazioni provenienti dal centro dell’Asia costrinsero i Chou a trasferirsi più a Oriente.
I Chou fondarono il loro potere su un sistema feudale, principalmente a causa della mancanza di un’autorità politica centrale, dato che il potere del re non era più di tipo politico e militare, ma esclusivamente religioso. I numerosi stati feudali aumentarono gradualmente la loro autonomia, indebolendo così il potere centrale del re.
Acquistò sempre maggiore importanza la famiglia patriarcale: ogni proprietario, per organizzare il lavoro nel modo più funzionale possibile, impiegava tutti i membri della propria famiglia. Ci furono nuove tecniche di lavoro, grazie alla ricchezza di ferro, e la rotazione biennale delle colture favorì lo sfruttamento intensivo dei campi.
La fase dei Chou orientali è detta anche col nome di Primavera e Autunno, dal titolo dell’opera storica Annali di Primavera e Autunno, che narra gli avvenimenti del periodo del settimo - quarto secolo, con periodi di pace relativa, di prosperità, alternati a momenti di battaglie intestine fra nobili ribelli.

Il confucianesimo


Nel 551 nacque Confucio (-479), il maggior filosofo cinese dell’epoca antica, colui che lasciò un’impronta decisiva nel pensiero cinese.
Confucio apparteneva all’aristocrazia decaduta, ossia a quel numeroso gruppo di nobili che, con la diffusione del sistema feudale, erano rimasti privi di una precisa funzione sociale. Confucio non fu un vero e proprio fondatore perché si limitò a recuperare e riordinare il patrimonio delle antiche religioni cinesi, in particolare l’universismo.
Alla base del suo pensiero, non vi furono nuovi valori, ma più semplicemente quelli della tradizione: egli riteneva che un buon governo poteva realizzarsi solo rafforzando la vita familiare. Lo Stato venne da lui concepito come una grande famiglia, in cui i riti, il rispetto delle gerarchie, lo studio dei classici, le esperienze degli antichi assicuravano la concordia dei cittadini sotto la guida dell’imperatore.
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