Tutor 42224 punti

descrizione del disastro di Černobyl

Černobyl'


Černobyl' è un nome tristemente famoso a causa di un disastro nucleare avvenuto il 26 aprile 1986. Contrariamente a quanto si pensa comunemente, però, il disastro non avvenne nella cittadina di Černobyl', ma presso la centrale nucleare V.I. Lenin che si trovava in un’area della odierna Ucraina settentrionale, distante 18 chilometri da Černobyl'. All’epoca quella zona faceva parte dell’Unione Sovietica, e questo spiega perché il nome Černobyl' venga scritto in maniera diversa a seconda della lingua di riferimento (in ucraino: Чорнобильська катастрофа; in bielorusso: Чарнобыльская катастрофа; in russo: Чернобыльская авария). L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) ha classificato il disastro di Černobyl' come livello 7 (il massimo) della scala internazionale degli eventi nucleari e radiologici (INES, International Nuclear and radiological Event Scale): ecco perché si parla di Černobyl' come del più grave incidente nucleare mai capitato nel corso della storia.

Come avvenne il disastro nucleare di Černobyl'


Il disastro avvenne di notte, all’una e ventitré circa, il 26 aprile 1986. Le cause furono una commistione di sfortuna, negligenza, errore umano e problemi strutturali della centrale stessa. L’incidente avvenne durante un test di sicurezza: il reattore 4 esplose a seguito della rottura delle tubazioni del sistema di raffreddamento, dovuta a sua volta dall’aumento della potenza e della temperatura del nocciolo del reattore. In realtà il test non si sarebbe dovuto svolgere di notte, in presenza di personale ridotto e non qualificato, bensì di giorno, con personale appositamente preparato; tuttavia, a causa di un parallelo calo nella rete che garantiva l'energia alla vicina Kiev, si decise di effettuare il test di notte senza rischiare deficit di fornitura elettrica. A causa dell’incompetenza del personale e di diverse negligenze, si provocò la rottura delle tubazioni del sistema di raffreddamento del reattore 4, con conseguente perdite di idrogeno e grafite, che a contatto con l’aria innescarono una tremenda esplosione: il reattore stesso venne scoperchiato e divampò anche un incendio. Il sistema di sicurezza era disattivato e il personale notturno, non a conoscenza delle norme di emergenza, non riuscì a reagire in maniera efficace. La stessa Unione Sovietica peccò di negligenza nel tenere nascosto il disastro ai cittadini per diverse ore: infatti, i cittadini della vicina città di Pripyat rimasero esposti alle radiazioni ignari dell'accaduto per 33 ore. Soltanto nel pomeriggio del 27 aprile il Governo ordinò l’evacuazione di tutta la popolazione circostante (circa 336.000 persone). Il resto dell'Unione Sovietica venne a sapere la notizia solo il 28 aprile con un comunicato della tv di stato.
Nel frattempo, però, una nuvola di materiale radioattivo era fuoriuscita dal reattore e aveva ormai contaminato pesantemente tutte le zone circostanti. La portata della perdita fu tale che nubi radioattive raggiunsero anche l'Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia, toccando anche l'Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l'Austria e i Balcani, fino a porzioni della costa orientale del Nord America.
Tra il 1986 e il 1991, circa 600 mila uomini, tra pompieri e persone provenienti da altri ambiti, hanno rischiato la loro vita per eliminare le conseguenze della catastrofe, a volte anche senza essere ben informati dei rischi che correvano (venivano infatti offerti 100 rubli, all’epoca una cifra considerevole, a chiunque si offrisse di partecipare alla decontaminazione). Essi vennero chiamati Liquidatori e il loro compito era quello di buttare sabbia, boro, blocchi di grafite sopra il nucleo radioattivo, in un processo continuo che durava 24 ore su 24.
Dopo la catastrofe, gli altri tre reattori rimasero ancora in funzione. Nel corso degli anni, però, i vari reattori vennero spenti, finché il 15 dicembre 2000 il presidente ucraino Leonid Kuchma ordinò lo spegnimento anche dell'ultimo reattore funzionante. Tuttavia, il combustibile nucleare è ancora tutto nei reattori, la cui completa dismissione è prevista soltanto nel 2065.
Oggi Chernobyl è diventato un luogo visitabile dai turisti, con circa 10 mila presenze registrate ogni anno. Le visite dovrebbero essere sicure, purché si rispetti alla lettera il regolamento: non toccare nulla, non sedersi a terra, non bere, non fumare. In quanto località turistica Chernobyl ha anche un proprio simbolo: la ruota panoramica nel parco della città, che doveva essere inaugurata il 1° maggio 1986, e su cui secondo la leggenda non è mai salito nessuno.

A cura di Suzy90.

Hai bisogno di aiuto in Geografia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email