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Le Antille: morfologia e clima

Con il nome di Antille si indica un arcipelago che costituisce una specie di ponte fra l’America del Nord e l’America del Su., compreso fra l’ Oceano Atlantico e il Mar dei Caraibi. Si distinguono le grandi Antille (Cuba, Haiti, Giamaica e Portorico) e le Piccole Antille (tutte le altre isole)
Dal punto di vista geografico le Antille sono caratterizzate dall’estrema varietà di paesaggi e di forme di vita a cui corrisponde una larga varietà di tipi etnici, di tecniche di coltivazione e di sistemi di costruzione. La varietà dei paesaggi dipende soprattutto dalla varietà della struttura geologica e quindi del rilievo.
La struttura geologica delle Antille è molto complessa e ancora in evoluzione; infatti, esiste una generale tendenza al sollevamento accompagnata da terremoti e fenomeni vulcanici. La potenza e l’importanza dei fenomeni tettonici è testimoniata dalla presenza di montagne che arrivano anche a 3.000 metri e di profonde fosse marine, come la Fossa di Portorico). Sull’orogenesi del territorio delle Antille sono state fatte diverse ipotesi. Quelle più recenti hanno portato ala conclusione che tali vicende sono state piuttosto complesse. I massicci montuosi delle Grandi Antille, che sono da considerare come il prolungamento più orientale delle cordigliere, sono di formazione più antica. Invece, le numerose piccole isole sono di origine vulcanica, risalgono ad un periodo più recente che non si è ancora concluso.
A questa varietà morfologica, corrisponde, ovviamente, una varietà climatica. Innanzitutto, essa è determinata dall’estensione dei territori nel senso della latitudine. Per questo motivo, nella parte settentrionale i periodi di siccità sono frequenti, mentre le isole vicine alla costa del Venezuela ha un clima subarido con precipitazioni annue fra 250 e 500 mm. Tuttavia le maggiori differenze climatiche sono determinate dall’esposizione e dall’altitudine. A questo proposito occorre distinguere le coste sopra vento da quelle sotto vento. Le prime sono molto più piovose perché interessate dai venti alisei che portano umidità. La siccità è frequente anche nelle isole calcaree e piatte della fascia esterna o nelle piccole isole vulcaniche che non hanno rilievi. Per lo stesso motivo è abbastanza frequente che a poche decine di chilometri da zone ricche di fiumi o torrenti, si trovano zone particolarmente aride
Una tale varietà di condizioni climatiche porta come conseguenza una quantità e una qualità di vegetazione eterogenea; infatti si passa dalla foresta equatoriale (liane e felci arboree) a distese assolate che ricordano i deserti messicani
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