La teoria della tettonica delle placche

Negli anni sessanta del XX secolo, è stata elaborata la teoria della tettonica delle placche, o a zolle, come spiegazione della dinamica della Terra. Questa teoria, infatti spiega che la litosfera non è uno strato compatto ma è formata da vaste placche, che galleggiano sull'astenosfera, muovendosi, scontrandosi o allontanandosi tra loro.
Da questi movimenti dipendono:
l'orogenesi
I fenomeni sismici
I fenomeni vulcanici
Una prima elaborazione della teoria della tettonica si era già avuta nel 1915, quando il tedesco Alfred Lothar Wegener intuì e provò un fenomeno chiamato deriva dei continenti. Questo studioso comprese che, un tempo, le terre emerse formavano un unico continente, la Pangea, e che solo attraverso un lungo processo di separazione e di aggregazione di blocchi, avvenuto in varie fasi, tra 350 e 65 milioni di anni fa, si era giunti agli attuali continenti: Europa, Asia, Africa, America, Oceania e Antartide. Il ritrovamento di reperti fossili e gli affioramenti rocciosi che risultano comuni alle due sponde dell'Oceano Atlantico sono le prove più significative a sostegno della teoria della deriva dei continenti. In Sudafrica e in Brasile sono state trovate ossa di mesosauro, un rettile vissuto circa 240 milioni di anni fa. Le catene montuose dell'Europa nord-occidentale e quelle degli Appalachi del Nord America sono costituite dallo stesso tipo di rocce: tutto ciò conferma che quelle montagne, ora separate dall'oceano, criticata dalla comunità scientifica al momento della sua formulazione, ha pertanto trovato dimostrazione scientifica e conferma.

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