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Resistenza del mezzo


Provate a mettere la mano fuori del finestrino di un’auto che comincia a muoversi: dapprima si sentirà appena l’aria che scorre sulla mano, poi con l’aumentare della velocità del veicolo si avvertirà che l’aria esercita una forza notevole sulla mano.
La resistenza del mezzo (aria o acqua) è insignificante nelle piccole velocità, ma assume bruscamente una notevole importanza quando la velocità dei corpi aumenta. Per vincere la resistenza del mezzo la natura si è sempre servita della forma affusolata, “aerodinamica”, simile a quella di un siluro, per gli animali che si muovono velocemente nell’acqua (pesci) e nell’aria (uccelli).
Anche l’uomo ha imitato la natura costruendo auto da corsa, aerei, navi, dirigibili, sommergibili in modo da vincere la resistenza del mezzo. L’uomo ha saputo inoltre utilizzare la resistenza del mezzo costruendo un prezioso apparecchio: il paracadute. Come sapete, quando è aperto ha una forma concava, proprio quella che determina la massima resistenza. Un uomo paracadutato precipita prima con una certa velocità: poi con l’aumentare della velocità di caduta aumenta anche la resistenza dell’aria. E così viene a diminuire la velocità di caduta: il paracadute toccherà il suolo senza urti molto violenti.
Inoltre domandiamoci che cosa accadrebbe se la resistenza del mezzo non aumentasse con il crescere della velocità dei corpi. Le gocce della pioggia, ad esempio, cadendo da una nuvola a 2.000 metri verrebbero giù con la velocità di veri proiettili. Per affrontare la pioggia ci vorrebbe ben altro che un modesto ombrello.
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