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Attrito


L’attrito è il maggior nemico del movimento: esso infatti tende ad interrompere l’inerzia di moto. L’attrito varia a seconda delle superfici che vengono tra loro a contatto: così, ad esempio, l’attrito tra il ferro dei pattini ed il ghiaccio è piccolissimo e pertanto i pattinatori possono fare le loro veloci ed eleganti evoluzioni sul ghiaccio.
L’attrito si dice radente se un solido “striscia” su un altro; si chiama volvente invece se un solido “rotola” su un altro. L’attrito volvente è minore dell’attrito radente. Trascinare sul pavimento un pesante baule (attrito radente) è senza dubbio più faticoso che spingere lo stesso baule dopo aver messo sotto di esso dei rulli (attrito volvente).
L’attrito, che si oppone al moto, tuttavia è tanto utile all’uomo. Infatti se non ci fosse attrito tra le scarpe ed il terreno come potremmo camminare? Se tra le ruote delle auto ed il fondo stradale non ci fosse attrito come potrebbero fermarsi le auto?
Avete mai fatto caso che durante l’inverno si suole cospargere sabbia sul ghiaccio per accrescere l’attrito? Per questa ragione non vengono montate le catene sulle ruote delle auto in percorsi ghiacciati o nevosi?
Per esempio il camioncino è stato arrestato di colpo nella sua corsa. Il carico continua per inerzia il moto nella direzione in cui si muoveva prima il camioncino. Ci si rende così conto come in un incidente stradale i viaggiatori di una vettura, che vada a battere contro un albero o altro ostacolo, vengono lanciati fuori con violenza. I corpi di essi continuano per inerzia nella direzione di moto, in cui si muoveva l’auto prima del suo arresto violento.
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