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L’elettromagnetismo costituisce, accanto alla meccanica, l’altro grande pilastro della fisica classica.
I fenomeni elettrici e magnetici nascono separati e sono noti fin dall’antica Grecia. La tradizione attribuisce a Talete di Mileto (6’ secolo a. C.) entrambe le scoperte.
Il termine elettricità deriva dal greco “elektron”, nome greco dell’ambra (dall’arabo anbar), una resina fossile di conifera che, se strofinata con un panno o con la pelle di un animale, è in grado di attrarre piccoli oggetti molto leggeri come frammenti di pelo, pagliuzze ecc...

Il termine magnetismo deriva anch’esso dal nome greco dell’antica cittàdi Magnesia nell’asia minore (corrisponde all’attuale città di Manisa, nella turchia asiatica), per la presenza di importanti giacimenti di un particolare minerale, la magnetite, capace di attrarre il ferro e altri minerali come il nichel e il cobalto.

Il più importante studio medievale sull'argomento è certamente la "epistola de magnete" di Pietro Peregrino di Maricourt (del 1296), che tra l'altro introduce il concetto e la terminologia dei due poli (Nord e Sud) della calamita, spiega come determinarne con precisione la posizione, ne descrive le interazioni reciproche, attrattive e repulsive, e propone l'esperimento della calamita spezzata.

Fino al XVII secolo, i fenomeni elettrici e magnetici vennero trattati solo come una particolare curiosità della natura.

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