Onde Gravitazionali


Il premio Nobel per la Fisica 2017 è stato assegnato agli scienziati Rainer Weiss, Barry C. Barish e Kip S. Thorne, i quali hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo e nelle ricerche legate al LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), il doppio interferometro che il 14 settembre del 2015 ha osservato per la prima volta le onde gravitazioni. Un progetto che dura quasi 40 anni, in cui importante è stato anche il ruolo dei fisici italiani. Rivelare le onde è molto complesso perché i loro effetti prodotti sono spesso sepolti e indistinguibili, sotto una coltre di rumore difficile da separare dal segnale vero e proprio. Infatti lo scienziato James Creswell e i suoi colleghi danesi hanno messo in dubbio la solidità delle prove a sostegno del rilevamento di onde gravitazionali. Hanno provato a rianalizzare i dati grezzi di Ligo per conto loro. Hanno preso la sequenza di numeri (time-ordered data) così come sono usciti dalla coppia di rivelatori gemelli di Ligo, e hanno provato a ripetere, in modo autonomo, l’analisi e i calcoli precedentemente eseguiti dagli scienziati. Impressionante è l’enorme quantità di rumore nel quale è immerso il segnale. Basta un’occhiata al grafico riportato qui sotto, per comprendere l’immensità della sfida affrontata dagli scienziati premiati.

Il contro-argomento, portato dai vincitori del premio Nobel, per dimostrare l’infondatezza dei dubbi avanzati del loro studio solo le correlazioni nel rumore di fondo trovate da Creswell dipendono da un errore di metodo.

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