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I motori

L’uomo ha sempre utilizzato fonti di energia naturale, come l’energia eolica che, gonfiando la vela, agisce come una leva e fa avanzare una nave. Con il passare del tempo e con lo sviluppo tecnologico, l’uomo è riuscito a inventare macchine che, attraverso ingranaggi, riescono a trasformare una forma di energia in un’altra, più adatta al lavoro da compiere: i motori. Un tipo di motore molto semplice è il mulino a vento.è composto da: pale mosse dal vento, albero motore collegato alle pale, ruote dentate mosse dall’albero motore, macina. Il mulino a vento è un motore che utilizza l’energia del vento per far muovere un albero (detto albero motore); il movimento di rotazione dell’albero trasforma l’energia del vento in energia meccanica, un’energia cioè adatta ad azionare dei meccanismi: in questo caso la macina, che produce il frumento in farina. La scoperta che il calore (energia termica) fa dilatare i corpi diede un nuovo impulso alla tecnologia. Le applicazioni del principio della dilatazione dei corpi sono moltissime. Un esempio valga per tutti: il termometro. Quando ci si misura la febbre, il mercurio viene riscaldato dal calore del nostro corpo, si dilata e occupa la colonnina del termometro, indicando la temperatura. Il motore a scoppio. Oggi quasi tutti i mezzi di trasporto funzionano per mezzo del motore a scoppio, che fornisce l’energia necessaria a far girare ruote ed eliche. Il primo motore a scoppio fu inventato nel 1853 da due fisici italiani, E. Barsanti e F. Matteucci, mentre il primo veicolo con motore a scoppio fu realizzato dall’ingegnere tedesco C.F. Benz nel 1885.
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