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Criterio della verità

Vico dichiara di ricavare il criterio della verità dalla sapienza degli antichissimi popoli d’Italia, vissuti precedentemente alla civiltà greca di cui ricerca le tracce nelle etimologie di parole latine.
In quella lontanissima civiltà sostiene di trovare il criterio del vero, che consiste in questa formula: scientia est scire per causas, in cui causa significa la natura produttrice che opera dal di dentro delle cose, dei fatti, in modo che può conoscere la causa di qualcosa, e quindi di avere scienza, soltanto chi ha causato quella cosa, ossia chi l’ha prodotta, perché solo costui può penetrare profondamente nel processo attraverso il quale la cosa si genera. Da questa premessa Vico deduce i due famosi principi: verum et ipsum factum e verum et factum convertuntur.
Il primo principio significa che il vero conoscere (verum) si identifica col fare (factum) o col ricostruire idealmente ciò che è già avvenuto e che può essere ricreato con la mente in tutti gli stadi attraverso i quali si è fatto.

Il secondo principio vuol dire che il vero conoscere ed il fare si convertono scambievolmente l’uno nell’altro, corrispondo perfettamente e quindi si identificano, perché la verità si manifesta nel fatto ed il fatto è testimonianza della verità.

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