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Lo spiritualismo

L’idealismo e il positivismo sono le due grandi filosofie che si affermano in Europa nel periodo del Romanticismo.
Entrambe queste due correnti credono in un’idea unica ed infinita che si evolve necessariamente, ma mentre per i primi essa è rappresentata dallo spirito (o ragione),per i secondi si tratta della materia e della forza.
Il positivismo, però, mette in crisi il concetto di filosofia, concludendo che essa non può fare altro che raccogliere i dati forniti dalla scienza. La scienza è pertanto l’unica possibile via per la conoscenza della realtà, in quanto studia i fenomeni naturali connessi in modo necessario e le leggi che li governano.
Questo porta dunque a due grandi conclusioni:
1) Non esiste altra realtà se non i fenomeni naturali, e non esiste altra fonte di conoscenza se non la scienza;

2) I fatti sono leggi immutabili e necessarie.
Il tutto a scapito naturalmente della spiritualità e dell’originalità umana, e quindi anche dei valori etici.
In opposizione a questa visione, nascono dunque le filosofie anti-positiviste, le quali negano che i fatti naturali siano l’unica realtà possibile e che la scienza sia di conseguenza l’unica possibile conoscenza.
La filosofia si occupa appunto di quest’altra realtà.
Riguardo a quale sia questa realtà e come faccia la filosofia ad arrivarci, le correnti anti-positiviste si dividono in diversi gruppi.
In particolar modo, ciò che differenzia le correnti filosofiche anti-positiviste sono l’idea della scienza e della realtà che essa studia e l’idea della filosofia.
Riguardo alla scienza, lo spiritualismo sostiene che essa non sia un’autentica conoscenza, in quanto esiste una realtà spirituale testimoniata dalla coscienza e raggiunta attraverso un processo razionale dialettico che porta la coscienza umana a riconoscersi nella coscienza infinita.
Le filosofie della scienza accettano invece la scienza come unica vera fonte di conoscenza, attribuendo alla filosofia il solo compito di riflettere sulla scienza e le conoscenza che essa offre.
Anche per il pragmatismo la scienza è vera, ma la realtà suprema sono la vita e l’azione.
Infine l’esistenzialismo sostiene che scienza, spirito e pratica siano espressioni umane che la filosofia deve studiare.
Riguardo la filosofia, invece, lo spiritualismo sostiene che filosofare consista in un ripiegamento interiore, di cui le esigenze morali sono espressione.
Per l’idealismo l’oggetto della filosofia è l’Assoluto, di cui il finito è manifestazione.
Il neocriticismo sostiene che la filosofia riflette sul sapere scientifico, il quale ha la sua validità fondata sulla “categorie”, determinazioni universali della ragione. Estendendosi alla storia, dal neocriticismo nacque lo STORICISMO.
Per il pragmatismo, invece, la filosofia indirizza l’azione, e quindi anche la realtà della scienza si subordina ad essa.
La critica della scienza sostiene che la filosofia sia solo un’analisi logico-linguistica della scienza.
La fenomenologia ritiene che la filosofia sia l’analisi degli atteggiamenti da cui si originano la vita dell’uomo e la conoscenza.
Infine, l’esistenzialismo utilizza una filosofia che studia il modo d’essere dell’uomo.

Caratteristiche generali dello spiritualismo
Lo spiritualismo nasce dunque in opposizione al positivismo, a causa di esigenze religiose e morali.
Esso considera qualcosa che il positivismo aveva completamente ignorato: l’analisi interiore o coscienza.
Lo spiritualismo ha origini antichissime: se ne ha tracce già con Plotino, e la sua idea dell’anima che torna a se stessa, con Sant’Agostino e con Cartesio.
In epoca più recente si ritrova nel concetto di autocoscienza dei romantici, o quello di riflessione negli empiristi.
Nello spiritualismo l’uomo prende ad indagare la sua interiorità, non la natura o l’esteriorità.
L’interiorità comprende le esigenze del cuore, gli ideali morali e religiosi.

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